Arcipelago 2015

Street Art e Sperimentazione

Si è da poco conclusa la 2.3a edizione di ARCIPELAGO - Festival Internazionale di Cortometraggi e Nuove Immagini.
Arcipelago

Come ogni anno, da tanti a questa parte, il festival Arcipelago rimane un’occasione imperdibile per scoprire quello che accade nel mondo del cortometraggio internazionale, rivedere classici dimenticati e sbirciare nel futuro dell’audiovisivo. Il 10 novembre è calato il sipario sulla 2.3a edizione della manifestazione romana, ospitata dal Teatro Palladium, e numerosi sono stati gli eventi meritevoli: senz’altro la presentazione di 87 ore, il nuovo film di Costanza Quatriglio, così come la prima personale integrale dei Manetti Bros. l’incontro Reality Reboot, dedicato al rapporto tra cinema e videogame e l’omaggio a Pier Paolo Pasolini, Welles e Fassbinder. Ma se Arcipelago ha il grande merito di sapere cogliere lo spirito del presente guardando con attenzione alla sperimentazione visiva, si deve soprattutto a occasioni come l’anteprima italiana di Visitors, l’ultimo film di Godfrey Reggio, e il focus sul mondo della street art che ha visto il suo apice con la presentazione del documentario Banksy Does New York.

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Visitors di Godfrey Reggio

 

Visitors, prodotto da Steven Soderbergh, segue la scia della trilogia Qatsi composta da Kaoyanisqatsi, Powaqqatsi e Naqoyqatsi – che ha reso celebre il regista Godfrey Reggio; si tratta di un viaggio sensoriale che “rivela il rapporto di trance tra umanità e tecnologia”, secondo le parole del produttore. La pellicola, supportata dalla colonna sonora composta da Philip Glass, ha richiesto nove anni di lavoro, interamente dedicati alla creazione di immagini che dessero la bizzarra sensazione allo spettatore di sentirsi osservato. Non è un caso che lo stesso Reggio sostenga che stavolta non siamo noi che guardiamo il film, è il film che sta guardando noi”. Immerso in un magico bianco e nero, il film propone trenta volti di “ospiti”, ossia rappresentati della razza umana, che per circa un minuto a testa guardano l’obiettivo della cinepresa. Influenzato dal lavoro di Bill Viola, Visitors è il classico film definibile come “esperienza visiva”, per questo più vicino al mondo della video arte che alla cinematografia tradizionale. La pellicola uscirà agli inizi del 2016 distribuita da Wanted, nuova distribuzione specializzata in documentari di qualità.

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Banksy Does New York

E proprio Wanted si occupa della distribuzione di Banksy Does New York, nuovo documentario sullo street artist più famoso del mondo. Cosa accade nella pellicola? Banksy annuncia una visita nella Grande Mela, segue dibattito e folle caccia all’uomo. Prodotto dalla Hbo e diretto da Chris Moukarbel, il film racconta i 31 giorni passati da Banksy a New York, interamente trascorsi disseminando sue opere nei luoghi più impensabili e mettendo in scena performance provocatorie. Tutto questo dopo aver lanciato indizi sul web, così da scatenare un folle inseguimento al bottino più prezioso da parte dei fan. Presente nella sezione Street (He)art. Anche i muri raccontano storie del festival, ricca di opere legate al mondo della Street Art e dell’Hip Hop (come il cult  Wild Style presentato qui in anteprima italiana),  il film di Moukarbel è soprattutto una riflessione sul ruolo dei social media, utilizzati come strumento per un esperimento sociale atto a indagare il tema della proprietà artistica; così si assiste al furto di sculture, graffiti fotografati dietro il pagamento di una tariffa, murales venduti all’asta. Insomma, un giro di denaro che conduce alla domanda centrale del documentario: l’arte pubblica può avere un prezzo?

 

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