Serie per l’estate

Dieci titoli da spararsi in mutande

Pensare intensamente all’Islanda non basterà ad ingannare la calura estiva, meglio organizzare maratone televisive. Che ricorriate ai cofanetti o alla Rete, ecco un elenco consigliato delle serie da spararvi in mutande.
Le serie per l'estate
Dieci titoli da spararsi in mutande

 

Battlestar Galactica
Che non vi piaccia la fantascienza non è un motivo valido per snobbare questa serie. Perché se è vero che rivolta delle macchine+nave spaziale fa pensare a quella roba lì, Battlestar Galactica non è solo quella roba lì. Nelle quattro stagioni andate in onda dal 2004 al 2009 c’è filosofia, politica, religione e strategia militare; c’è sentimento, desiderio, limite e grandezza del genere umano, una razza corrotta chiamata a meritarsi la salvezza. Sotto attacco dei robot cyloni, il comandante Adama guida la flotta alla ricerca della tredicesima colonia, il posto dove gli esuli e i superstiti un giorno potranno ricominciare.
Brano: All Along The Watchtower.

Battlestar Galactica

 

Black Mirror
Con due stagioni da tre puntate ciascuna, il britannico Charlie Brooker ha fatto scacco alla regina, tale infatti sono gli Stati Uniti d’America per la maniera in cui sono abituati a spadroneggiano sulla scacchiera della serialità televisiva. In sei storie autoconclusive
legate dalla presenza di uno specchio nero – la superficie di un qualsivoglia schermo: tv, smartphone, computer -, il blogger del “Guardian”, produttore, comico e un sacco di altre cose indaga, senza mezze misure, potenzialità e orrori della tecnologia. Impeccabile la prima stagione, più smargiassa e sensazionalistica la seconda, Black Mirror è l’esempio lampante di quanto di buono può succederti accendendo la televisione, almeno in Inghilterra.
Episodio top: 1×01, Messaggio al Primo Ministro.

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Breaking Bad
Qual è il personaggio più forte in circolazione? Facile: Walter White, ex insegnante di chimica con malattia terminale. Dopo una partenza esplosiva ma faticosa, il prof ha un cancro ai polmoni e tossisce di continuo, l’escalation dei consensi del pubblico ha seguito quella dei crimini dell’uomo interpretato da Bryan Cranston. Cucinare metanfetamine per garantire a moglie e figlio un futuro economicamente dignitoso dopo la sua morte è solo l’inizio di un percorso di trasformazione in cui ogni valore finisce per venire calpestato: spaccia, ruba e uccidi fino alla fine (conclusione ormai imminente – la seconda parte dell’ultima stagione, la quinta, andrà in onda a partire dall’11 agosto sul canale americano AMC).
Frase: “I’m weak, I’m out of control. I mean, this whole thing makes me look like crap”.

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Friday Night Lights
No, non siete grandi per queste cose. Non pensatelo perché poi sareste costretti a pentirvene. Che i protagonisti di questa serie composta da cinque stagioni siano i ragazzi di un liceo nel Texas che imparano la vita giocando a football, non vuol dire che questa sia materia da adolescenti né tantomeno per sportivi accaniti. Attorno alle casacche dei Dillon Panthers ruota la descrizione della classe media americana, quella più conservatrice, quella degli autosaloni e delle spogliarelliste fuorimano, quella del tatuaggio no e l’aborto è un abominio. Personaggi indimenticabili come il coach Eric Taylor vi si pianteranno nel cuore. La sceneggiatura commovente, lo stile documentaristico delle riprese con telecamera a mano e i colori virati dalla luce dai fari dei campi da gioco o dal tepore dei tramonti fanno di Friday Night Lights la serie “amica” per eccellenza, quella da cui non vi separereste mai. Il motto della squadra “Clear eyes, full hearts, can’t lose” diventerà il vostro (non quello di Mitt Romney che se n’è appropriato indebitamente per convenienza durante le ultime presidenziali).
Sigla: Your Hand in Mine – Explosion In The Sky.

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Homeland
Carrie Mathison e il roscio Nicholas Brody sono la coppia più ganza della televisione. Lei agente della CIA bipolare, lui marine reduce da una lunga prigionia in Iraq sospettato di essere passato nelle fila nemiche. Nella serie, la minaccia del terrorismo e la psicosi post 11 settembre sono nel DNA dei personaggi e vengono raccontate al meglio attraverso un continuo rovesciamento di prospettiva: chi è il terrorista, chi è l’eroe? Homeland vive di suspense e colpi di scena fino ad oggi così credibili da far temere per il suo futuro: per quanto ancora gli autori riusciranno a mantenere standard tanto alti? Il 29 settembre, intanto, è la data fissata in America per l’esordio della terza stagione.
Mood: Jazz

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Il trono di spade
Con ancora fresco il ricordo della penultima puntata della terza stagione, è difficile negare che la serie tratta dalla saga di George R.R. Martin non sia il titolo televisivo di questi nostri tempi bui. D’altronde trovate un fantasy che rappresenti meglio il presente: un paese allo sfascio dove ogni regola è caduta e il proprio tornaconto è l’unica cosa che conta. In più, questo Martin è un gran furbone e si diverte a toglierti le poche certezze che hai faticosamente conquistato orientandoti tra le tante casate e i cento volti in gioco, facendo fuori, quando meno te l’aspetti, i personaggi forti della storia. Un’opera di fiction che, al di là di tutto, sarebbe magnifica anche solo a volersi soffermare sul lato estetico tanto le scene sono maestose, i paesaggi affascinanti, le atmosfere cupe e violente. Nuova stagione in primavera.
Brano: The National, The Rains Of Castamare.

La guerra alle porte - Streaming

 

The Newsroom
L’ha scritta Aaron Sorkin e tanto basta, ma se poco poco avete frequentato una redazione e il giornalismo è il vostro mestiere questa è la serie vangelo per eccellenza. Riportare l’informazione a quella che dovrebbe essere è la missione di Will McAvoy, della sua produttrice esecutiva Mackenzie McHale e del suo staff a lavoro nella tv via cavo Atlantis Cable News. Ogni puntata, efficacemente saldata al presente, snocciola quei due tre principi deontologici e professionali che non andrebbero dimenticati. E ogni volta ne esci gasatissimo. Patriottica? Vero. A tratti stucchevole nei sentimenti? Decisamente. Prescindibile? Giammai. Seconda stagione dall’11 luglio in America.
Volti noti: Jane Fonda nei panni di Leona Lansing, capo dell’azienda.

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The Slap
Questa serie australiana ha un solo torto, non regge il confronto con l’omonimo
romanzo di Christos Tsiolkas che la surclassa anche per la quantità e qualità di riferimenti musicali. Per il resto, si tratta di un dramma in otto atti che ricorda la coralità e la costruzione dei personaggi del miglior Altman. Gli episodi dispari hanno innegabilmente una marcia in più, ma il risultato complessivo rende The Slap una delle più belle scoperte del 2013. L’obiettivo è puntato su una piccola comunità di adulti di stanza a Melbourne, apparentemente felice e risolta ma alla quale basta un barbecue con bambino lagnoso tra i piedi – che beccherà uno schiaffo, da cui il titolo – per mettere in luce tutte le crepe. Un ritratto disilluso dei quarantenni di oggi, della famiglia e della possibilità di essere felici. Amaro e splendido.
Personaggio da salvare: Anouk

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The Shield
In questo poliziesco cupo e violento che si esaurisce in sette stagioni – andate in onda dal 2002 al 2008 – la novità importante è l’antieroe. Vic Mackey è un detective corrotto che usa metodi tutti suoi per mantenere l’ordine nelle strade di Los Angeles e arrotondare lo stipendio per le necessità della sua famiglia. Che il quartier generale del distretto sia in una chiesa sconsacrata la dice lunga su quanto a Shawn Ryan, autore della serie, piaccia rovesciare le cose. Guardi Vic sapendo bene che quello che fa è sbagliato, ma non riesci a volergli male, ti auguri che non la faccia mai troppo grossa, che non finisca ammazzato, in manette o, peggio, confinato in ufficio.
Volti noti: Glenn Close, capitano in carica nella quarta stagione.

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The Walking Dead
Poi venne In The Flesh, prima solo The Walking Dead. Gli zombie di questa serie tratta, ma con licenza di variare, dall’omonimo fumetto sono i veri apripista del genere sul piccolo schermo. Si muovono rumorosi e con deambulazione precaria alla costante ricerca di carne fresca mentre gli esseri umani rimasti, molto pochi, cercano conforto aggregandosi in piccoli gruppi e rifugiandosi in ricoveri di fortuna. Costretti a dimenticare la vita precedente per sopravvivere in questa nuova realtà priva di regole e valori, un manipolo di uomini tenta di mantenere etica e dignità o almeno a declinarle in una versione aggiornata. Azione, suspance e, in alcuni frangenti, addirittura terrore; sconsigliato solo a chi soffre alla vista di scuoiamenti, decapitazioni e sangue a fiotti. Tre stagioni al momento disponibili.
Record: numero di spettatori per una tv via cavo.

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Pubblicato sul Mucchio 708/709

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