H2O: Iphoneography for human rights

Aperte le iscrizioni al contest H2O - Iphoneography for Human Rights

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La macchina fotografica migliore è quella che hai sempre con te: a dirlo è Chase Jarvis, classe 1971, autore del libro che fonda le basi teoriche, come in ogni movimento che si rispetti, dell’Iphone photography. Perché se è pur vero che i telefoni portatili con fotocamera inclusa esistono fin dal 1990, è con l’uscita della creazione di Steve Jobs che le ‘Foto prese con l’Iphone’ diventano nel 2007 un consistente gruppo sul più famoso portale per la condivisione di foto online di allora, Flickr, e l’inarrestabile tendenza collettiva che conosciamo oggi. E non parliamo solo di foto. Sally Potter, già regista di Orlando, gira nel 2009 Rage, il primo film pensato per essere fruito attraverso uno schermo cellulare e nel 2013 anche l’Academy Awards riconosce piena dignità espressiva alle nuove tecnologie assegnando l’Oscar a Searching for sugar man dello svedese Malik Bendjelloul, parzialmente girato con Iphone e con immagini trattate con un’app alla portata di tutti.

Questo è il punto: alla portata di tutti. E’ proprio la caratteristica di democraticità a rendere lo smartphone lo strumento più adatto a veicolare messaggi di sensibilizzazione che possano cambiare la società civile. A pensarlo è il NEM – New Era Museum, che in accordo con la ONG Fondazione Opera Campana dei Caduti di Rovereto ha indetto il contest H2O – Iphoneography for Human Rights, dove Iphone non è un brand e l’accento sta su quell’ “I”iniziale, il soggetto che sempre più entra nell’immagine grazie alla possibilità di scattare in ogni momento e all’assoluta capacità di personalizzazione consentita dalla vasta gamma di filtri con cui è possibile trattare le foto.

H2O – Iphoneography for Human Rights, il progetto coordinato dal giornalista Marco Di Battista, raccoglie l’invito rivolto dalle Nazioni Unite alle ONG per la sensibilizzazione della società civile sui 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile da raggiungere entro 2030 e lo fa attraverso la scelta di un tema, l’acqua, da sempre simbolicamente legata alla trasmissione della vita, e di uno strumento capace di garantire la maggior possibilità di partecipazione di pubblico, data la grande diffusione dello smartphone, utilizzato con disinvoltura da ogni fascia d’età. Il NEM New Era Museum è l’unico museo virtuale ad occuparsi della raccolta di questo genere di testimonianze da tutto il mondo e la sua nascita coincide con l’inizio stesso del movimento, nel 2007, quando la foto iniziò a percorrere un suo percorso di condivisione che permise alle immagini di viaggiare come mai prima di allora.

Le iscrizioni al contest tramite il sito www.h2oforpeace.net si chiuderanno il 21 maggio. A giugno la giuria presieduta da Andrea Bigiarini, fondatore di NEM, selezionerà tra i finalisti e l’opera vincitrice. La rosa dei lavori selezionati sarà presentata presso la sede della Fondazione e sui canali social, oltre a diventare oggetto di un videoclip con le musiche di Marco Testoni del gruppo Pollock Project. L’immagine che fa da manifesto al concorso è stata donata da Clarisse Debout.

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