Prato Film Festival 2016

Lungometraggi, corti e un omaggio a Pietro Germi

Quinta edizione del Prato Film Festival: al tradizionale concorso per cortometraggi, si aggiunge uno spazio competitivo dedicato alle opere prime e seconde. Nella cornice del Cassero Medievale una mostra fotografica - composta da numerosi scatti inediti - celebra il talento del regista Pietro Germi, cui il festival dedica un omaggio cinematografico.
13-SEDOTTA E ABBANDONATA - 1963

Giunto alla sua quinta edizione, il Prato Film Festival decide di aprire le porte alle opere prime e seconde di registi italiani, allargando così lo spazio rivolto alle sezioni competitive, destinato non più soltanto al mondo dei cortometraggi. Interamente dedicato alla commedia, il festival ospita in questi giorni – fino all’undici giugno – le immagini di Il Ministro di Giorgio Amato, L’universale di Federico Micali, L’amore non perdona di Stefano Consiglio e Un posto sicuro di Francesco Ghiaccio, interessante film di denuncia interpretato da Marco D’Amore e Matilde Gioli.

Ma ciò che rende speciale questa edizione è il corposo omaggio al grande regista italiano Pietro Germi, attraverso una serie di eventi e appuntamenti meritevoli: dalla rassegna cinematografica dedicata al regista, durante la quale saranno proiettati classici come Un maledetto imbroglio e Il ferroviere, passando per la presenza di Lando Buzzanca e Aldo Puglisi, interpreti indimenticabili del capolavoro Sedotta e abbandonata, fino ad arrivare alla mostra fotografica, allestita presso il Cassero Medievale, composta da 60 foto inedite scattate sui set di alcuni suoi film.

16-SIGNORE E SIGNORI - 1965

Fa particolarmente piacere quest’omaggio perché Germi è un regista ancora oggi poco celebrato – di sicuro non quanto meriterebbe – a dispetto della qualità delle sue opere e la quantità di premi vinti; non che i trofei rappresentino un affidabile metro di giudizio, ma siamo convinti che non molti sappiano del suo Oscar per la sceneggiatura con Divorzio all’italiana, oltre ai vari riconoscimenti ottenuti ai festival di Cannes e Berlino. E proprio il festival di Cannes quest’anno ha reso tributo a Germi proiettando la copia restaurata del suo Signore e Signori, vincitore della Palma d’oro nel 1966. L’ennesima dimostrazione di come il regista genovese sia maggiormente amato all’estero, inserito nell’Olimpo dei grandi autori italiani, che nel nostro paese, dove è stato sempre osservato con sospetto per le sue simpatie socialdemocratiche, il carattere burbero e quella caustica ironia verso malcostumi e ipocrisie italiote che ha riversato nelle sue sulfuree commedie. Sia dunque dato merito al Prato Film Festival per questo doveroso ricordo.

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