Stone Roses: Made Of Stone

31 Torino Film Festival

Shane Meadows, l’autore di "This is England", alle prese con un rockumentario sugli Stone Roses.
The-Stone-Roses-Made-of-Stone

Mentre la voce di Sir Alfred Hitchcock disserta su quale fantastico mondo sarebbe quello dove al genio fosse dato di creare trascendendo le umane tensioni, uno Ian Brown alla moviola si cala tra la folla. A decine dalle prime file gli tendono le mani, lui è bene attento a non mancarne neanche una; alla fine agguanta la fotocamera digitale di un incredulo ammiratore in prima fila e sceglie di immortalarsi da sé. Negli anni in cui ogni nuovo gruppo che spuntava in Gran Bretagna si sentiva di nuovo autorizzato a diventare più famoso di Gesù, la venuta dei mancuniani che cantavano I wanna be adored e I am the resurrection è stata breve eppure abbastanza intensa da tirarsi appresso legioni di fedeli. Tra questi anche Shane Meadows, folgorato sulla via che partiva da Manchester e a Manchester, inevitabilmente, sarebbe tornata, quasi come se l’interesse raccolto per il resto d’Europa fosse poco più di un inevitabile effetto collaterale.

L’autore di This is England bazzica spesso e volentieri i dintorni del cinema musicale, specie quando non ha per le mani nuove storie da raccontare: è da Somers Town del 2008 – arrivato in Italia proprio attraverso le sale del Torino Film Festival – che lo si aspetta al varco del prossimo film “vero”, ma tutto ciò che abbiamo ottenuto fin qui è Le Donk & Scor Zay Zee, spassoso mockumentary dove un improbabile rapper dallo pseudonimo cinefilo tampina gli Arctic Monkeys in tournèe per poter far loro da spalla, anche questo presentato al TFF, nell’edizione 2009. Ora è la volta di Made Of Stone, il cinediario che segue la ricomparsa sulle scene degli Stone Roses dopo quindici anni di fermo. Per la verità quanto accaduto tra formidabile ascesa e caduta precoce potrebbe essere tranquillamente liquidato dalle prime sequenze, passando avanti alla cronaca della riconciliazione. Ma Meadows preferisce una più convenzionale esplorazione del rockumentario in tutte le  declinazioni possibli, dal film-concerto alle riprese da backstage, dallo split-screen alle laconiche interviste di repertorio – quando le Loro Maestà erano ancora giovani e regalmente scorbutiche. Si vede tutto ma non succede nulla, almeno finchè il batterista non dà forfait e annulla il resto del tour per un banale contrattempo tecnico: in un deja vù micidiale i fan vengono riportati allo scioglimento del 1996, quando proprio la defezione di Alan “Reni” Wren fece cessare le attività. Sarebbe il momento buono per uscire dal seminato agiografico e andare a pescare nel torbido dei capricci da primedonne e delle tensioni interne, capire quanto, con buona pace del Maestro del Brivido, certe ruggini siano dure a morire. E invece nulla: la regia è pavida o troppo riverente, l’autore si limita a rinchiudersi nella stanza d‘albergo di fronte alla camera ad aspettare che il brutto momento passi, augurandosi un gran finale che assolva tutti i peccati.

Gran finale sarà, per fortuna di chi gira ma pure di chi guarda. All’Heaton Park di Manchester, manco a dirlo, si tiene l’ultimo show di bentornato per i quattro che, sotto sotto, non avrebbero mai voluto andarsene. Una Fool’s Gold lunghissima e sborona, porta il film ai titoli di coda. Avremmo dovuto vedere i Roses secondo Meadows, e invece il regista si è defilato troppo in fretta. Unica eccezione sono le scene rubate fuori dai cancelli e dai botteghini, l’occhio che cade su volti ed espressioni dei più tipici esemplari di Meadows’people: ammiratori non più giovani eppure sempre fanatici che fanno pubblica ammissione di fede, il culto quasi  talebano da parte di chi sarebbe disposto ad abbandonare figli e lavoro, a vendere beni mobili e immobili pur di essere presente. Il pop come oggetto di adorazione assoluta. Anche Questa è L’Inghilterra, o quantomeno lo è stata un tempo. Peccato averla voluta mostrare così poco.

 

 

Altri contenuti Cinema / Visioni
festival gusto della memoria 2017  dia133

Festival Cinema Vintage

Al via il bando 2017

FESTIVAL CINEMA VINTAGE “IL GUSTO DELLA MEMORIA” V edizione Roma – 28, 29 e 30 settembre 2017 Patrocinato dall’UNESCO AL VIA...
basquiat1

Basquiat: The Radiant Child

Jean-Michel Basquiat in mostra al Chiostro del Bramante

«Papa, I’m going to be famous»: c’è un certo grado di consapevolezza nelle parole di Jean-Michel Basquiat,...
tartaruga-rossa-Michael-Dudok-de-Wit

Michaël Dudok de Wit

Intervista al regista premio Oscar

L’olandese Michaël Dudok de Wit, già premio Oscar per il corto animato Father and Daughter (2000), è...
PP-manifesto1

Giovanni Mazzarino

Intervista al noto compositore jazz

Mago Merlino è il primo a entrare in scena. Il set è quello di Piani Paralleli, il...
sottodiciotto2017_immagine-guida

Sottodiciotto Film Festival

Tutti gli appuntamenti della 18° edizione

  SOTTODICIOTTO FILM FESTIVAL & CAMPUS 31 marzo – 7 aprile 2017 Torino, vari luoghi  Le proiezioni...
16406832_10154974528777277_5155378342824301449_n

Bergamo Film Meeting 2017

35° BFM| Marzo 11-19 2017

Giunto alla 35° edizione, lo storico Bergamo Film Meeting si avvia a celebrare il 2017 con un...
locandina

Maren Ade

Intervista alla regista di "Vi presento Toni Erdmann", in sala dal 2 marzo.

Magari la sbronza di premi sarà un po’ passata, dopo la sconfitta agli Oscar a favore di...
trainspotting

Verso Trainspotting 2

La colonna sonora

Per avvicinarci al secondo capitolo in uscita il 23 febbraio 2017, celebriamo una delle colonne sonore più...
trainspottin

Verso Trainspotting 2

La sottocultura che ha segnato il cinema mainstream

"Trainspotting", il film uscito vent'anni fa che ha segnato per sempre il rapporto tra cinema, droga e...
locandina_un_altro_me

Claudio Casazza

Intervista al regista di "Un altro me", in concorso al Trieste Film Festival.

Guardare per capire. Affrontare un tema spinoso e piuttosto scomodo senza giudizi preconcetti ma ascoltando la voce...
best

Film: best of 2016

Non abbiamo dubbi che il 2016 sarà ricordato come l’anno di Pablo Larraìn, che ha proposto tre...
Lou-Castel-set-A-pugni-chiusi-2827

I pugni chiusi di Lou Castel

Intervista all’attore, protagonista del documentario di Pierpaolo De Sanctis - 34° Torino Film Festival

Attore icona di una generazione isterica e disperata per Bellocchio. Attivista maoista dentro e fuori dall’industria cinematografica....
551491794

Sono Guido e non Guido

Alla scoperta di Guido Catalano. E di Armando - 34° Torino Film Festival

Un poeta ai tempi di Facebook e YouTube. Una figura ibrida tra cabarettista e poeta. Un performer...
1280x720-J60

Nessuno ci può giudicare

I musicarelli secondo Steve Della Casa - 34° Torino Film Festival

Ha impiegato 10 anni per poter realizzare il film: Steve Della Casa, critico cinematografico e storico del...
11

RomaFF 2016

Il meglio della 11esima Festa del cinema di Roma

Un anno di transizione oppure l'ennesimo segno di confusione di una manifestazione, nata sotto il segno di...
larrain

Pablo Larraìn

"Il cinema è un atto di compassione"

Incontro con il regista cileno Pablo Larraìn. Il suo "Neruda" uscirà il 13 ottobre e oggi scopriamo...