Venezia 74

Tutti i vincitori dell'edizione 2017

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Si spengono i riflettori sulla 74ma edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con il Leone d’Oro assegnato a Guillermo del Toro per The Shape of Water.  La Giuria, guidata da Annette Bening, ha premiato una favola dai toni noir che ha trasposto in chiave fantasy il tema della diversità fisica, razziale e sessuale. Interpretato da Sally Hawkins e Octavia Spencer con Michael Shannon nel ruolo di un cattivo che sarebbe stato difficile rendere più sgradevole il film era stato accolto da fischi e acclamazioni da stadio in egual misura alla sua proiezione. Il regista, dal palco, ha voluto ricordare che si tratta della prima volta, nella storia della Mostra, che un regista messicano si aggiudica il Leone d’Oro, dedicandolo a tutti i video maker che vogliono cogliere la sfida di raccontare attraverso il fantasy. The Shape of Water ha avuto la meglio su pellicole in cui il tema di denuncia sociale era molto più marcato e non filtrato, come nel caso di Three billboards outside Ebbing di Martin McDonagh, vincitore del Premio per la miglior sceneggiatura, dato fino all’ultimo tra i favoriti sia nella corsa al Leone d’Oro per il Miglior film che per la Coppa Volpi alla sua protagonista Frances Mc Dormand. Il premio è andato invece all’eccelsa Charlotte Rampling per Hannah, capace, con la sola supremazia della sua recitazione, di ammaliare in un film dalla struttura narrativa senza concessioni. Gli altri premi per gli attori sono andati a Charlie Plummer, che si aggiudica il Premio Marcello Mastroianni per l’attore emergente ed ha saputo, come la Rampling, imporre la sua bravura in un film non esaltante. Plummer, diciottenne, è già impegnato su un altro set importante come quello di Ridley Scott sulla storia del caso Getty.

Il conflitto in Medio Oriente viene affrontato, e premiato, in The Insult, a cui va la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile di Kamel El Basha e in Foxtrot del regista israeliano Samuel Maoz, dove la danza del titolo segue i ritmi della disperazione per la morte di un figlio che lo stesso destino impone. Ma è proprio il canto del destino di Mektoub, my love: Canto uno il grande escluso dal Palmares: le immagini del film potevano essere lette all’insegna della più grande libertà dei costumi o, all’opposto, in chiave patriarcale e questa seconda lettura potrebbe aver prevalso. Esce vincitore da questa edizione l’esordiente Xavier Legrand, Leone d’Argento e Premio per la Migliore Opera Prima Luigi De Laurentiis, per il suo Jusqu’à la garde, dove i contrasti tra due coniugi per l’affidamento del figlio si trasformano rapidamente in una spirale di violenza domestica che esplode sullo schermo diretta e senza sconti. Premio Speciale della Giuria a Sweet Country di Warwick Thornton, un’altra storia di oppressione stavolta ambientata nella prima metà del Novecento in Australia, dove gli scontri tra aborigeni e colonizzatori sono segnati da una violenza che il tempo non ha saputo risolvere del tutto nella sua conflittualità.

Nessun premio agli italiani, se si esclude il premio di Hannah di Andrea Pallaoro per la sua protagonista: passa inosservato The leisure seeker di Paolo Virzì, nonostante l’ottima interpretazione di Donald Sutherland e Helen Mirren e l’impostazione americana del film, Una famiglia di Sebastiano Riso, con la sua storia di abusi estremi e Ammore e Malavita, un esperimento musicale tutto al napoletano. Nessun premio nemmeno per i titoli che sono invece destinati alla più ampia distribuzione nelle sale come Suburbicon di George Clooney, Mother! di Darren Aaronofskye e Downsizing di Alexander Payne, film che aveva aperto la Mostra il 30 agosto. Ma che edizione è stata quella del 2017? Sicuramente da star, intendendo quelle da tappeto rosso che si sono avvicendate per presentare i propri film: da George Clooney a Julianne Moore, da Jennifer Lawrence a Jim Carrey la Mostra si è confermata ancora una volta una vetrina internazionale di primaria importanza, capace di lanciarsi in nuove sfide come la sperimentazione delle opere di realtà virtuale proiettate al Lazzaretto Vecchio e che, dopo aver presentato in anteprima mondiale The Young Pope di Paolo Sorrentino, continua a farsi recettiva anche nei confronti delle serie tv, con Suburra e Wormwood.

 

La Giuria internazionale di Venezia 74 presieduta da Annette Bening ha assegnato ai lungometraggi in Concorso i seguenti premi ufficiali:

  • Leone d’Oro per il Miglior Film: The Shape of Water di Guillermo del Toro
  • Leone d’Argento Gran Premio della Giuria: Foxtrot di Samuel Maoz
  • Leone d’Argento per la Migliore Regia: Xavier Legrand per Jusqu’a La Garde
  • Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Maschile: Kamel El Basha per L’Insulto di Ziad Doueiri
  • Coppa Volpi per la Migliore Interpretazione Femminile: Charlotte Rampling per Hannah di Andrea Pallaoro
  • Miglior Sceneggiatura: Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh
  • Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente: Charlie Plummer per Lean on Pete di Andrew Haigh
  • Premio Speciale della Giuria: Sweet Country di Warwick Thornton

La Giuria internazionale della sezione Orizzonti presieduta da Gianni Amelio ha assegnato, senza possibilità di ex-aequo, i seguenti premi:

  • Premio Orizzonti per il Miglior Film: Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli
  • Premio Orizzonti per la Miglior Regia: Vahid Jalilvand per Bedoone Tarikh, Bedoone Emza
  • Premio Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura: Los versos del olvido di Alireza Khatami
  • Premio Speciale della Giuria di Orizzonti: Caniba di Verena Paravel e Lucien Castaing-Taylor
  • Premio Orizzonti per il Miglior Cortometraggio: Gros Chagrin di Céline Devaux
  • Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Maschile: Navid Mohammadzadeh per Bedoone Tarikh,Bedoone Emza di Vahid Jalilvand
  • Premio Orizzonti per la Miglior Interpretazione Femminile: Lyna Khoudri per Les Bienheureux di Sofia Djama

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