Salute e bugie

Sulla nostra pelle

Cialtroneria, malafede, credulità, disperazione: ingredienti perfetti per un disastro, che si ripete negli anni e coinvolge migliaia e migliaia di persone.
Salute e bugie
Intervista a Salvo Di Grazia di Medbunker

Salute+e+bugie_Di+GraziaSono sempre gli stessi meccanismi che agiscono nell’industria delle bufale sanitarie: Luigi Di Bella & figli, Ryke Geerd Hamer, Davide Vannoni, Liborio Bonifacio, l’omeopatia, le medicine alternative, quelle naturali e quelle olistiche, i naturopati, quelli che “curano” con le energie o con la fisica quantistica, la pranoterapia, il Reiki, l’agopuntura.
Una ripetizione continua”, mi dice Salvo Di Grazia, medico e ostinato disvelatore di inganni. Nella colonna di destra del suo blog, MedBunker, c’è un articolo del codice deontologico dei medici che sembra spesso dimenticato: “Sono vietate l’adozione e la diffusione di terapie e di presidi diagnostici non provati scientificamente o non supportati da adeguata sperimentazione e documentazione clinico-scientifica, nonché di terapie segrete. In nessun caso il medico dovrà accedere a richieste del paziente in contrasto con i principi di scienza e coscienza allo scopo di compiacerlo, sottraendolo alle sperimentate ed efficaci cure disponibili”.

In Salute e Bugie (Chiarelettere, 2014) Di Grazia raccoglie alcune delle truffe più comuni e pericolose. “È sempre la stessa storia: la scoperta dal nulla, il boicottaggio da parte dei potenti, l’eroe osteggiato. È talmente noioso che, scrivendo, ho cercato di rendere ogni volta diverso l’ennesimo inganno. Possibile che ci caschiamo sempre?”. La propagazione delle promesse terapeutiche impossibili da mantenere ha vita ancora più facile con l’internet, perché la diffusione è più veloce e la replicazione delle balle richiede spesso solo un clic: “condividi”, “diffondi”, “mi piace” – senza nemmeno attivare i propri neuroni. L’unico rimedio è quello di avere gli strumenti per riconoscere e difendersi dalle seduzioni delle cure miracolose.

A questo si aggiunge una bizzarra idea di “uguaglianza”, quella “democrazia” applicata alle argomentazioni e alla scienza che fa più danni delle alluvioni. “Tutti siamo uguali, i ricercatori seri e i cosiddetti indipendenti. Non ci resta che provare a spiegare, sottraendoci ai muri e ai litigi feroci, prevenendo le obiezioni che si riducono spesso all’accusa di complotto e di essere prezzolati da Big Pharma”. Come se, poi, i produttori di prodotti omeopatici e di altre diavolerie fossero benefattori dell’umanità o regalassero i loro miracolosi “farmaci”. Ma il marketing del “naturale” è stato molto efficace e richiede tempo e pazienza per essere demolito. Tempo e pazienza che difficilmente le persone hanno, soprattutto quando sono certe di essere nel giusto, tra fonti energetiche, chakra e pillole che arrivano da antiche e sagge culture.

Altro ostacolo: la ricerca è lunga e la medicina non fa miracoli. Chi vuole soluzioni semplici e perfette non può che rivolgersi alla magia, ricevendo però poi una disillusione inevitabile. E spesso anche gravi danni alla salute, fino alla morte. Anche le istituzioni hanno delle colpe: non sanno, fanno finta di non sapere, sono complici di eroi autocertificatisi. “Al Senato – mi ricorda Di Grazia – hanno fatto molte audizioni sul veleno di scorpione che avrebbe dovuto curare il cancro, e che era pure omeopatico! Hanno investito risorse e soldi per capire se funzionava. Ne hanno discusso come se fosse un problema scientifico”. Per non parlare di Di Bella o dell’eroe del momento, Davide Vannoni (entrato perfino negli Spedali Civili di Brescia, finendo non solo per gravare sul Servizio Sanitario Nazionale ma soprattutto per trarne una garanzia che non ha. Quante persone hanno pensato: “ma se lo fanno negli ospedali allora sarà una cosa sicura!”).

integratori

Il mercato delle bufale è vasto. Animato da un marketing aggressivo e molto efficiente. Il sesso, come prevedibile, è un’area battutissima. “Sono decenni che si vendono rimedi per essere più prestanti dal punto di vista sessuale: un tempo c’erano le pozioni, oggi c’è il Viagra – che è un farmaco e ha quindi anche effetti collaterali e un costo elevato (almeno fino alla messa in commercio dei generici dopo la scadenza del brevetto industriale). Questo ha alimentato il mercato nero e la nascita di rimedi fasulli. Ci sono un sacco di integratori per il sesso dai nomi allusivi, come taurina, che non sono altro che integratori, ovvero prodotti inutili”. Cercando su Google “integratori sessuali” se ne trovano dai nomi bellissimi e dalle proprietà esplicitamente e indubbiamente afrodisiache. VigRX PlusTM, ovvero “supplemento alimentare maschile a base di erbe naturali che supporta il processo di erezione, rendendone più facile il conseguimento, e intervenendo anche in termini di allungamento pene”. Oppure Tabux, “che ha un’azione tonica e di sostegno metabolico, in quanto prodotto naturale non necessita di prescrizione medica e non ha effetti collaterali”.
In generale, gli integratori servono solo se hai una carenza, altrimenti sono inutili. O meglio, servono a chi li produce e chi li vende, ma non a chi li assume. “I soldi che avreste destinato a un integratore usateli per comprare una bicicletta”, scrive Di Grazia. Però, vuoi mettere che bello starsene sdraiati sul divano e lasciar fare a una pasticca magica?

Gli integratori che pretendono di dare vigore sessuale “non hanno alcuna efficacia, spesso sono erbe senza proprietà energizzanti. Nessuna prova scientifica. Qualcuno dice anche di averne tratto un qualche beneficio, ma è solo placebo. Assumi un prodotto che ti dicono che aumenterà la tua prestanza sessuale e la sola convinzione ti fa percepire qualche miglioramento. Molti prodotti sono venduti via Internet, non sono controllati, magari sono confezionati in modi discutibili – hanno cioè tutti i rischi insiti in ogni mercato clandestino. Circolano anche farmaci creati in altri paesi, farmaci generici, messi in scatole anonime o nel cellophane. Per risparmiare si rischia di intossicarsi. È illegale e pericoloso”.

Il sesso non è certo l’unico dominio in cui il marketing si sbizzarrisce. Vi ricordate i braccialetti per l’equilibrio o per il benessere? Doveva essere l’estate passata o quella prima, una specie di epidemia s’era diffusa intorno ai polsi di moltissime persone: braccialetti di plastica per gli scopi più strani. “C’erano quelli contro la nausea, quelli per il power balance, contro l’artrite e le energie negative. In tutti casi non erano che un pezzo di gomma o di un altro materiale senza alcun effetto. È bastata qualche foto di  calciatore che indossava un braccialetto dell’equilibrio per far impazzire migliaia di persone. Quando questi fenomeni si arrestano, i produttori hanno già guadagnato un sacco di soldi, approfittando della credulità umana”.
Non dovrebbero avere più credibilità delle pozioni con le code di rospo, eppure il numero di persone che ci cadono è altissimo. E non sono solo i braccialetti, ma molti altri prodotti sponsorizzati dalle case farmaceutiche: prodotti contro la cellulite, contro la calvizie, le creme antirughe. Promesse che non possono essere mantenute ma che ci costano un sacco di soldi. Scrive Di Grazia in Salute e bugie: “La scritta ‘può avere effetti diuretici’ nelle etichette delle acque minerali equivale a un ipotetico cartello ‘può bruciare’ sul fornello della cucina. Siamo talmente stupidi noi consumatori? No, in realtà siamo ingenui, vogliamo sentirci dire ciò che ci piace: se un’acqua elimina l’acqua sicuramente farà bene alla salute e quindi la acquistiamo”.

Di Grazia racconta anche di un vaccino che è stato molto discusso, quello contro l’Hpv, il virus del papilloma umano. Intorno a questo rimedio si sono concentrati molti errori (oltre alle solite condanne del mondo alternativo). Il primo è che “la terapia previene il virus Hpv, non il cancro del collo uterino. L’idea di annunciare un ‘vaccino contro il cancro’ è stata una trovata pubblicitaria degli uffici marketing delle aziende farmaceutiche”. Il secondo errore potrebbe essere rintracciato nell’eccessiva fretta con la quale s’è consigliata la vaccinazione di massa – che costa e che dovrebbe essere decisa solo se si stabilisce che ne valga la pena. Non è poi così lontana la brutta vicenda del Tamiflu – nome commerciale di un prodotto antivirale – comprato in dosi ciclopiche prima che fosse dimostrata la sua efficacia.

Torna una domanda ricorrente: “Se non fa male, perché dovrei rifiutare la vaccinazione? Lo sottolinea anche l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco): a proposito di tumore del collo uterino il Pap-test resta lo strumento principale di prevenzione”. Va valutato anche il rischio di un effetto airbag, ovvero che le donne vaccinate si sentano al sicuro e abbandonino i controlli. Parlando di salute sessuale, vale la pena di riportare una sottovalutata e diffusa differenza di genere: “Se c’è invece un messaggio che sarebbe importante diffondere è quello legato alla scarsa (per non dire nulla) propensione dei maschi a sottoporsi a controlli di tipo andrologico”.

pills

La visione miracolistica va a braccetto con l’ignoranza. Non è che chi adotta il metodo scientifico non possa sbagliare: il punto è come si sbaglia e come si possono usare gli errori per fare meglio. Purtroppo è facile che gli errori o i casi di medicina cattiva (Di Grazia ne ricorda alcuni esempi atroci: Thalidomide, Thorotrast®, Therac, Tuskegee) vengano sintetizzati nello slogan: “anche la medicina che si basa sul metodo scientifico sbaglia, perché fidarsi?!”. Non ci sono solo gli errori: “a volte la responsabilità è anche di chi dovrebbe spiegare e lascia invece passare una visione troppo ottimistica. Dovremmo essere capaci di far capire i nostri limiti: non solo non si guarisce da alcune malattie gravi, ma neppure da altre più banali. Che poi ci siano interessi, è ovvio. Spesso le scoperte hanno causato vittime e ci sono state persone in malafede”.

Basta la disperazione a spiegare la fiducia concessa a cialtroni e a soluzioni del tutto irrazionali? E come estinguere il complottismo paranoide? Sembra una trappola perfetta, come quella dell’ipocondriaco: non ho sintomi, questo è il più pericoloso dei sintomi!
Un po’ di tempo fa è venuta da me una signora al pronto soccorso, di notte, dicendomi che stava male da un mese ed era preoccupata perché da tre giorni stava benissimo! Il complottismo cerca il colpevole in ogni cosa. Ogni evento deve avere una causa: è normale, ma se non tieni sotto controllo questo meccanismo è facile scivolare nelle teorie più strampalate. Si finisce per dare la colpa al marciapiede quando inciampiamo, non alla nostra distrazione. La malattia non è qualcosa che accade, ma deve essere colpa di qualcuno o qualcosa che ci ammaliamo: ecco allora Big Pharma, le scie chimiche e altre insensate attribuzioni di responsabilità. È un atteggiamento tipicamente umano, portato però all’esasperazione”.

Se non fa male, che male c’è? Questa è spesso la domanda che i difensori di Stamina ti pongono alla fine di una tentata conversazione. Spesso ti prendono per stanchezza. Ma è spesso anche la domanda che si pone su molti rimedi controversi o dubbi. In realtà, anche una volta dimostrato che il prodotto di cui parliamo non sia intrinsecamente dannoso (cosa che su Stamina non è stato dimostrato), il rischio non è estinto. È l’ultima domanda che faccio a Di Grazia: “i mali sono tanti. I più gravi sono due: il fatto che le pseudo medicine possano danneggiare direttamente, e il fatto che prendendo quelle trascuri o ritardi le cure efficaci. Si pensi ai tumori. Si può prolungare la propria vita o almeno soffrire meno, ma se cadi nelle trappole di Simoncini o Hamer puoi peggiorare le tue condizioni. La medicina alternativa è pericolosissima. Anche psicologicamente: è molto frustrante quando ti accorgi di essere stato ingannato e di avere ritardato i rimedi efficaci”.

Non ho nulla da perdere a provarlo” è una guida contro le cure miracolose che l’Aifa ha tradotto (I’ve Got Nothing To Lose By Trying It, a cura di Sense About Science) e che si può scaricare dal sito. È facile capire che da perdere abbiamo moltissimo.

Pubblicato sul Mucchio 716

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