Valerio Verbano

22 febbraio 1980

“Sono la mamma di Valerio Verbano, ucciso nel 1980 in casa davanti ai miei occhi da tre vigliacchi”. Così scrive Carla, la madre di Valerio, nello spazio delle informazioni personali sul suo profilo Facebook. Sono passati quasi 32 anni e quei tre vigliacchi non hanno ancora un nome.
Valerio Verbano
22 febbraio 1980

Si dice che quando un genitore muore un figlio entra in contatto con la mortalità. Quando muore un figlio il genitore perde l’immortalità” (American Horror Story). Se poi tuo figlio l’hanno ammazzato e da oltre 30 anni non sai chi è stato rischi di perdere tutto, non solo l’immortalità che non hai mai avuto. E invece Carla non ha perso la determinazione nel voler sapere chi ha ucciso Valerio. Ha un blog per chiedere giustizia per il figlio e per mantenere vivo il suo ricordo. Ha due profili su Facebook perché il primo aveva superato il limite di 5000 contatti. Ha scritto un libro nel 2010 (Sia folgorante la fine, con Alessandro Capponi, Rizzoli).

Carla è nata nel 1924. Il figlio è morto a pochi metri da lei. Tre ragazzi hanno suonato alla sua porta verso mezzogiorno e mezza dicendo di essere amici di Valerio, sono entrati, hanno legato Carla e il marito Sardo e hanno aspettato che il ragazzo rientrasse, circa un’ora più tardi – “mi auguravo che cadesse in vespa. Così non sarebbe arrivato a casa” – racconta Carla a “La storia siamo noi”. Valerio avrebbe compiuto 19 anni il 25 febbraio. Il 22 febbraio quei tre, ancora senza nome, gli sparano dopo una breve e impari lotta. Valerio muore nell’ambulanza. Il 25 febbraio si svolgono i funerali. Carla vive ancora in quella casa. Tra poco saranno 32 anni. Sono stupidi gli anniversari. Come se ci fosse bisogno di un pretesto per ricordare. Non serve certo a Carla e non dovrebbe servire a chi deve ancora trovare un colpevole.

La sua voce è debole. Sarei andata a trovarla, ma è stanca, è stata in clinica alcuni giorni per un intervento poi rimandato. A gennaio forse. O febbraio. È affaticata e io mi sento già invadente a telefonarle. Voglio raccontare di Valerio, ma non voglio dar fastidio a Carla. Il dolore mi fa diventare sarcastica. Penso ad Alfredino Rampi e a quella diretta totale e ai giornalisti che ti assalgono con il microfono: “come si sente?”. Un Truman Show della morte. Anche telefonare è troppo. Ma lo faccio, aspetto che sia Carla a dirmi: “al telefono va bene, fatico anche a parlare”. Me lo scrive su Facebook, dove un sacco di persone le chiedono come sta e le augurano di guarire presto. Il dolore è imbarazzante perché non puoi farci niente. “Non c’è alcuna novità – mi racconta – hanno trovato il Dna sul paio di occhiali, ora devono fare la comparazione con il Dna che hanno. Per ora non hanno trovato niente. Per ora sono più di 31 anni. C’erano 2 passamontagna, il dossier di Valerio – dove sono? Non vogliono trovare gli assassini. Hanno buttato alcune prove. Hanno avuto qualche interesse a depistare. Perché buttarle? Il giudice Claudio D’Angelo doveva liberare spazio. Ma come?, due cappelletti quanto spazio occupano? Molte pagine del dossier sono state strappate, lo hanno ridotto a un quadernetto. Perché? Si vede che c’erano dei nomi importanti, nomi che non si voleva far uscire”.

Ascolto Carla e vorrei farle una domanda impossibile – come si sopravvive? – sono incerta. “No no dimmi”, mi incoraggia. Come non si viene travolti dalla rabbia? “Io sono sopravvissuta in compagnia con i cancri. Il mio tormento è continuo, davanti ai miei occhi ho quella visione, l’immagine di quando sparano a Valerio, che mi sussurra piano piano ‘mamma aiuto, aiuto mamma’. Ho quella visione da anni, sempre. Non lo so, magari come dicono i dottori ero predisposta, ma mi sono venuti quattro cancri. Uno dietro l’altro. Ecco come sono sopravvissuta. Dandomi da fare, parlando sempre di Valerio, andando nelle scuole e nei centri sociali, sempre in giro per poter far conoscere Valerio affinché non venga dimenticato. Io vivo in questo modo. Adesso mi sto avviando verso la fine. Questo cancro maledetto che non se ne vuole andare. A febbraio dovrò fare un altro intervento”. Non sapere chi ha ammazzato tuo figlio. Certo, la verità non sarà una consolazione, non lenisce il dolore e la perdita. “Il magistrato tenente colonnello Massimiliano Macilenti, comandante dei Ros, ha fatto qualcosa finalmente, ha ritrovato il dossier – nascosto e fotocopiato integralmente – ha trovato il Dna. Nessuna consolazione, ma almeno sapere il nome degli assassini. Il perché lo so, la ragione era politica: perché Valerio era comunista e gli altri erano fascisti. Allora c’erano divisioni nette, le scuole nere e le scuole rosse. Si ammazzavano a vicenda”. Valerio, poco più che un ragazzino, decide di non iscriversi al liceo Giulio Cesare, la scuola nera di Corso Trieste a Roma. “Aveva capito che erano tutti di destra, e nonostante ci fosse il suo amico più caro ha scelto l’Archimede, un liceo scientifico dietro a via dei Prati Fiscali. Noi capimmo che tendeva a sinistra. I giovani oggi sembrano meno presi dalla politica, soprattutto i più piccoli. Valerio a 13-14 anni comincia a fare politica, ci pensi? Un ragazzino. Ho scoperto tutto dopo la sua morte. Ci sono alcune foto di lui bimbetto alle manifestazioni. E noi che non ci siamo accorti di niente! Come molti ragazzini ci diceva vado dalla ragazza, a ballare, in palestra, e invece era la politica. Quando usciva non sapevamo. Succede spesso. Oggi ci sono i telefonini, puoi controllare meglio. Allora non c’era nemmeno questa possibilità”. Non che ci fosse solo la passione politica, perché Valerio amava gli sport e la A.S. Roma. La sua storia la conoscono in parecchi, mi dice Carla. “Io quando accetto l’amicizia scrivo sempre: conosci la mia storia? Sono pochi a dirmi di no”.

Pubblicato sul Mucchio di gennaio 2012. Carla Verbano è morta a giugno del 2012 senza sapere i nomi di chi ha ucciso suo figlio.

Commenti

Altri contenuti Argomenti
arancio

Quanto manca al futuro?

Diritti per tutti

“C’è stato un tempo in cui le persone avevano davvero paura di dire che preferivano la montagna...
Un matrimonio è per sempre
Divorzio all'italiana

Un matrimonio è per sempre

Divorzio all'italiana

Perché lo Stato dovrebbe impicciarsi delle scelte personali e della nostra vita privata? Perché dovrebbe venirci a...
Monthy Phyton
Nei negozi il dvd della reunion dello scorso luglio

Monty Phyton

La reunion (perché, se ne erano andati?)

Quando sei stato il migliore di tutti è praticamente impossibile scomparire, non solo dalla scena. Nonostante il...
Visioni stellari
Il punto sulla fantascienza

Visioni stellari

La fantascienza torna a entusiasmare al cinema e nei libri. Perché il nostro mondo sta cambiando rapidamente,...
mantellini

Internet Italia. Anno Zero.

Intervista a Massimo Mantellini

Massimo Mantellini è uno dei più attenti osservatori del fenomeno "Internet" in Italia, nonché uno dei pionieri...
19gzsx6dtbbyqjpg

Normcore

Non c'è gusto ad essere normali

È da un po’ che li vedo gironzolare nel mio quartiere. Sono vestiti come i nostri parenti...
334637_10150377225959580_23402039579_8569946_1520980128_o

They Will Survive

Chi salverà i piccoli club inglesi

Tra i locali che abbassano la saracinesca e quelli a rischio chiusura, il circuito musicale indipendente inglese...
Berlinguer
Andrea Saba ricorda Enrico Berlinguer

Berlinguer

Andrea Saba ricorda Enrico Berlinguer

Enrico e Andrea vanno in barca insieme per tanti anni: Enrico al timone, Andrea a prua. Le...
vaccini-antinfluenzali

Vaccini

Isterismo ad libitum

Dopo aver affrontato sul numero di aprile le bufale sulla salute, l'attualità ci dà lo spunto per...
Salute e bugie
Intervista a Salvo Di Grazia di Medbunker

Salute e bugie

Sulla nostra pelle

Cialtroneria, malafede, credulità, disperazione: ingredienti perfetti per un disastro, che si ripete negli anni e coinvolge migliaia...
Valerio Verbano
22 febbraio 1980

Valerio Verbano

22 febbraio 1980

“Sono la mamma di Valerio Verbano, ucciso nel 1980 in casa davanti ai miei occhi da tre...
caso_stamina_4671

Stamina

Se niente importa

Sono mesi che si parla di Stamina e del suo “metodo” per curare malattie neurodegenerative. Il presidente...
Music_Overload_3_by_vicky987654321

Per lo meno

Consumare meno per apprezzare di più

Produrre meno, consumare meno: non è decrescita felice, ma semplice gestione delle idee.
Alice Wheeler
Quando ho fotografato i Nirvana

Alice Wheeler

Quando ho fotografato i Nirvana

Un’amica comune fu il tramite, l’obbiettivo della sua macchina il mezzo. Alice conobbe Kurt per gli scatti...
Realtà aumentabili
Il potere del rock

Realtà aumentabili

Spotify nativo

Il rock ti aggiunge una dimensione. Ti aumenta. Ed è un fenomeno deliziosamente ingovernabile.