100 classici

Sul Mucchio di Marzo

Questa volta abbiamo deciso di fare un gioco: buttare giù una lista con i nostri 100 classici letterari di riferimento, dai racconti di Edgar Allan Poe fino a David Foster Wallace, passando per Dostoevskij, Philip K. Dick e Lester Bangs.
classics

Nel mondo discografico la notizia degli ultimi mesi è che per la prima volta nella storia le vendite delle vecchie uscite hanno superato le ultime. I Beatles e i Led Zep battono Lady Gaga e i Coldplay. Il mercato dei libri segue traiettorie diverse, e se anche il vecchio Tolstoj continua a cavarsela, il nuovo libro di JK Rowling muove eserciti di lettori. Ma non può sfuggire la tendenza delle case editrici a riproporre i grandi classici del passato, magari in un nuovo formato o meglio ancora, nel caso di letterature straniere, con una traduzione rivista e corretta. E così tra i nostri libri del mese sono ricomparsi di recente Moby Dick e Il partigiano Johnny, Il giovane Holden e così via. Da questo spunto siamo partiti per un gioco che includesse i nostri 50 libri classici imprescindibili, con un raddoppio di 50 titoli per maggiore completezza.

Cosa intendiamo per classico dalle parti del Mucchio? Una parte della risposta che cercavo è arrivata inconsciamente: per scrivere questa breve nota introduttiva ho scelto di ascoltare Washing Machine, il disco dei Sonic Youth. E già perché a) quello che adesso riteniamo classico, in gran parte dei casi è considerato (al momento della sua primissima comparsa) di rottura rispetto al passato – e nella nostra lista troverete non a caso Joyce e Céline, Cortàzar e Kafka – esattamente come la musica dei SY. E poi perché b) abbiamo lasciato come Tempo Tecnico Di Decantazione una soglia di vent’anni, ragion per cui l’ultimo classico inserito nella nostra selezione è stato pubblicato nel 1996 (spoiler: Infinite Jest), un anno dopo Washing Machine.

Giochi del genere non sono nuovi: di tanto in tanto ecco che un “Guardian” o un “Le Monde” sforna il suo canone sui classici, lasciando dopo che critici e lettori si accapiglino, o che magari corrano in libreria perché incuriositi da questo o quel libro. Non ci aspettiamo una reazione di questo tipo – soprattutto la parte sui critici – ma il gioco ha una sua serietà e da queste parti ci siamo interrogati per giorni su quali fossero effettivamente i nostri libri classici favoriti. Ciascuno dei volontari ha buttato giù i suoi titoli e stilato una lista che è parsa immediatamente crudele – viste le esclusioni che si andavano ammassando – ma altrettanto vitale e non priva di sorprese.

Uno degli ultimi a cimentarsi con questo genere di “Best Of” è stato Alessandro Baricco: qualche tempo fa su “Repubblica” ha elencato i suoi personalissimi 50 libri più belli letti negli ultimi 10 anni. Capirete la nostra difficoltà quando lo spettro temporale s’è esteso alla storia della letteratura – ci piace essere ambiziosi. In realtà, oltre al Limite Dei Vent’anni, il nostro canone parte sostanzialmente dall’Ottocento, e qui il taglio si giustifica, oltre che per la necessità di alzare una barriera, per un concetto che definirei Prossimità Storica. E dunque niente Dante-Shakespeare-Ariosto-Omero; fuori, con immenso dolore, anche il Don Chisciotte. Come si può intuire, parecchio sangue è rimasto sulla scena. Altre barriere: gli autori sono rappresentati con massimo un testo – sfugge alla regola Fëdor Dostoevskij, e qui si tratta di un capriccio (a conti fatti tutto sommato giustificato) del sottoscritto.

E poi: abbiamo riservato una quota a saggi e nonfiction e un’altra (dai confini in ogni caso porosi) ai libri “cult”, dove abbiamo inserito testi non-universalmente-riconosciuti-come-classici ma che lo sono per noi, per quello che hanno rappresentato nelle nostre letture. Qualcosa che si avvicina a quello che spiega il nostro carissimo Pier Vittorio Tondelli in un passaggio del Weekend Postmoderno: “D’altra parte, mi è capitato un paio di volte di accendermi discutendo con un amico su cosa consigliare ai ragazzi come lettura. Il mio interlocutore si era scandalizzato per il fatto che avessi consigliato Il giovane Holden di Salinger, Maggie Cassidy di Kerouac e Di qua dal paradiso di Scott Fitzgerald. L’amico, consultato dai ragazzi, propose invece Marcel Proust e Dostoevskij. La mia convinzione invece era, e rimane, quella di partire da libri coinvolgenti anche come tematiche, e arrivare, certo arrivare, ai classici“. E in uno dei suoi ultimi libri, lo scrittore olandese Cees Nooteboom ha similmente spiegato questo movimento: “la cosa migliore è leggere in due direzioni: partendo dal presente e dirigendosi verso il passato e poi in senso inverso. Allora si scopre che quel che trovavi meraviglioso nel momento in cui hai cominciato a leggere, perché ti toccava in modo così diretto e immediato, poi può perdere un po’ del suo effetto, e invece ti rendi conto del valore di quello che prima ti appariva impenetrabile, oscuro, ermetico“.

Non mi resta che augurarvi buona lettura, non dopo aver avanzato Le Nostre Più Umili Scuse ai grandissimi che non abbiamo incluso in questa gioiosa lista.

Continua sul Mucchio di Marzo, in edicola, pdf, tablet con i contributi di Liborio Conca, Giacomo Giossi, Gianluca Giraudo, Orazio Labbate, Sara Marzullo, Beatrice Mele, Angelo Murtas, Marco Renzi, Gianluca Veltri.

 

 

 

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