Choices

Sull'importanza di scegliere

CHOICES_logo_alta

Questa storia inizia prima, ma è quando Giulia mi porge la cartolina di presentazione di “Choices” che capisco di essere al punto di svolta della storia. Su quel pezzo di carta rigido, che riporta la sagoma di una mano scura attraversata da tre linee bianche, leggo un invito che mi chiama in modo seducente e oscuro, come davanti a un presagio: Alcune scelte cambiano la vita, scrivi la tua. Questa storia inizia prima, ma è quando tengo fra le mani quella cartolina bianca che capisco di essere in trappola. Sul retro, l’invito si ripete, con un approccio un po’ più didascalico e quasi tenero: Scrivi, fotografa e condividi la tua storia e il palmo della tua mano. Sono in difficoltà. Capisco, davanti a quell’ulteriore e pragmatica esortazione, di saperne poco di scelte, o meglio, di storie di scelte: che cosa potrei confidare a quel foglio bianco che valga la pena di essere raccontato? Ho a portata di mano una scelta che abbia, anche solo minimamente, o per caso, una dignità narrativa?

Andiamo al prima. Davanti a me ci sono Giulia e Marco, pronti a raccontarmi di “Choices”, il progetto di storytelling digitale e teatrale cui entrambi stanno lavorando. Giulia Menegatti è un’attrice ma anche operatrice teatrale, svolge mansioni molto diverse per far funzionare la macchina del palcoscenico. La storia di Marco Magnone è più definita, la sento quasi vicina: «Faccio lo scrittore», mi dice serafico «è l’attività che mi occupa più tempo e mi aiuta a pagare le bollette insieme al dare in affitto camere su Airbnb». Giulia e Marco sono prodighi di dettagli nel spiegarmi il senso di “Choices”, un esperimento culturale che, lo sanno anche loro, non è di certo comune. Questo progetto si propone di riunire le storie delle scelte delle persone e le immagini del palmo delle loro mani per trasformarle in uno spettacolo teatrale, in un lavoro di narrazione collettiva che mixa scrittura e teatro. Choices” ha un sito, dove chiunque può lasciare il racconto di una scelta e una foto della sua mano, ma si articola anche in incontri faccia a faccia, laboratori dove Giulia e Marco, insieme al loro team, sensibilizzano il pubblico su che cosa significhi fare una scelta e raccolgono, dalla voce diretta di chi si senta pronto, nuove storie.

«Questa fase di accumulazione di materiale narrativo grezzo», mi spiega Marco, «è iniziata a febbraio con il lancio del sito e, subito dopo, con l’inizio dei laboratori nelle scuole e in altri luoghi di aggregazione, insieme agli adulti». Relativamente alla raccolta delle storie dal vivo, Marco segue una tecnica precisa: «In ogni incontro inizio sempre da una lettura, seleziono brani dove vengano raccontate delle scelte, affinché il pubblico si proietti nei personaggi, scoprendo che portata possono assumere le scelte, e gli infiniti ambiti che possono toccare». «Leggere le storie di scelte che sono diventate libri serve a rompere il ghiaccio con il pubblico», interviene subito Giulia «molti dei partecipanti ai laboratori, dopo l’iniziale entusiasmo, si bloccano, chiedendosi ‘Ma ho mai preso una scelta vera nella mia vita?’».

A incuriosirmi è soprattutto la raccolta di storie tramite il sito, che proseguirà fino al prossimo 31 maggio. «Anche in questo caso abbiamo voluto dare alle persone l’opportunità di essere guidate, rimanendo allo stesso tempo libere: si possono scrivere interi paragrafi o una semplice frase, e assegnare alla propria scelta la categoria di ‘cuore’, ‘testa’ o ‘vita’, come le linee che attraversano la mano e che, secondo le pratiche chiromantiche, possono dirla lunga sul destino della persona». Il riferimento alla mano, come sulla cartolina che Giulia prende dalla borsa e so che presto mi consegnerà, è cruciale. Dal “database” delle storie ne saranno selezionate alcune che confluiranno in un’unica drammaturgia teatrale, lavoro che sarà affidato a Pierfranco Brandimarte, vincitore del Premio Calvino 2014, e che sarà portata in scena dalla sola Giulia, o meglio, dalle sue mani. Due palmi e dieci dita che racconteranno la storia collettiva, la storia di tutte le storie raccolte, durante Incanti, un’importante rassegna di teatro di figura che si svolgerà a Torino in autunno.

Dal fedele e trasversale racconto che Giulia e Marco tracciano di “Choices”, capisco subito che questo progetto è una cosa seria. Creare uno sconfinato mosaico di voci, esteso tra la vita reale e la vita online, e destinato a farsi messinscena teatrale è un impegno straordinario, ripagato – lo percepisco dal tono caldo e fiero delle loro parole – dalla fiducia che il pubblico sta concedendo loro, raccontando le proprie scelte. «Ogni volta che riceviamo una storia proviamo un brivido, è come un regalo che siamo impazienti di aprire» mi confida Giulia, parlando della necessità di fare tesoro di tutto questo materiale, di non sprecare niente. Un intento cui fa eco la voce di Marco: «Dalle storie di amicizie finite o di disagio familiare che ci confidano i ragazzi delle scuole, alle drammatiche scelte sentimentali che molti adulti ci consegnano tramite il sito, capiamo che molte persone si sono fidate di noi, essere trasparenti e accorti nel nostro lavoro è il minimo che possiamo fare».

Comprendo, a questo punto, che Giulia e Marco sanno bene che quello che chiedono alle persone non è uno sforzo da poco: e lo sperimento, intimamente, nel momento in cui Giulia allunga la mano per darmi la cartolina di “Choices”, dove potrei scrivere la mia storia. Improvvisamente mi sento investito di una responsabilità: so che nessuno dei due si aspetta un contributo da me, eppure mi sento chiamato a partecipare. «È tutto anonimo» mi spiega candidamente lei, e a me suona come una rassicurazione, «proprio come sul sito: si può lasciare l’indirizzo e-mail, oppure no». Esito e raccolgo la cartolina, mentre Giulia e Marco mi convincono di come anche il non partire, il non accettare un invito, il non fare qualcosa, anche il lasciarsi trasportare dolcemente dagli eventi è una scelta. Concordo, ma far di una scelta un racconto non è tutt’altra cosa? Solo più tardi trovo il coraggio, quando, consumando ore su uno di quei social network dove ogni giorno narriamo delle nostre scelte, senza godere, nella maggior parte dei casi, del beneficio dell’anonimato, capisco che sì, tutto è una scelta e di lì non si scappa, ma che, per sentirsi più leggeri, basta ridistribuire le responsabilità. Raccontare una storia o non farlo è una mia scelta, stabilire se la mia voce abbia una dignità narrativa sarà una scelta loro, perché, come scrive un saggio anonimo nella lunghezza perfetta e definitiva di un tweet, «la vita è sempre una questione di scelta, o la fai o la sei».

Commenti

Altri contenuti Letture
bunker

Edward Bunker

Ritratto di un maestro del genere noir e crime

All’inizio del film Le iene di Quentin Tarantino, quando tutti i personaggi sono seduti intorno a un...
foto_yasmin

Intervista a Yasmin Incretolli

In libreria con "Mescolo tutto"

Un nuovo esordio per la casa editrice Tunuè: "ho provato a ribaltare il romanzo adolescenziale"
kerry

Intervista a Kerry Hudson

La scrittura come esperienza catartica

La scrittrice scozzese ci parla di "Tutti gli uomini di mia madre", appena tradotto per minimum fax
hasbun

Rodrigo Hasbún

Intervista allo scrittore boliviano, autore di "Andarsene"

Un romanzo breve intenso e affascinante, capace di combinare con grazia storia del Novecento e biografie individuali
ward

Colazione con Robert Ward

Viaggio con l'autore di "Io sono Red Baker"

Lo scrittore americano in Italia per presentare il suo nuovo romanzo “Hollywood Requiem"
viola

Intervista a Viola Di Grado

Incontro con Viola Di Grado a proposito di "Bambini di ferro", il suo nuovo romanzo

Dopo il successo di Settanta acrilico trenta lana la giovane autrice torna alla scrittura con un libro...
Processed with VSCO with c3 preset

Intervista a Mauro Tetti

L'autore di "A pietre rovesciate"

Un incontro con Mauro Tetti per raccontare il suo romanzo d’esordio "A pietre rovesciate", pubblicato nella collana...
gato-cortzar

Sulle tracce di Charlie Parker

Cortázar e L'inseguitore

Una nuova traduzione del racconto classico del grande scrittore argentino, l'indagine impossibile sull'inventore del bebop
classics

100 classici

Sul Mucchio di Marzo

Questa volta abbiamo deciso di fare un gioco: buttare giù una lista con i nostri 100 classici...
socrates_gazetas

Raccontare Sócrates

In ricordo del "Dottore"

Intervista con Lorenzo Iervolino, autore di Un giorno triste così felice (66thand2nd), dedicato al grande calciatore brasiliano,...
bianciardi

Perché Bianciardi

Ricordando Luciano Bianciardi, nell'anniversario della sua nascita

Il 14 dicembre 1922 nasceva Luciano Bianciardi: lo ricordiamo con due pezzi di Liborio Conca e Marco...
cover-320x453

Non esistono uomini e donne

Un estratto di New Gen(d)eration di Chiara Lalli

L'"ideologia del gender” è un fantasma scambiato per un mostro pericoloso e nasce da una confusione di...
funetta

Luciano Funetta

Le ossessioni e il romanzo

Un dialogo con Luciano Funetta sul suo romanzo d'esordio, "Dalle rovine", pubblicato da Tunué