Confondere realtà e fiction

Un estratto dal nuovo libro di Chiara Lalli

Pubblichiamo un estratto da "Non avrai altro Dio all'infuori di te", libro sulla mitomania scritto da Chiara Lalli, appena uscito in libreria per Fandango.
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IMG-20170601-WA0010“Muore il 23 aprile 2015, a causa di un incidente d’auto”, si legge su Wikipedia. Il 23 aprile 2015 è la data di messa in onda negli Stati Uniti della ventunesima puntata dell’undicesima stagione di Grey’s Anatomy. In Italia Derek Shepherd è morto l’8 giugno, ma gli spoiler non sono mancati. E i lamenti per gli spoiler, che sono l’ennesima forma di mitomania: “Siccome io non ho visto qualcosa, voi non dovete parlarne”.
Dopo undici stagioni e undici anni Patrick Dempsey non ne poteva più. Come liberarlo? L’unica possibilità era farlo morire. Come ha spiegato Shonda Rhimes, la morte non è stata una decisione difficile. Quali alternative ci sarebbero state? Farlo diventare un disgraziato, uno che abbandona la moglie e i figli? Impossibile. McDreamy non poteva tradire il suo amore per Meredith e tutto quello che per tanti anni era stato. L’unico modo per preservare quell’amore era la morte. Non è stato mica facile, ma sempre meglio che rinnegare undici stagioni di Grey’s Anatomy.

I lamenti per gli spoiler sono l’ennesima forma di mitomania.

La morte di Derek, com’era prevedibile, ha fatto piangere e disperare gli affezionati. Li ha fatti imbestialire, minacciare, firmare petizioni, insultare Rhimes, immaginare o inscenare funerali veri.
Io faccio parte di quella generazione segnata dalla morte della madre di Bambi. La musica che incalzava e annunciava il pericolo dei cacciatori, il rumore dello sparo, l’apparente quiete, l’illusione infantile – “Ce l’abbiamo fatta!” –, il richiamo straziato del cerbiatto – “Mamma! mamma!” – e infine la voce profonda del papà cervo – “La tua mamma non tornerà mai più”. Ma avevo sei anni. Quelli che sono rimasti turbati dalla
morte di Derek, temo, sono più grandi.

Sono state infinite le espressioni di cordoglio. I rabbiosi rimproveri per un dolore intollerabile. “Perché doveva morire, perché?” Profili fatti apposta per lamentarsi. “Vi siete ripresi dalla morte di Derek?” E ancora: “Alza la mano se sei tra quelli che, oggi primo maggio, sono al funerale di Derek Shepherd”.
Morti finte e lacrime vere. E poi il dolore è dolore, e gli stati mentali sono inaccessibili e privati e soggettivi. Se sono triste, allora sono triste. Perciò.
“Mamma non posso andare a scuola domani, Derek Shepherd è morto.” Impossibile non condividere. L’avrei usata anch’io come scusa.
Hanno fatto anche una petizione per farlo resuscitare. Nel giro di poco tempo hanno firmato in centomila. Oggi è chiusa e le firme sono quasi centodiecimila. “Bring Dr. Derek ‘McDreamy’ Shepherd BACK!!!” La richiesta è diretta a Shonda Rhimes, all’Abc e a Patrick Dempsey. È importante, comincia così la petizione, perché non è che potete lasciare che le persone si affezionino a un personaggio e poi lo fate fuori così.

C’è gente che dona sangue e organi e che vuole diventare come Derek. Ci hai distrutto! Perché Shonda, perché? Non ce lo meritiamo, noi fan leali e fedeli. E poi avremmo preferito saperlo un fedifrago invece che morto. Potevate farlo diventare un adultero insomma, e lasciarcelo odiare. E il modo in cui lo avete ucciso, e come avete intitolato la puntata! Che crudeltà, che mancanza di sensibilità! E poi c’è la parte in cui si rinfaccia a Shonda di aver eliminato già abbastanza personaggi. Lexie, e pazienza. McSteamy, e ancora eravamo disposti a tollerare. Ma questo no. Questo è troppo. L’hai fatto sopravvivere a una sparatoria, a un incidente aereo, gli hai fatto recuperare l’uso della mano solo per farlo morire su una stupida strada in un giorno meraviglioso? E siccome l’ospedale in cui lo ricoverano non era un granché, lo hai fatto morire senza poter nemmeno donare gli organi e vivere così in altri personaggi. Questo è l’ultimo oltraggio. “Non posso nemmeno continuare a guardare la serie sapendo che gli occhi, il cuore, i polmoni, i reni o il fegato di McDreamy sono ancora vivi tra gli altri personaggi?!?!!??!!?!?!?!” È come se aveste ammazzato il Presidente di Grey’s Anatomy, e i fan sono pronti con il Patriot act. Dovete riportarlo in vita. Cosa faranno la moglie e i figli senza di lui? La gente non dorme e non mangia per colpa di questa tragedia. Almeno l’ospedale dove è morto deve essere chiuso, alla dottoressa responsabile deve essere revocata la licenza. Per non parlare del funerale sbrigativo.

Scrivere a Shonda, odiare Shonda, minacciare Shonda, mandarle faccette disperate e cuori spezzati, suggerire come sarebbe dovuta andare. Cosa c’è di più mitomane e narcisistico?

C’è infine il suggerimento tecnico di come far resuscitare Derek. Avete tanti scrittori bravi, fate finta che quella puntata fosse un sogno, un’allucinazione. Qualsiasi cosa, ma proseguire senza Derek no, non è possibile. “Non devi giocare con le nostre vite e con le nostre emozioni, Shonda, no! Non è giusto. Come dormi la notte?!?!!”
Il dolore è così inconsolabile che qualcuno insulta e ci tiene a manifestare il proprio odio nei confronti di Rhimes. Cara Shonda ti scrivo (cara?). Scrivere a Shonda, odiare Shonda, minacciare Shonda, mandarle faccette disperate e cuori spezzati, suggerire come sarebbe dovuta andare. Cosa c’è di più mitomane e narcisistico?

C’è chi sospetta che Rhimes ce l’abbia con Dempsey e che si sia vendicata facendolo fuori così. C’è anche qualche crossover. Quando è morto Harrison (in Scandal) gli avete fatto un funerale migliore di quello che avete riservato a Derek! Non va bene nemmeno il funerale. Se avete difficoltà a digerire la morte di Derek, immaginate la moglie. Se potete, accontentatevi di Ellen Pompeo.
Pompeo posta una nota perché 140 caratteri non bastano. Si rivolge ai fan dicendo loro che sono la ragione per cui fa quello che fa. Sapere che ci siete (ecco la captatio mitomaniae). Ci sono tante tragedie, tante persone che hanno subito gravi perdite, vittime di violenza e di dolore. Gente che si alza ogni mattina e fa quello che pare impossibile. Sono onorata di raccontare come Meredith se la caverà, come affronterà l’impossibile. Qualcuno le dedica una canzone, qualcun altro le dice che non sono i suoi veri sentimenti, ma solo un goffo tentativo di placare i fan. Non è giusto che lei abbia avuto più tempo di noi spettatori per abituarsi alla morte del marito. Perché lo spettatore non vuole spoiler ma vuole essere avvertito. Ancora oggi, a mesi di distanza, c’è gente che manifesta tristezza e rimpianti.

Lo spettatore è convinto di meritare attenzione.

La sua opinione conta perché è la sua.

Quando Shonda Rhimes ha twittato il link al suo TED talk, uno le ha risposto: “Me lo vedo solo se non fai innamorare Meredith subito!”. Rhimes deve avere avvertito subito gli sceneggiatori. A mesi di distanza, quando Meredith osa dare il suo numero a un medico ombroso e scostante incontrato in un ospedale militare non mancano le proteste. È troppo presto, Shonda. Sarai mica pazza, Shonda. A marzo 2016 c’è ancora gente che chiede di resuscitare Derek. Lo spettatore è convinto di meritare attenzione. La sua opinione conta perché è la sua. Le morti sono spesso le molle più potenti per avviare il meccanismo di rimprovero, ma ogni occasione si presta alla richiesta di adattare le prossime puntate al proprio animo.

L’anno precedente era successo qualcosa di simile quando avevano sparato a Will Gardner. Dopo cinque stagioni di The Good Wife, Josh Charles voleva fare altro e bisognava decidere come liberarlo. Farlo partire non sembrava una soluzione soddisfacente, perché Alicia – e noi tutte – non avrebbe mai smesso di pensarci. La scelta è quella più crudele per i poveri fan, già orfani di Matthew e di Brody. Will è in tribunale, sta difendendo un cliente accusato di omicidio. Si sentono degli spari. Will è stato ferito a morte. Scoprire poi che è finito a fare Dan Logan nella noiosissima terza stagione di Masters of Sex aggiungerà irritazione al dolore.
I creatori della serie, Robert e Michelle King, hanno dovuto spiegare e quasi scusarsi. Robert dice anche che sa che i fan trattano i personaggi come fossero persone reali, e ammette che ogni tanto capita pure a loro. Will è morto! Anche in questo caso la morte era l’unica possibile uscita di scena, ma l’inevitabilità non è una giustificazione sufficiente.

Non è certo la prima volta che ci disperiamo per qualcosa che non esiste, ma l’Internet ha reso tutto questo pubblico e indelebile.

Ormai sette anni fa a non rassegnarsi erano stati i fan di Ianto Jones. Nel luogo dove l’hanno fatto morire la gente va ancora a lasciare fiori, biglietti, ricordi. Come sulla tomba di un idolo, cosa che già passata l’adolescenza potrebbe sembrare insensata. Ianto, come Derek e come Will, era un personaggio inventato. Muore nella terza stagione di Torchwood. Ai consueti insulti giustificati dal dolore causato dalla morte del loro amato, si aggiunge l’accusa di omofobia per i responsabili della morte di Jones. Non solo sono senza cuore, hanno illuso i fan e li hanno feriti, ma non hanno deciso di far fuori un eterosessuale e quindi sono omofobi. Molti hanno dichiarato che non avrebbero mai più visto la serie. Immancabile la richiesta di resuscitarlo. Save Ianto Jones. Il responsabile della sua morte, Russell T. Davies, non ha alcuna intenzione di scusarsi. Perché poi dalla tv vi aspettate sempre il lieto fine? Non è certo la prima volta che ci disperiamo per qualcosa che non esiste, ma l’Internet ha reso tutto questo pubblico e indelebile. Imperituro. Le nostre nonne avranno pianto per Rossella O’Hara o si saranno imbestialite con Lev Tolstoj che ha fatto morire Anna Karenina – la prima e imperiale gattamorta in cui mi sia imbattuta. Ma il loro scontento almeno rimaneva privato, ascoltato al più dai mariti o dai vicini.

 

Per gentile concessione dell’editore

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