Grime

Le parole per dirlo

Drake e Skepta si stanno prendendo l’hip hop USA, e nessuno l’avrebbe mai detto.
GRIME
Le parole per dirlo

Durante una lecture del 2015 A$ap Rocky si ritrovò a parlare di Skepta, della sua label (la BBK, che gestisce insieme al fratello JME) e di tutto il movimento grime, definendolo impropriamente un “sottogenere dell’hip hop”. Qualche mese più tardi, Kanye West trascinò tutta la BBK sul palco dei Brits, in una shoccante performance di All Day. Lo stesso Skepta, a cavallo tra la fine dell’anno e l’inizio del 2016, ha rilasciato due singoli It Ain’t Safe e Ladies Hit Squad con due esponenti della crew di Rocky. Ecco: lì è stato subito chiaro come il tanto atteso momento del grime in USA, della musica urbana inglese che trova attenzione e dignità anche in America, fosse finalmente arrivato.

Generatosi nei primi del 2000 sulle ceneri dell’UK Garage, il grime è stato illuminato per qualche anno da Dizzee Rascal – ma mai era stato così esposto al mainstream fino a che sul suo trono non si è seduto Joseph Junior Adenuga, altrimenti noto come Skepta. Nato nel Northeast di Londra da una famiglia di immigrati nigeriani, Skepta c’ha messo un po’ prima di trovare la formula giusta («Non mi permetterò più di essere infelice») per il successo. Nessun compromesso, ma lavoro costante e Track Suit – lo stile d’abbigliamento fatto di tute in triacetato parte integrante della cultura grime. L’uscita di Konnichiwa, la collaborazione con Pharrell e l’ingresso nella top 5 americana dopo una sola settimana, hanno ribaltato la prospettiva secondo cui il rap USA fosse pronto a mangiarsi il grime. Magari, è vero il contrario. Nella traccia di punta del quinto album di Skepta, Shutdown, intro e outro sono affidate a due Vine registrati qualche tempo prima da Drake, un ossessionato dal grime sin dal giorno uno, così come di dancehall e di reggae. Tutte influenze che Drake stesso, in un modo o nell’altro, ha cercato di portare in VIEWS, il suo ultimo lavoro uscito solo qualche giorno prima di quello di Skepta. E che sono perfettamente udibili in Controlla in Tood Good. VIEWS può essere considerato il primo album del Drake superstar come siamo abituati a conoscerlo da qualche anno a questa parte: un disco che, seppur non sorprendente come il mixtape che l’ha anticipato, ha avuto se non altro il merito di prendersi tutte le prime posizioni in classifica.

Drake e Skepta insomma, si stanno prendendo l’hip hop USA, e nessuno l’avrebbe mai detto. I due sono amici, in più occasioni hanno dichiarato di voler lavorare insieme, si sono esibiti sullo stesso palco e la storia continua fino alla firma di Drake per la BBK (il primo canadese della storia). Seppur non fosse (e non lo sia tuttora…) chiaro cosa questo comporterà, il passaggio è di fondamentale interesse se si guarda a Skepta e Drake come ai più classici dei poli opposti che si attraggono fatalmente: Drake ha preso a prestito da Skepta musica, sfumature stilistiche e soprattutto tutta la street cred che un movimento culturale underground come il grime si porta appresso; Skepta d’altra parte ha visto il suo nome comparire sempre più sulle pagine digitali dei maggiori siti di informazione, autoalimentando il crescente interesse attorno alla sua figura. Visti da vicino, poi, i due album si somigliano più di quanto si possa pensare. VIEWS è costruito attorno all’idea di voler condensare in un unico album tutti i suoni (e le stagioni) di Toronto, risultando però troppo lungo e a tratti claustrofobico. Konnichiwa, nonostante il titolo giapponese, nasce dalla voglia di raccontare non solo il grime e la sua cultura, ma la Londra che necessariamente lo permea.

Nel mezzo, entrambi c’hanno inserito una storia, la loro, che si riscopre molto personale, seppur sempre sotto controllo. Drake è oramai la quintessenza del rap prestato al pop, fenomeno globale e multilivello; eppure il giorno dopo l’uscita di VIEWS ha messo in piedi un piccolo block party simile – seppur meno disruptive – a quello organizzato da Skepta a Shoreditch circa un anno fa. Drake e Skepta stanno provando ad accerchiare l’hip hop americano, con due esigenze comunicative molto diverse: sociale quella dell’inglese, mediatica quella del canadese. È il fatto che lo facciano insieme, nel senso letterale del termine (Drake è arrivato a tatuarsi il logo della BBK) a rappresentare una sorta di inedito nel panorama rap americano.

Commenti

Altri contenuti Musica
17157472_1359727164087978_3672625944240950680_o

Baustelle

Teatro dell'Opera, Firenze - 06/03/2017

In splendida forma, il trio toscano inanella un sold out dopo l’altro nel suo tour più completo...
JULIE'S HAIRCUT
- "Il" gruppo psichedelico italiano per eccellenza in tour

Julie’s Haircut

Eterno movimento

A fine febbraio i Julie's Haircut sono tornati con un settimo album, “Invocation and Ritual Dance of...
OvO
- Freak power!

OvO

Freak power!

L'album che ha visto la luce negli ultimi mesi del 2016, "Creatura". L'esteso tour europeo da poco...
Piers Faccini

Piers Faccini

Guerra e pace

L'imminente manciata di date italiane ci offre l'assist per parlare con il songwriter del suo ultimo album...
THE XX
- Una nuova generazione

The xx

Una nuova generazione

In occasione della data italiana al Mediolanum Forum (MI), pubblichiamo un estratto dell'intervista di copertina del...
SAMPHA
- In tutta onestà

Sampha

In tutta onestà

Collaboratore tra gli altri di Kanye West, Solange e FKA twigs, il cantautore R’n’B Sampha ci racconta...
Tenco

Luigi Tenco

Ieri, oggi e forse domani

In che modo, a 50 anni dalla morte, l’eco delle sue canzoni si riverbera ancora nell’attualità?
SOHN
- Correre

SOHN

Correre

Un secondo album, "Rennen", e un'imminente tappa italiana. Una doppia occasione per tornare a conversare con il...
David Bowie
- Accadde un anno fa

David Bowie

David Bowie ha lasciato un'impronta indelebile sul nostro tempo. Nei suoni, nello stile, nel modo di pensare,...
amerigo_img-6136

Amerigo Verardi

Spirito, mente e materia

"È un vero e proprio viaggio da fare con la giusta predisposizione d’animo", sostiene Amerigo Verardi, giunto con...
HOWE GELB
- Il classico di domani

Howe Gelb

Classico di domani

"Future Standards" è un disco costruito attorno a pianoforte, basso e batteria, in cui il fondatore dei Giant...
KLIMT2

Klimt 1918

Freakout, Bologna - 14/12/2016

Dense sonorità da tempesta elettrica per il ritorno della band capitanata da Marco Soellner, in concerto per...
best

Dischi: Best of 2016

Un anno in 30 dischi

Ne scriviamo ampiamente sul numero di dicembre che raccoglie tutto il meglio del 2016, ma qui c'è...
BOB DYLAN
L'idiozia del vento (a proposito del Nobel)

Bob Dylan

L'idiozia del vento (a proposito del Nobel)

Approssimarsi a Bob Dylan è un’impresa destinata al fallimento. Dylan costringe al difficile esercizio della lontananza, dal...
HDADD
Il nuovo album "Sense Of Wonder", l'etichetta Queenspectra, le collaborazioni: Marco Acquaviva si racconta

HDADD

La rinascita dello spirito

Per gli ascoltatori più attenti HDADD è una delle realtà più visionarie e al contempo concrete dell'elettronica italiana:...