Josephine Foster

25/26 Febbraio, Londra

JF-hi-res-promo-foto-by-M-Borthwick-color-lores

Nel 2000 la cantautrice e polistrumentista del Colorado Josephine Foster pubblicava There Are Eyes Above, un’autoproduzione in bassa fedeltà a metà strada tra folk e psichedelia. Nonostante le innumerevoli direzioni intraprese negli anni a venire, quei due elementi sono rimasti al centro della sua musica, celebrata quest’anno con l’uscita di No More Lamps In The Morning, in cui, accompagnata dalla chitarra portoghese di Victor Herrero, Josephine reinterpreta vecchi brani e ne aggiunge di nuovi. Un training classico e un passato da cantante d’opera hanno facilitato a Josephine il compito di stabilire una propria identità nel canone neofolk degli anni Duemila: che fosse il rumorismo à la Anna Homler di Was Is It That Ever Was? (2006), il psych-rock infuocato di All The Leaves Are Gone (con i Supposed) (2004), o il tentativo di unire la tradizione roots americana con quella della Spagna, suo paese adottivo (Anda Jaleo e Perlas, 2010-2011), gli ariosi vocalizzi  “senza tempo” di Josephine hanno fatto da collante tra tutti i suoi progetti, dando un carattere distintivo a una produzione da sempre a cavallo tra folk e avanguardia.

La “residenza” di due giorni a Cafe OTO, la sua “seconda casa” in Europa, dice durante il secondo concerto, non ci presenta nessuna delle Josephine di cui sopra in maniera esclusiva. Non solo: non c’è traccia della Foster cantastorie di Little Life (2001) o dell’imperiosa interprete di Lieder del XIX secolo (A Wolf in Sheep’s Clothing, 2006). Non c’è nemmeno lo scarno recitativo di Graphic As A Star (2009), in cui dava alle parole di Emily Dickinson il giusto respiro, alternando esecuzioni a cappella a flebili arrangiamenti all’acustica. In entrambe le serate, la prima uno show solo, la seconda un’esibizione irrobustita dai virtuosismi di Ferrero e l’occasionale accompagnamento al violino, Foster propone due setlist che pescano liberamente tanto dal suo repertorio quanto dalle sue infinite fonti d’ispirazione, che siano poemi, vecchi pezzi folk o capisaldi di chamber music. Immersa nell’oscurità, quasi sempre a occhi chiusi o intenta a perfezionare un vocalizzo lontana dal microfono, Josephine passa lentamente dalla chitarra al piano, dall’inglese al tedesco, da lunghe note all’armonica a bocca a incomprensibili sproloqui tra un brano e l’altro. In conversazione, il timbro felpato di Josephine rende le sue parole non meno difficili da comprendere dei suoi versi in musica, creando una sorta di stramba continuità tra il personaggio e l’artista. “Che?”, “Che dice?”, borbottano alcuni nel pubblico. Anche in questo c’è un qualcosa dell’autenticità del mondo folk cui Foster appartiene: le sue stramberie vocali non si limitano alla performance nuda e cruda, ma appartengono a Foster a 360 gradi. Nonostante ai suoi consueti, vertiginosi virtuosismi vocali in queste due serate preferisca un approccio intimo, finanche dimesso, le scelte dei brani, tra lunghi idilli e poesie di Joyce e Kipling tra gli altri, il suo set solista risente di una certa compattezza, come se una volta ottenuto l’effetto-incanto, Josephine si dimentichi tout court di alleggerire i toni. “Forse è meglio che abbassi un po’ il tiro”, dice da dietro il piano scostando gli occhiali. E così chiama Herrero sul palco e insieme interpretano la splendida ninnananna Underwater Daughter (da Blood Rushing, 2013), un anelato momento di leggerezza e un momentaneo ritorno a una prosodia vagamente più pop.

E di fatto è il set della seconda serata, con l’accompagnamento fisso di Herrero, a non soffrire di alcuna monotonia. Herrero opta per un’improvvisazione vagamente free jazz per alcuni tra i pezzi più tonanti, tra cui I Love You And The Springtime Blues, la rockeggiante Panorama Wide e l’isterica Deathknell, a dir poco irriconoscibile in questa nuova veste sussurrata e rallentata. Al silenzio perenne della prima serata il pubblico opta per fragorosi applausi e un calore che a Josephine strappa un sorriso dopo l’altro. Non a caso: a chi ha avuto modo di cogliere anche solo alcune delle mille sfumature del suo lavoro, la Josephine Foster di oggi, di questi concerti-consuntivo a coronamento dei suoi primi 15 anni di carriera, non potrà che apparire un’artista in un momento di grazia.

Commenti

Altri contenuti Concerti / Musica
wolf alice

Wolf Alice

@Santeria Social Club, Milano (13/01/2018)

Un uragano si abbatte su Milano e il suo nome è Wolf Alice. La band nord-londinese, reduce...
20171118_214233(0)

The War On Drugs

@ Fabrique, Milano (16/11/17)

È un Fabrique gremito quello che accoglie i War On Drugs, reduci da tre album entusiasmanti a...
20171116_214218

Father John Misty

@Fabrique, Milano (16/11/2017)

La valigia di Josh Tillman è andata persa durante il viaggio aereo verso Milano. “Sembro vestito perfettamente...
shabazz_palaces_01

Shabazz Palaces

Oval Space, Londra - 06/11/2017

Quazarz atterra a Londra: i Shabazz Palaces portano in concerto il loro idiosincratico mix di free jazz...
20171110_215423

Fleet Foxes

@Fabrique, Milano (10/11/2017)

L’ultima incursione dei Fleet Foxes a Milano risale ad un altro novembre, quello del 2011. Nella location...
_MG_0573

Massimo Zamboni

1917-2017: i Soviet + L'elettricità

A Bologna per I Soviet + L'elettricità: lo spettacolo multimediale sui cento anni di rivoluzione russa, un...
dream-syndicate

Dream Syndicate

Dalle 22 alle 24, minuto più minuto meno. Due ore di carica esplosiva. Con gli strumenti caricati...
© stefano masselli

Arcade Fire live

Ippodromo del Galoppo (Milano), 17/07/2017

Sette minuti. Tanto ha atteso invano la platea dell’Ippodromo del Galoppo per un secondo bis degli Arcade...
M.I.A-2544

M.I.A.

Royal Festival Hall, Londra - 18/06/2017

Quindici anni dopo i suoi primi passi nel mondo di musica e multimedia, M.I.A. diventa curatrice del...
BillCallahan_byInigoAmescua

Bill Callahan

Hoxton Hall, Londra - 07/05/2017

Mr. Callahan è tornato a Londra per un’intima residenza di quattro giorni, tra concerti serali e pomeridiani....
Gorillaz perform their new Album; Humanz live at the Print Works in London on Friday 24 March 2017.
Photo by Mark Allan

Gorillaz

Printworks, Londra – 24/03/2017

La nostra recensione del concerto segreto a Londra, in cui i Gorillaz hanno lanciato il nuovo album...
The Can Project in the Barbican Hall on Saturday 8 April 2017.
Photo by Mark Allan

The Can Project

Barbican Centre, Londra - 08/04/2017

Il Barbican Centre di Londra ospita una lunga serata per celebrare i 50 anni di attività dei...
Senni

Lorenzo Senni

Oslo Hackney, Londra - 29/03/2017

Resoconto del set londinese tenuto dal musicista elettronico italiano ormai di casa Warp. Clean trance ed euforia...
misty1440

Father John Misty

Rio Cinema, Londra - 24/03/2017

Sul Mucchio di aprile troverete la nostra intervista a Father John Misty. L’abbiamo visto a Londra, dove...
17157472_1359727164087978_3672625944240950680_o

Baustelle

Teatro dell'Opera, Firenze - 06/03/2017

In splendida forma, il trio toscano inanella un sold out dopo l’altro nel suo tour più completo...
KLIMT2

Klimt 1918

Freakout, Bologna - 14/12/2016

Dense sonorità da tempesta elettrica per il ritorno della band capitanata da Marco Soellner, in concerto per...