Led Zeppelin

The Songs Do Not Sound the Same

Siamo stati a Parigi con Jimmy Page alla presentazione dei primi tre album rimasterizzati dei Led Zeppelin. Il resto della discografia seguirà nell'arco dei prossimi due anni.
Le Zeppelin
The Songs Do Not Sound The Same

Di operazioni di rimasterizzazione del back catalogue, soprattutto con il dilagare inarrestabile delle edizioni-anniversario, ne vediamo in continuazione. Ma questa ha qualcosa di speciale, non fosse altro che per questo: trovate un’altra band i cui primi cinque album, in ordine cronologico, siano universalmente giudicati con il massimo possibile dei voti da tutta, e diciamo tutta, la critica musicale degna di tale nome. Nemmeno i Beatles (anche se ci vanno molto vicino). Né Dylan o gli Stones. Ma i Led Zeppelin sì. La rivisitazione completa dell’intera produzione, voluta da Jimmy Page in persona, inizia con i primi tre album. Led Zeppelin I, II e III sono disponibili dal 3 giugno non solo con un suono mai sentito prima, ma con contenuti inediti e selezionati dal leggendario chitarrista. Alla console c’è ancora John Davis, l’uomo dietro il suono di Mothership e Celebration Day. Il resto della discografia seguirà nell’arco dei prossimi due anni.

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Ho riascoltato tutti i nastri originali”, ha raccontato Page presentando le nuove edizioni all’Olympia di Parigi, venue di uno storico concerto del 1969. “Quando furono incisi, più di quarant’anni fa, erano destinati a dischi in vinile. I supporti per l’ascolto della musica sono cambiati enormemente, nel tempo. Una prima rimasterizzazione avvenne vent’anni fa per il formato cd. Ma il progresso ti obbliga a pensare ai diversi modi di ascoltare musica disponibili oggi”. Ogni album sarà disponibile sia in semplice versione rimasterizzata, sia in versione deluxe, con un bonus disc la cui copertina è la riproduzione in negativo dell’artwork originale, sorta di simbolico alter ego del disco che conosciamo. Il live (inedito) all’Olympia di Parigi accompagna Led Zeppelin I, mentre mix inediti e studio outtakes forniscono il materiale extra per II e III. “La scelta del materiale di studio mai pubblicato prima vuole dare un’idea del ‘viaggio’ che sta dietro ogni album”, spiega Page. “Anche per me è stato un riscoprire, dopo tanto tempo, il modo in cui lavoravamo all’epoca. Sentire come lavorare insieme ci ha fatto crescere come musicisti, dando – per esempio – a un batterista eccelso come John Bonham, che prima degli Zeppelin non aveva alcuna esperienza in sala di registrazione, la possibilità di riascoltarsi e quindi migliorare, crescendo enormemente come musicista”.
E nell’esplorazione delle decine di ore di materiale chiuso in scatole polverose da decenni, qual è il tesoro il cui ritrovamento ha dato più piacere a Jimmy Page? “Rovistando fra i cartoni  senza etichetta né indicazioni, ho scoperto un mix inedito di Achille’s Last Stand (dall’album Presence del ’76, che farà parte delle prossime rimasterizzazioni, NdR) che credevo perduto e che mi ha dato vera gioia ritrovare”.

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