Love is a mixtape

"S&M" di Rihanna

"Alta fedeltà" compie vent'anni e sull'esempio del protagonista del romanzo di Nick Hornby abbiamo raccontato le nostre storie d'amore attraverso le canzoni. Questa è quella scelta da Marco Marsullo*, uno scrittore che vale la pena conoscere.
Love is a Mixtape #2
"Tick Of The Clock" dei Chromatics. L'amore per Claudia Durastanti.

 

May break my bones
But chains and whips
Excite me

 

‘Cause I may be bad but I’m perfectly good at it. Diceva così il tatuaggio sulla sua spalla destra. Lo notai su Facebook la prima volta, chiaramente. Lavinia non la vedevo da tre mesi, dal pomeriggio in cui mi aveva piantato senza darmi troppe spiegazioni. Erano cominciate per me settimane di passione: passavo tutto il giorno ad aggiornare la sua pagina Facebook in cerca di ogni minimo dettaglio che mi rivelasse qualcosa della sua, nuova, vita. Aveva un altro? Desiderava avere un altro? Perché mi aveva lasciato? Per novanta giorni, nulla. Poi, vidi quella foto. Effetto seppia, Lavi girata un po’ di spalle, mezza nuda, la testa ad ammiccare all’obiettivo (e inoltre: chi diavolo le aveva fatto quella foto?). ‘Cause I may be bad but I’m perfectly good at it. Che cazzo voleva dire? Con l’inglese mi ero fermato alla terza media. Al liceo troppe occupazioni e assenze per imparare una nuova lingua. Google translate non mi aiutò così tanto: “Causa io posso essere male ma io sono perfettamente bravo a farlo”. A meno che in Lavinia non fosse esplosa la passione per la lobotomia, qualcosa non quadrava.

Copiaincollai la frase su google. E scoprii la verità. S&M di Rihanna. Una canzone. Andai su YouTube e la cercai. Na na na, come on. I like it like it, come on. Un testo che incitava l’uso di fruste e catene nel sesso. Lavinia, cazzo fai? Mi venne un attacco di tachicardia, chiamai tutti i miei amici, ore al telefono con ognuno di loro: “Ma hai capito che cazzo si è tatuata quella scoppiata?”. Ma poi, Rihanna. Perché, Lavi? Perché Rihanna? Avevi sempre detto che era ’na zoccola buona per i boffolotti. Cos’era cambiato, adesso? Passarono i giorni, le settimane, i mesi. Andavo sempre sulla sua pagina, il tatuaggio era sempre lì in bella vista. ‘Cause I may be bad but I’m perfectly good at it. Quando mi decisi, ricordo, era un martedì mattina. Mi feci accompagnare da un amico che conosceva un bravo tatuatore, uno di quelli da cui vanno i calciatori. Gli spiegai un paio di volte la mia idea, ciò che mi volevo scrivere sul corpo. Quel tale sembrava non capire, mi chiedeva se fossi sicuro. RIHANNA STOCAZZO, con i caratteri gotici, sulla spalla sinistra, si vedeva benissimo. Risaltava proprio. Appena arrivato a casa chiesi allo stesso amico di farmi una foto. Io mezzo nudo, girato di schiena, la faccia dritta nell’obiettivo. La misi su Facebook. Aspettai. Lavinia non mise mi piace, non commentò. Ancora oggi aspetto, aspetto sempre. Non so bene che cosa, ma aspetto.

*Marco Marsullo è uno scrittore, classe 1985. Uno giovane, per davvero. Il suo secondo romanzo è L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache (Einaudi, 2014).

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