Minor Victories

Santeria Social Club, Milano - 24 Ottobre

L’esordio omonimo dei Minor Victories, uscito a Giugno, si è ritagliato un seguito di culto anche nel nostro Paese, con duecendo persone a presenziare all’unica data italiana del “supergruppo”.
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Parlare di “supergruppo”, in realtà, pare quasi riduttivo per un collettivo le cui personalità (Rachel Goswell degli Slowdive, Stuart Braithwaite dei Mogwai e Justin Lockey degli Editors) non si pestano i piedi a vicenda ma si mettono al servizio l’una dell’altra donando al progetto le sembianze di un quid unitario e destinato a durare. Se ne sono accorti in tanti, nostalgici di certo dream-pop-post-rock-shoegaze o semplici newcomers alla materia. C’era dunque parecchia curiosità intorno alla prova-palco del gruppo: prova che risulta superata eccome.

Nonostante una certa omogeneità nella struttura dei pezzi (intro rilassata con crescendo e pandemonio chitarristico finale) e una voce, quella della Goswell, a volte troppo sovrastata dalla musica, i Minor Victories convincono con le canzoni, certo, ma anche e soprattutto con un’atmosfera capace di creare mondi fitti di nebbiolina elettrica.

Pelli pestate come se non ci fosse un domani dall’inizio affidato a Give Up The Ghost, basso poderoso e tanta maestria, specialmente merito di Braithwaite sempre sugli scudi con tremoli, arpeggi e assoli pirotecnici alla sua sei corde, e l’incanto è servito. Scaletta ovviamente costruita intorno ai brani contenuti nell’esordio (quasi tutti – lasciate fuori Higher Hopes per defezione di Justin e For You Always).

A voler sceglierne giusto qualcuna, spiccano la menzionata Give Up The Ghost, capace di dettare il mood della serata, il diesel di Folk Arp (Braithwaite tuttofare e sezione ritmica poderosa) e l’antemica Scattered Ashes (Song for Richard) (con la trovata ruffiana ma irresistibile di proiettare un gattino dagli occhi laser sullo sfondo). Chiude Out To Sea in un profluvio di feedback, dopo un’oretta sì risicata ma tutto sommato prevedibile in virtù dell’ancor minuto catalogo.

A saziare la fame di un possibile sophomore, è notizia fresca quella dell’imminente pubblicazione (27 Gennaio) di Orchestral Variations, versione strumentale di Minor Victories. Justin Lockey ha spiegato si tratterà di un diverso modo di vedere e sentire le cose contenute nel disco cantato, con i pezzi spogliati e rivestiti per creare un disco differente. Il primo estratto, Cogs, lascia sperare in bene, benissimo.

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