Nu-Gaze

Lo shoegaze del nuovo millennio

Si è parlato tanto dell’influenza dei My Bloody Valentine. Ecco alcuni dei loro figli più o meno legittimi.
Nu Gaze
Discografia base

A poco meno di quindici anni dall’Anno Domini (1991), lo shoegaze torna, inaspettato, nelle trame soniche di entrambi i lati dell’Oceano. Prima con formazioni sparse, nei pressi del 2004, poi con feedback e melodie zuccherose che, intorno al cambio di decennio, si diffondono a macchia d’olio. Stavolta non è una “scena” che celebra se stessa: come d’abitudine negli anni dell’Internet, il movimento non è local, bensì global. E le chitarre sono ancora protagoniste, ma lo shoegaze del nuovo millennio non disdegna “sporcate” sintetiche, ibridazioni. In giro, lo chiamano “nu-gaze”.

Autolux
Da Los Angeles, in tre, due album all’attivo e un recente contratto con ATP Recordings. Nella schiera dei pionieri del ritorno dello shoegaze arrivano per primi, nel 2002, a recuperarne tutta la sensualità e la malinconia. Si tengono i riverberi, l’alternanza di voce maschile e femminile e il retrogusto dolciastro dei MBV, ma si distinguono per un uso dilatato e mai ammiccante dell’elettronica, sfociando in aggressioni noise dal vivo.
Disco: Future Perfect (2004)

Amusement Parks On Fire
La creatura di Michael Feerick, oggi quintetto, originaria di Nottingham. Nasce in tempi non
sospetti: è il 2004 quando l’esile biondino inizia il suo viaggio ultra nerd – basso profilo, molta passione, zero successo – attraverso feedback e indie alternative anni 90. Il vigore, le stratificazioni, la voce non effettata e la nostalgia ricordano i Catherine Wheel. Emo-gaze perfetto per l’inverno.
Disco: Amusement Parks On Fire (2005)

M83
Anthony Gonzales, francese, la cui galassia nu-gaze è tra le prime a piombare sulla terra, nel 2001. Sebbene la sua propensione per i synth non sia mai stata un mistero, il tradimento della fede dei fissascarpe, con live electro riempi-arena, lo vorrebbero fuori dalla lista. I suoi primi tre album (composti come duo, con Nicolas Fromageau) sono però rappresentativi di come avrebbe potuto suonare lo shoegaze del nuovo millennio: soundscapes fiabeschi ed effetti dirompenti per un mondo di soli adolescenti.
Disco: Before The Dawn Heals Us (2005)

Serena-Maneesh
Da Oslo, quintetto guidato da Emil Nikolaisen, con alle spalle esperienze in altre band. Lo shoegaze si avvicina alla psichedelia, e non solo nelle teorie visionare dei suoi ideatori. I riverberi e le voci sono quelli della “scena di riferimento”, ma i bagliori, le ripetizioni ossessive e i fuzz sono acidi e lisergici come un Velvet Mushroom. Attesa per un nuovo album in lavorazione.
Disco: Serena-Maneesh (2006)

A Place To Bury Strangers 
Il gruppo più rumoroso di New York”. La definizione è di Lydia Lunch, e chi siamo noi per contraddirla? Il trio di Oliver Ackermann è tra le formazioni d’eccellenza in fatto di wall of sound del nuovo millennio. Aggressori sonici senza il bisogno di mezzucci syntethici, gli APTBS mescolano il credo in feedback e distorsioni con latente spiritualità post punk. Immersi nei loro fumi apocalittici, dal vivo vi fanno a pezzi.
Disco: A Place To Bury Strangers (2007)

No Joy
Jasmin e Laura, con base a Montreal. Con un solo album all’attivo, le No Joy non sono una colonna portante del nu-gaze. A giustificare la loro presenza qui, un esordio con la giusta dose di nostalgia e personalità. Loop, delay, code granulose di riverberi, voci femminili morbide come seta, qualche ritmo fuori controllo. E un nome perfetto per essere ammessi nella scena.
Disco: Ghost Blonde (2010)

Asobi Seksu 
Base a Brooklyn, cuore nipponico. Yuki Chikudate è la voce di uno dei gruppi più amati del nu-gaze. Più che fissatori di scarpe, gli Asobi Seksu sono proprio dei sognatori. Sound etereo, bolle di sapone pop luminescenti, fulmini elettronici e le acute linee vocali della minuta cantante, compongono l’orizzonte fluorescente del quartetto.
Disco: Fluorescence (2011)

Ringo Deathstarr
In tre, da Austin. Espressione del gran ritorno, velato di hype e retromania, dello shoegaze. Dopo un album (Colour Trip) per il quale Kevin Shields e Belinda Butcher avrebbero potuto
gridare al plagio, con l’ultimo Mauve hanno alzato il tiro. Impetuoso, ruvido, quasi punk: il nu-gaze non suona giovane, ma un po’ più irriverente (che in altri coetanei) sì.
Disco: Mauve (2012)

Pubblicato sul Mucchio 774

             
Altri contenuti Musica
20171118_214233(0)

The War On Drugs

@ Fabrique, Milano (16/11/17)

È un Fabrique gremito quello che accoglie i War On Drugs, reduci da tre album entusiasmanti a...
20171116_214218

Father John Misty

@Fabrique, Milano (16/11/2017)

La valigia di Josh Tillman è andata persa durante il viaggio aereo verso Milano. “Sembro vestito perfettamente...
shabazz_palaces_01

Shabazz Palaces

Oval Space, Londra - 06/11/2017

Quazarz atterra a Londra: i Shabazz Palaces portano in concerto il loro idiosincratico mix di free jazz...
20171110_215423

Fleet Foxes

@Fabrique, Milano (10/11/2017)

L’ultima incursione dei Fleet Foxes a Milano risale ad un altro novembre, quello del 2011. Nella location...
_MG_0573

Massimo Zamboni

1917-2017: i Soviet + L'elettricità

A Bologna per I Soviet + L'elettricità: lo spettacolo multimediale sui cento anni di rivoluzione russa, un...
cohen

Leonard Cohen

Il piccolo profeta gobbo

Un anno fa moriva Leonard Cohen, il giorno prima dell’elezione di Trump che sconvolgeva il mondo. Questo...
dream-syndicate

Dream Syndicate

Dalle 22 alle 24, minuto più minuto meno. Due ore di carica esplosiva. Con gli strumenti caricati...
vallicelli

Matteo Vallicelli

Botta e risposta

Ripubblichiamo la nostra intervista a Matteo Valliceli in occasione della sua partecipazione alla decima edizione del Transmissions...
CRISTALLO - Se i Melampus risplendono in italiano

Cristallo

La trasparenza del nero

Con l’omonimo EP del loro nuovo progetto, sempre avvolgente ma maggiormente elettronico, Francesca Pizzo e Angelo Casarrubia...
liars1

Liars

A tre anni di distanza da "Mess", i Liars tornano in veste di progetto solistico del frontman...
ZOLA JESUS - Dal vivo in Italia

Zola Jesus

Nostra signora dell'oscurità

A Novembre dal vivo in Italia con il quinto album, un lavoro volutamente heavy
aldousharding_2017blue

Aldous Harding

Strana come un'arancia meccanica

Il 31 ottobre a Torino sarà l'unica occasione per vedere dal vivo Aldous Harding, non perdetevela.
PROG ROCK ITALIANO - La serie in vinile di De Agostini Publishing

Prog Rock Italiano

La stagione d’oro del nostro progressive in vinile

Arriva Prog Rock Italiano, la nuova collana di De Agostini Publishing: sessanta album in vinile per rivivere...
DREAM SYNDICATE - Ad ottobre in Italia

The Dream Syndicate

La deformazione dello spazio-tempo

La stagione d'oro del Paisley Underground, quattro dischi, lo scioglimento e poi l'indefessa carriera tra album da...
La doppia vita di NICO

La doppia vita di Nico

Cinquant'anni da Chelsea Girl

Nell’ottobre 1967 usciva Chelsea Girl, primo album da solista della chanteuse dei Velvet Underground: femme fatale che...
SequoyahTiger5_byVampaClub

Sequoyah Tiger

Sulla rampa di lancio

Geometria e sinestesia, synthpop e psichedelia, movimento e ripetizione, comunicazione ed esplorazione. Tutto questo, e molto di...