Record Store Day 2015

Ristampe deluxe, dischi nuovi di zecca, serie limitate, singoli fuori catalogo rispolverati per l'occasione. Cerchiamo di fare un po' di ordine.
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Si fa ogni anno più affollata – e gustosa – la schiera di titoli che partecipano al Record Store Day, le ventiquattro ore nelle quali, in ogni angolo del pianeta, si festeggiano i negozi di musica che strenuamente resistono all’avanzare della fruizione in formato digitale. Un evento dai numeri in crescita esponenziale, e al quale si abbinano, appunto, centinaia di uscite (spesso stravaganti sia per contenuto che per formato) in supporto fisico.

“Padrino” dell’edizione 2015 del Record Store Day è l’ineffabile Dave Grohl, che in occasione del ventennale dell’uscita del primo album dei Foo Fighters (This Is A Call, 1995) decide di pubblicare su vinile un po’ di materiale degli albori (le versioni demo di Alone + Easy Target e Big Me), un inedito (Empty Handed) e una cover di Kim Wilde (Kids In America). Il tutto sotto il nome di Songs From The Laundry Room, dal nome dello studio di registrazione di Seattle nel quale avvennero le incisioni, e in formato vinile dieci pollici.

Altre pubblicazioni di rilievo? Eccole servite. Gli A-ha ridanno alle stampe il singolo di Take On Me nel trentennale dell’uscita. La chiacchieratissima Courtney Barnett pubblica il singolo Kim’s Caravan e ci abbina una cover di John Cale: Close Watch. La Rhino dà alle stampe un curioso vinile porpora nel quale troviamo la stessa canzone – si tratta di Dark Globe – nelle versioni di Syd Barrett e dei R.E.M.. I Blitzen Trapper si cimentano in una versione live dell’album Harvest di Neil Young. D’Angelo se ne esce con il singolo The Charade in edizione limitata. The Decemberists ristampano su vinile (rosso, e con booklet di 16 pagine) l’album Picaresque nel decennale della pubblicazione. Dei Doors esce lo storico Strange Days in una particolare versione mono. Father John Misty pubblica una versione live del brano I Love You, Honeybear e l’inedita b-side Never Been A Woman: 5.700 le copie stampate. Pioggia di titoli in casa Kinks: il primo ep Kinksize Session, da tempo fuori catalogo, e una versione live di You Really Got Me mai uscita negli Stati Uniti. Holy Bible dei Manic Street Preachers taglia il traguardo dei vent’anni e viene ristampato in un sontuoso picture disc 12”. I Mumford & Sons pubblicano il singolo Believe/The Wolf, prima uscita fisica dall’album in arrivo. I Prodigy s’inventano due versioni inedite di Ibiza: strumentale la prima, in featuring con gli Sleaford Mods la seconda. Gli Stooges danno alle stampe Have Some Fun: Live At Ungano’s, performance datata 1970 e finora disponibile solo su cd. Gli Swans tornano alle origini con il 12” ep del 1982. I Vampire Weekend propongono il brano Step in tre diverse versioni.

C’è anche chi ne approfitta per pubblicare nuovi album sulla scia del Record Store Day: è il caso dei Built To Spill, che usciranno con Untethered Moon, o della formazione afro-pop Fool’s Gold, che metteranno in commercio in anteprima mille copie del nuovo Flying Lessons. Spicca poi il disco in collaborazione fra gli Xiu Xiu di Jamie Stewart e il rumorista giapponese Merzbow, a nome Merzxiu, in vinile via Kingfisher Bluez: due brani death drone per circa quaranta minuti complessivi.
Oppure c’è chi assembla tributi, come quello diffuso da Earth Recordings: Shirley Inspired, dedicato a Shirley Collins, vede la partecipazione di Graham Coxon, Lee Ranaldo, Eric Chenaux, Josephine Foster, Bonnie Prince Billy con i Bitchin Bajas, ecc.

Restando all’interno dei nostri confini, i Baustelle rendono disponibile La malavita in vinile, per la prima volta. Paola Turci torna con una raccolta di brani del suo repertorio, rivisitati insieme a Federico Dragogna dei Ministri e accompagnati da tre inediti. Tannen Records sforna uno split tra Ornaments e Zeus!, il programmatico Metamorphosplit.

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Un’altra chiave di lettura per approcciarsi al Record Store Day riguarda gli artwork degli album, spesso e volentieri vere e proprie chicche da scoprire. Una ricerca di Stampaprint (www.stampaprint.net/it/) rivela le storie che si celano dietro ad alcune copertine dell’edizione 2015: pochi sanno, ad esempio, che l’immagine di Nebraska di Bruce Springsteen (rimasterizzato per l’occasione) è uno scatto di David Michael Kennedy, fotografo americano che, dopo aver vissuto a lungo a New York, nel 1986 si trasferì nel New Mexico per ritrarre i paesaggi del Sud-Ovest degli States e i suoi abitanti, a cominciare dai nativi americani. A proposito di quella fotografia, Kennedy ricorda che “fu presa dalla finestra di un vecchio pick-up alla fine dell’inverno del 1975. […] Ci trovavamo nel mezzo di una grande bufera di neve e nel giro di pochi minuti la situazione peggiorò ulteriormente e ci ritrovammo circondati dal bianco per ore”. L’artwork della cover fu poi completato da Andrea Klein.

Un altro importante artista firma la copertina di OX4, la grande raccolta dei Ride pubblicata a inizio del terzo millennio. Lo scatto è infatti di Reza Estakhrian, fotogiornalista iraniano che ha lavorato per “France Presse”, “National Geographic”, “Newsweek”, “Time”, spesso documentando conflitti in prima linea. Decisamente d’autore sono anche gli artwork di The Way dei Buzzcocks, che porta la firma di Malcolm Garrett, già responsabile di diverse copertine della formazione inglese, e di Dollhouse di Melanie Martinez, realizzata dall’illustratrice americana Claudine Hellmuth. O ancora Oneothrix Point Never, che per il suo Commissions II scomoda Robert Beatty, graphic designer già all’opera per diversi artisti (curiosità nella curiosità: ha realizzato la copertina per il recente album dei pavesi News For Lulu, Circles). E che dire degli Interpol, che per il singolo Everything Is Wrong tornano a collaborare nientemeno che con Shepard Fairey, in arte Obey, il creatore dell’immagine di Barack Obama in quadricromia e già all’opera per le grafiche interne dell’album Antics? Proprio come accadeva nell’ultimo album El Pintor, anagramma di Interpol, anche Everything Is Wrong viene veicolato in altri due messaggi: “every wrong insight” e “the very growing sin”.

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NAC_3-Panel_JCard_FRONT_forAISe invece amate le operazioni nostalgia, i Metallica hanno qualcosa per voi. Tramite la loro etichetta casalinga Blackened, infatti, gli americani riesumano l’ormai preistorico formato cassetta per pubblicare No Life Til Leather, le versioni demo dell’esordio Kill ‘Em All. Versioni che circolano “ufficiosamente” da tempo, e adesso vengono rimasterizzate e messe sul mercato con i crismi dell’ufficialità. Chicca nella chicca: l’artwork è la riproduzione identica dei titoli scritti a penna da Lars Ulrich nel demo del 1982, registrato (indovinate un po’?) su cassetta. Nuovi cimeli recapitati da epoche passate.

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