Dino Fumaretto
LA VITA È BREVE E SPESSO RIMANE SOTTO
Trovarobato/Audioglobe
Dino Fumaretto in realtà, si chiama Elia Billoni, ma non è importante. A contare è che il suo alter ego componente, cantante e suonante (il piano, le tastiere e l’armonica a bocca), attivo a livello sotterraneo in Rete e altrove già da vari anni, sia alla fine approdato al debutto discografico ufficiale. L’ha fatto con un album sicuramente atipico, costituito da ben quindici pezzi (corti: solo tre superano i tre minuti) figli di una vena ispirativa che potremmo definire ironico-apocalittica: nei testi surreali e all’occorrenza inquietanti così come nelle musiche scarne ma efficaci, il tutto interpretato con un approccio teatraleggiante che non risparmia bizzarrie e colpi di scena. Un approccio perfettamente in linea, quindi, con le non-direttive di quel “laboratorio creativo” che è la Trovarobato, lontano tanto dal cantautorato più o meno classico quanto dallo pseudo-dadaismo fine a se stesso di certi cosiddetti avanguardisti. Bislacco e assieme concreto nella sua colta irriverenza, La vita è breve e spesso rimane sotto brilla di luce che ci sentiamo di definire propria… sempre che qualcuno non sappia indicarci un altro artista che richiami alla mente una sorta di creatura mitologica con caratteristiche di Tricarico, Giovanni Allevi, Simone Cristicchi, Bugo e Giovanni Lindo Ferretti.
Federico Guglielmi
tratto dal Mucchio n°671
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