Master Of Sex

Lezioni di BDSM

Come si sdogana la sfera del sesso presso il grande pubblico? Ne abbiamo parlato con Ayzad, master italiano e divulgatore di erotismo estremo.
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Lezioni di BDSM

Tutti abbiamo i nostri scheletri nascosti. Se chi si è ritrovato tra le mani una copia di 50 sfumature di grigio nel suo armadio tenesse anche almeno un frustino, i produttori di attrezzature fetish potrebbero permettersi una lunghissima vacanza. Purtroppo per loro, le logiche di mercato non filano così lisce, e la maggior parte dei numerosissimi fan della trilogia erotica di E.L. James non ha la minima idea di cosa sia veramente il BDSM – acronimo di Bondage e Disciplina, Dominazione e Sottomissione, Sadismo e Masochismo. La realtà, infatti, è ben lontana dalle immagini patinate da romanzetto rosa descritte nelle pagine del libro e, in modo ancora più edulcorato, dai fotogrammi del film uscito nelle sale italiane il giorno di San Valentino. Quello del sesso estremo è un universo complesso e, a contrario di quello che molti potrebbero pensare, fitto di regole ed etichette, in cui niente è lasciato al caso e ogni improvvisazione va maneggiata con cautela.

Per fare un po’ di luce sull’argomento abbiamo chiamato in aiuto Ayzad, master e divulgatore di erotismo estremo di fama internazionale e autore di tomi come BDSM – Guida per esploratori dell’erotismo estremo e XXX – il dizionario del sesso insolito. Nato nel 1969, pratica il BDSM da quando aveva 18 anni, dopo aver visitato i club specializzati in Nord Europa in veste di giornalista e incontrato in vacanza una signora tedesca che lo ha iniziato al mondo delle sessualità alternative. Anche se “la prima intuizione che ci fosse qualcosa di divertente nel disporre di altre persone come giocattoli l’ho avuta da piccolissimo guardando I pericoli di Penelope Pitstop, una serie a disegni animati in cui la protagonista finiva regolarmente legata e minacciata da complicatissime macchine di tortura.” La scelta del nome d’arte, invece, deriva da esigenze lavorative ben precise: “Quando alla fine degli anni 90 sono rientrato sulla scena BDSM italiana, ho pensato di approfittare dell’occasione per scegliermi uno pseudonimo ideale: esotico, originale, sessualmente indefinito, con una bella storia alle spalle, e che iniziasse con la ‘A’, in modo da essere sempre in cima agli elenchi alfabetici.” Da qui la scelta di Ayzad, nome dei babau inventati dagli antichi regnanti persiani per far rigar dritto i sudditi a suon di scudisciate.

Dare una definizione di sesso estremo è difficile, anche perché raramente ciò che è considerato un limite da una persona lo è anche per gli altri. In genere, si intendono tutte quelle pratiche che vanno dal bondage ai giochi di ruolo e includono un rapporto consensuale di dominazione e sottomissione tra due o più persone. Secondo Ayzad, il primo passo da compiere nel mondo dell’erotismo estremo è un atto di onestà intellettuale, ovvero “ammettere che gli archetipi del sadismo e del masochismo fanno parte dell’animo umano. Chi pratica BDSM decide di non reprimerli, ma al contrario di esplorarli come ogni altra parte della propria personalità.” La scelta dei ruoli, che non sono per forza fissi, deriva dalla predisposizione personale del singolo: “come dominante mi entusiasma vivere l’unione di istinti primordiali e raffinata regia delle sensazioni ed emozioni provate dalle mie partner. Nell’altro ruolo l’estasi deriva dall’esperienza sensoriale ma anche spirituale di abbandonarsi completamente, cedere ogni controllo e donarsi senza alcun limite ad altri entrando nel cosiddetto subspace

Non appena si accenna 50 sfumature di grigio, Ayzad ride e scherza: “Bisogna essere proprio ingenui per leggere quella roba”, non lasciando dubbi sulla sua opinione in merito. Sulla trilogia di E.L. James ha persino scritto Nessuna sfumatura di grigio – Che cos’è veramente il BDSM, un breve ebook che analizza, per l’appunto, come quella che fino all’estate del 2012 era sempre stata considerata la passione misteriosa di una nicchia si sia trasformata dall’oggi al domani in un fenomeno di costume. Tutto questo, in realtà, a discapito del contenuto, “che col BDSM ha davvero poco a che spartire e per molti versi è molto meno perverso di ciò che si può trovare nei comuni romanzi rosa.” In effetti, di pornografico in 50 sfumature di grigio c’è ben poco: al di là di un paio di dettagliate descrizioni di fellatio e qualche pigra sessione di spanking, si tratta per lo più di una storia d’amore malata alla Twilight. Ciò non toglie che nella trilogia regnino confusione e disinformazione sul tema: “Se i libri fossero stati presentati come una serie Harmony fra le tante non sarebbe stato un problema, ma averli pubblicizzati come tutta la verità sul BDSM ha avuto e continua ad avere ripercussioni anche serie.” Non essendo scritto da nessuna parte di non provare a riprodurre le pratiche del libro a casa, Ayzad si è ritrovato a fronteggiare casi di persone che avevano accusato perdita di sensibilità delle mani perché avevano “giocato come quelli dei libri, a farlo con i polsi legati al letto con i foulard” senza fare i conti con il fatto che nel mondo reale è quasi impossibile disfare un nodo stretto su fibre di seta senza tagliarlo. Per non parlare dei casi dei giochi di asfissia finiti male, o dei segni indesiderati sul corpo a causa della mancanza di un’adeguata chiarezza tra i partner. Del resto: “improvvisarsi esperti di una qualsiasi pratica che contiene la parola estremo nel nome non è mai furbo. Il BDSM non deve essere per forza un’esperienza limite, però per sua natura produce sensazioni ed emozioni molto intense che possono sfuggire di mano se non si è preparati.”

ritratto
Ayzad

“Così come la vita di un laureato in archeologia non assomiglia molto a quella di Indiana Jones, il BDSM nella fiction tende a essere semplificato ed esagerato che nella realtà.” Ecco perché sarebbe meglio evitare di perdere tempo con Mr. Grey e dedicarsi al letture e visioni valide sul tema. Al di là dei romanzi più famosi come Storia di O di Pauline Réage e Venere in pelliccia di Leopold von Sacher-Masoch, diversi sono i libri specifici sull’argomento. Amore. Percorsi diversi di Gloria Brame, edito da Sperling & Kupfer, raccoglie oltre cento interviste attraverso le quali la sociologa racconta il mondo dell’erotismo estremo. Per curiosare, invece, tra le esperienze personali di una dominatrice professionista, consigliamo la lettura di Esperienze di una dominatrice di Princess Spider, edito da TEA, o di Memorie di una dominatrice teenager di Shawna Kenney, uscito in Italia per Dalai Editori. Sexual magic. The SM photographs di Michael Rosen, infine, è un interessante ed esplicito diario fotografico attraverso cui si raccontano le pratiche sessuali più inusuali ed estreme. Per quanto riguarda il cinema, “una delle poche rappresentazioni realistiche che mi vengono in mente è The Duke Of Burgundy, film di Peter Strickland presentato all’ultima edizione del Torino Film Festival centrato proprio sui modi buffi e fastidiosi con cui la realtà tende a interferire nelle fantasie erotiche.” A chi desidera saperne di più sulla scena BDSM, consigliamo la visione di Folsom Forever, documentario diretto da Mike Stiff e vincitore del premio “Best Documentary” all’ultima edizione del Fetisch Film Festival di Kiel, che racconta storia, scandali e implicazioni socio-politiche e culturali del più grande evento pubblico fetish-friendly al mondo. Se, invece, volete andare dietro alle quinte del sito di BDSM Kink.com, noto non solo per la vasta produzione di film pornografici a tema, ma anche per il suo vasto negozio online di articoli dedicati al sesso estremo, potete guardare Kink, il film/documentario del 2013 prodotto da James Franco e diretto da Christina Voros: un viaggio tra fruste, macchine da presa e costrizioni di ogni tipo, con l’obiettivo di fornire uno spaccato di una industria di cui, in fin dei conti, sappiamo davvero pochissimo.

Kink potrebbe anche aiutarvi a districarvi tra i mille oggetti e pratiche che costituiscono il mondo delle sessualità alternative: “Due delle tendenze più notevoli sono state la diffusione del feticismo per il latex alla fine degli anni 90 e il boom del bondage a stile giapponese, il kinbaku, a partire dal 2005. Ora come ora sta crescendo il fenomeno del primal sex. Fra i sex toy siamo invece in un momento di grazia per giocattoli maschili come le uova Tenga e le mille varianti delle Fleshlight. Ma i veri appassionati di eros estremo continuano a puntare su oggetti più tecnici come l’imbattibile Magic wand Hitachi o la Neon wand”. Un’altra tendenza in crescita è quella della poliamoria, seguita anche da Ayzad, sua moglie e la loro compagna. “Si tratta di fare la stessa cosa che fa il 70 percento degli italiani, cioè amare anche un’altra persona oltre al proprio coniuge. L’unica differenza è che invece di essere ipocriti viviamo nella stessa casa, condividiamo tutto (compreso un fantastico letto a tre piazze) e ci aiutiamo l’un l’altro, senza assurde gelosie.” Pur non trattandosi di un fenomeno prettamente legato al BDSM, la ricerca di un terzo elemento da affiancare ad una coppia in una rapporto di Dominazione e sottomissione sta diventando sempre più comune, e può evolversi, come nel caso di Ayzad, in una relazione fissa di poliamore vissuta quotidianamente.

Se ci si affida ai numeri, si scopre che il BDSM è sì un tabù nella cultura generale, ma è praticato da moltissimi italiani. Considerando che nei paesi industrializzati i giochi di dominazione erotica (a livello più o meno estremo) vengono praticati dal 10 percento della popolazione adulta, in Italia si parla di più di 4 milioni di persone: per dare un’idea, tutti gli abitanti del Veneto. Ovviamente nel nostro paese, a differenza di altri, bisogna fare i conti con la geografia, la politica e una radicata matrice di stampo cattolico: “Mentre a Londra o Berlino partecipare a una festa fetish è considerata anche negli ambienti più conservatori una possibilità fra le tante, da noi si tende a tenere tutto più nascosto: meno richiesta esplicita da parte del pubblico causa meno offerta commerciale, che causa meno pubblicità, che causa meno visibilità del fenomeno, che causa più diffidenza, che causa più pregiudizi. Un bel circolo vizioso.”

Ma dove vanno gli appassionati italiani di BDSM per “giocare”? I play party sono molto diffusi nella comunità del sesso estremo di tutto il mondo e rappresentano occasioni uniche per approfittare di spazi e attrezzature apposite e socializzare. In Italia ce ne sono pochi, ma il più famoso è il Sadistique, “un evento BDSM che si svolge ogni prima domenica del mese a Milano da ormai 11 anni. Si tratta di un ambiente di gran lunga più tranquillo e sicuro di un normale club, in cui regna un’atmosfera decisamente serena. I partecipanti, di ogni genere e orientamento, vanno dai 18 ai 60 anni e vengono da tutta Italia e spesso dall’estero; si possono incontrare sia esperti di una certa fama sia persone ai loro primi passi nel mondo dell’eros estremo.” Per partecipare occorre iscriversi ad un’associazione tramite apposito modulo sul sito e, ovviamente, seguire un dress code abbastanza libero, ma di obbligata ispirazione fetish. In tutti gli incontri vige il SSC (ovvero Sano, Sicuro e Consensuale), regola d’oro del BDSM, e il rispetto della privacy. Per il resto, chiunque può usufruire delle attrezzature in dotazione e dare libero sfogo alle proprie fantasie.

Una peculiarità prepotente dell’Italia rispetto, ad esempio, ai paesi scandinavi o alla Germania è  l’esistenza di due culture BDSM quasi completamente separate, nate in seguito all’avvento del Web. Negli anni Ottanta per avere notizie sull’argomento bisognava armarsi di coraggio e andare a caccia delle pochissime riviste specializzate, come “Marquis”, “Club” e “O”, praticamente introvabili al di fuori delle grandi città e influenzate moltissimo dai gusti personali dei redattori; adesso le curiosità più morbose e segrete sono a portata di clic, al riparo delle quattro mura di casa propria. Questo, ovviamente, ha avuto i suoi vantaggi, dal momento che “all’improvviso si è scoperta l’esistenza di migliaia di giochi, luoghi fino ad allora ritenuti leggendari ma soprattutto di moltissime persone dai gusti erotici più disparati. Fu come se un colpo di spugna avesse cancellato all’improvviso lo stigma”. Ma tra il leggere un racconto erotico e mettere davvero mano a fruste, candele e corde c’è una bella differenza. Infatti, “visto che Internet mette a disposizione così tanto, molti finiscono per usarlo solo per sfogare le proprie fantasie masturbatorie. Spesso tutto resta sul Web, ignorando la parte in cui ci si mette fisicamente in gioco e si concretizzano le fantasie incontrando altre persone.” Da qui le due culture: una virtuale senza appoggi concreti nel mondo reale, e un’altra che vive l’erotismo e sorride davanti ai video di YouPorn “perché le basi sono le stesse ma la loro interpretazione cambia tutto.”

Informare e informarsi è la chiave per vivere la propria sessualità in maniera più consapevole. Ed è quello che Ayzad, con il suo nome d’arte, cerca di fare ogni giorno. Anche se “il nome Ayzad ha funzionato solo all’inizio,” scherza. “Poi è arrivato l’Undici Settembre, e all’improvviso tutti i nomi vagamente medio-orientali sono stati associati al terrorismo. Da allora passo per un membro di Al Qaeda! La cosa buffa è che sono davvero un terrorista, ma non di quel tipo. Pensandoci bene, la definizione di terrorismo è: cambiare lo status quo scioccando persone inconsapevoli  ed è proprio ciò che faccio col mio lavoro.” Un approccio più aperto alle sessualità alternative potrebbe decisamente rappresentare un passo decisivo verso una maturità non solo sessuale del Paese: “Ho una nipotina che, stando a quanto dicono le statistiche, scoprirà il sesso attorno agli otto-nove anni navigando su Internet tramite smartphone e imbattendosi in qualche sito porno. Visto che la tendenza della pornografia classica punta sempre più a scene violente, soprattutto nei confronti delle donne, o di conflitto razziale, è agghiacciante pensare che scuole e famiglie non facciano niente per offrire un’educazione alternativa e corretta – che tracci insomma una netta distinzione tra cosa è pornografia, e dunque finzione, e cosa è la realtà –Non sarebbe meglio se imparasse che la sessualità è fatta di rispetto reciproco, etica ed esplorazione serena e consapevole delle proprie fantasie?”

 

Vocabolario

Dominazione: L’insieme delle pratiche con cui il Dom guida le esperienze del sub, decidendo la natura e l’intensità di ogni sensazione provata da quest’ultimo.

Fetish: Termine inglese con cui si indica l’estetica complessiva del feticismo, che racchiude numerose varianti di abbigliamento, di solito molto appariscente o provocante e in materiali particolari (es. pelle, gomma, ecc.).

Storia di O: Primo best-seller, scritto dall’autrice Dominique Aury con lo pseudonimo di Pauline Réage, a presentare in chiave non criminalizzata – ma nemmeno realistica – l’ambiente sadomaso.

Spanking: Termine inglese per indicare la sculacciata.

Strap-on: Cintura dotata di fallo esterno. Ne esistono innumerevoli modelli, tra cui quello con falli intercambiabili e ulteriori falli interni per una maggiore stimolazione.

Trampling: Pratica che consiste nel calpestare il sub o passeggiare sul suo corpo con calzature o scalzi.

Primal sex: letteralmente “primitivo”, si riferisce a rapporti sessuali preceduti da una vera e propria lotta fisica, in stile animale.

Uova Tenga: uova in lattice munite al loro interno di lubrificatore che, una volta riversate, possono essere usate per la masturbazione.

Fleshlight: bocche, vagine e ani penetrabili, in un materiale che ricorda la pelle umana.

Magic wand Hitachi: il classico massaggiatore vibrante presente in quasi ogni clip porno sul tema

Neon wand: bacchetta utilizzata per stimolare la pelle del sub tramite elettrostimolazione.

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