Il Miracolo

Il mondo musicale della serie tv

La colonna sonora della serie tv di Niccolò Ammaniti raccontata dal music supervisor Roberto Corsi
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Con Il Miracolo giochiamo in casa. Non solo perché è una serie italiana, ma perché la sua colonna sonora è in grado di colpire anche l’orecchio più smaliziato. Nel primo episodio, tanto per mettere le cose in chiaro, ci sono i Tindersticks. Seguono i Godspeed You! Black Emperor. Già, sarà che Niccolò Ammaniti che ha scritto e diretto la serie con Francesco Munzi e Lucio Pellegrini sa riconoscere la buona musica, sarà che il ruolo di music supervisor è stato affidato a Roberto Corsi, uno dei boss di Goodfellas, tra i più affermati distributori italiani di dischi indipendenti.

Il music supervisor, in generale, è l’esperto che supervisiona tutti gli aspetti artistici e legali che riguardano la musica di film, televisione, pubblicità, videogiochi. Di solito, un supervisore musicale lavora al servizio del regista – o dello showrunner come in questo caso -, per fare da intermediario tra l’aspetto creativo e quello aziendale nel processo di produzione di un film o di una serie. Chi ricopre questo ruolo è anche una specie di investigatore perché muoversi nei meandri degli aventi diritto di un brano è un’azione complessa specie quando si tratta di canzoni vecchie, che nel corso degli anni, sono passate da un catalogo ad un altro al punto che neanche le case discografiche ed editrici sanno di possederle.

Ne Il Miracolo, 8 episodi su Sky Atlantic, si spazia dalla musica pop italiana alla classica, dall’indie rock all’elettronica, dance e avanguardia.

Roberto, cosa cercava Ammaniti quando ti ha chiamato in squadra?
Niccolò voleva un compositore per la musica originale de Il Miracolo, un musicista che potesse dare alla serie un respiro internazionale. Abbiamo ascoltato moltissimi artisti e, insieme, abbiamo stilato una nostra wishlist. Dopo lunghi scambi di e-mail, telefonate e provini la scelta è caduta su Murcof, musicista messicano che spazia tra minimalismo e musica elettronica le cui influenze si fondano sulla musica classica moderna, la musica concreta, l’ambient e la drone music. Niccolò aveva amato molto i suoi lavori per etichette come la Leaf Label, Infiné e Blue Note: la disponibilità di Murcof lo ha convinto nella scelta finale.

Nessuna indicazione per le musiche di repertorio?
Quando abbiamo iniziato a lavorare sul progetto de Il Miracolo, più di un anno fa, Niccolò aveva anche creato una playlist con le tantissime canzoni che lo avevano accompagnato nel processo creativo di scrittura della serie, in alcuni casi, erano state inserite proprio nella sceneggiatura. Siamo partiti da questa playlist e, seguendone il mood, abbiamo via via selezionato tutti i brani adatti tenendo in conto la loro funzionalità con la scena girata e, ovviamente, rispettando il budget molto generoso che Wildside e Sky ci hanno messo a disposizione. Questo lavoro non è stato definitivo. Dopo aver girato e montato gli episodi de Il Miracolo abbiamo avuto la necessità, in alcuni casi, di sostituire alcuni brani prima previsti con altri che legassero alla perfezione con il prodotto finale.

Per un totale di brani di?
A parte le musiche originali di Murcof la serie contiene una trentina di brani di repertorio. Abbiamo anche lavorato con un coro di canto armonico (overtone singing) che è una forma di preghiera cantata di origine tuvana e mongola che usa la voce per stabilire un contatto con le entità spirituali acquisendo la loro forza attraverso l’imitazione dei suoni della natura. A curare la composizione e la direzione del coro abbiamo coinvolto Roberto Laneri, musicista polivalente che vanta un’esperienza internazionale in questo campo dagli anni 70 (Progetto Prima Materia) e collaborazioni con Peter Gabriel e Diamanda Galas. Inoltre per una scena della prima puntata abbiamo voluto omaggiare un altro capolavoro del cinema italiano Divorzio all’italiana e l’immortale Canto d’Amore di Carlo Rustichelli con l’interpretazione del tenore Fabio Armiliato. Siamo anche molto felici di avere poi potuto inserire nella colonna sonora la meravigliosa voce di Ilaria Graziano, ma su questo non dico altro per non rovinare la sorpresa degli spettatori.

C’è un pezzo di cui vai particolarmente fiero?
Sinceramente sono legatissimo ad ogni brano della colonna sonora perché è stato un lavoro molto impegnativo, ma la soddisfazione finale è così grande che ogni fatica passa in secondo piano. Condivido questo orgoglio con il team del montaggio guidato da Clelio Benevento che ha fatto un lavoro fantastico su tutta la colonna sonora della serie. Di più non posso davvero dire.

Allora citaci alcuni di quelli poi scartati.
Volendo proprio affondare il dito nella piaga, per la serie ho trattato tantissima musica che, alla fine, non è poi stata utilizzata. Cito Bon Iver, i Pink Floyd, Bobby Darin, Rodrigo Y Gabriela, Ludovico Einaudi, Jóhann Jóhannsson, Solomon Burke, artisti e rispettivi manager che possono essere molto ostici nelle trattative. L’unico brano invece del quale non ci è stato concesso l’utilizzo è una canzone di una band cilena, Como Quisiera Decirte dei Los Angeles Negros. Dopo una ricerca degna di Sherlock Holmes sono riuscito a rintracciare il compositore originale che, però, essendo ora un fervente cattolico, non ha permesso che la sua creazione venisse utilizzata, come avevamo previsto, come sottofondo per una scena di sesso.

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Nell’ambito delle serie tv italiane, qui l’attenzione alla musica è paragonabile solo a quella messa in campo da Sorrentino in The Young Pope. L’hai vista?
Sì, e posso dirti: grazie, è un complimento molto gradito perché la colonna sonora di The Young Pope è bellissima e, in generale, trovo che Sorrentino faccia un lavoro eccelso sull’interazione tra musica ed immagini. Come The Young Pope anche Il Miracolo ha ambizioni internazionali, non per caso tra i produttori della serie c’è la francese Artè.

Allo stesso modo, di rimando in rimando, il brano di Jimmy Fontana porta dritto al cinema che spesso con il giusto pezzo di repertorio si gioca l’asso: Virzì, Muccino ma anche Mainetti con Lo chiamavano Jeeg Robot, solo tra i più recenti. Perché proprio Il mondo qui?
Il mondo è una delle canzoni più belle della musica italiana e Niccolò aveva già pensato a questo brano in fase di scrittura. La scelta del pezzo pop di impatto è una caratteristica del cinema italiano: tutti i grandi film come Il sorpasso, Io la conoscevo bene, La voglia matta contengono canzoni immortali (Modugno, Mina, Gino Paoli) e colonne sonore composte da giganti come Ortolani, Piccioni e Morricone.

Oltre che grandissimo intenditore di musica, segui anche le serie tv?
Amo molto il linguaggio delle serie TV e seguo con attenzione le varie uscite internazionali. Ovviamente le mie preferite sono le classiche Breaking Bad, Mad Men, The Leftovers, Better Call Saul, per citare le più famose che, peraltro, hanno colonne sonore da urlo. Per quello che riguarda l’utilizzo dei brani di repertorio la mia preferita è senz’altro Fargo, specialmente la terza stagione, dove ogni brano utilizzato ti lascia a bocca aperta: mi viene in mente soprattutto l’introduzione del quarto episodio quando viene utilizzato Pierino e il Lupo di Sergei Prokofiev per descrivere i principali personaggi della serie associando a ciascuno di loro uno strumento musicale. Ho da poco terminato di vedere The Terror che ho trovato molto bella, zeppa di citazioni letterarie e cinematografiche e scritta in maniera eccellente.

E invece Ammaniti che tipo di ascoltatore è?
Ho collaborato con Niccolò anni fa per un progetto realizzato a Palazzo delle Esposizioni di Roma: fin da allora abbiamo condiviso la grande, comune, passione per la musica, ascoltandone moltissima insieme e confrontandoci sulla composizione della colonna sonora. Quando lo scorso maggio ho ricevuto la sua telefonata, sono stato felicissimo di poter condividere nuovamente un pezzetto di strada insieme proprio perché Niccolò è un ascoltatore onnivoro e famelico di musica come lo sono io. La musica lo accompagna sempre durante la scrittura dei suoi libri e spazia, senza pregiudizi, tra quella “colta” e quella pop. In più, nel suo studio, ha un impianto hi-fi pazzesco con delle casse auto-costruite che rendono sublime il piacere dell’ascolto.

 

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