Chrysta Bell

È tra i 217 nomi reclutati nel cast della terza serie di "Twin Peaks", nei panni dell'agente Tammy Preston, ma collabora con Lynch anche in campo musicale. L'abbiamo contattata poco prima dell'uscita del suo ultimo album, "We Dissolve", e del suo passaggio in Italia. Qui l'intervista integrale.
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Dicci qualcosa sul tuo coinvolgimento nella nuova stagione di Twin Peaks.
Sono ancora in soggezione nell’esserne parte. È difficile credere che non sia soltanto un sogno. Ciascuna persona che ho incontrato, partecipe della creazione della terza serie, si sentiva estremamente fortunata. C’erano una riverenza e un senso di meraviglia condivisi da tutti perché è uno show talmente venerato e amato…

Il tuo primo album, This Train, era prodotto da David Lynch, che ne aveva scritto anche i testi, dopo che avevate già lavorato assieme alla colonna sonora di INLAND EMPIRE. Anche l’EP Somewhere In The Nowhere, del 2016, è stato in parte composto e prodotto da lui. Come è avvenuto il vostro incontro?
Ci siamo conosciuti tramite un agente a conoscenza del fatto che David amava fare musica ed era aperto a possibili collaboratori. Questo agente ha avuto l’intuizione che ci saremmo potuto connettere artisticamente. La sua intuizione era azzeccata: siamo in sintonia con il blues e abbiamo scritto la nostra prima canzone il giorno stesso in cui ci siamo incontrati.

Infatti alcuni dei tuoi brani, quelli più eterei, richiamano proprio Julee Cruise (colei che ha cantato Falling e altri pezzi della colonna sonora di Twin Peaks, NdR), ma in generale li definirei “dark electro-blues”: che ne pensi?
Mi piace!

Che tipo di esperienza è collaborare con Lynch?
Quando io e David facciamo musica, l’intenzione è invocare uno stato d’animo, un sentimento. Ci comunichiamo a vicenda il mood che spereremmo di creare e poi ci prepariamo per cercare di arrivarci. Lavorare con lui è fantastico perché sa quando siamo in pista o fuori pista, e mi spiega come aggiustare la rotta in modo da raggiungere i nostri obiettivi. Mentre compongo le melodie per le canzoni, cerco spesso la sua guida per capire se sono vicina alla meta o se sto vagando nel buio. Lui mi indirizza gentilmente con aneddoti e critiche costruttive, talvolta mi suggerisce di prendermi del tempo e ricentrarmi. È ovviamente un “marvellous director”, ma il suo dono è più profondo del dirti semplicemente cosa fare: trova la maniera per permetterti di raggiungere nuove vette.

Tua madre era una cantante e i tuoi genitori ti hanno introdotta alla musica, ma quando è scattata di preciso dentro di te l’esigenza di esprimerti attraverso le canzoni?
Il mio desiderio di essere una cantante deriva dall’euforia che provo a stare sul palcoscenico. Non c’è niente di simile per me. Mi sono sempre sentita vulnerabile ma del tutto potente quando ero lassù. Perché potevo cantare ed ero appassionata al riguardo. C’è stata una naturale progressione nello scrivere, registrare e poi eventualmente eseguire la musica dal vivo, che per me resta la parte più soddisfacente.

Come ti destreggi attualmente tra musica, recitazione e moda?
Mi concentro sulla musica e lascio che il resto mi trovi.

Oltre all’anno del ritorno di Twin Peaks, il 2017 è anche l’anno del tuo secondo album, We Dissolve (uscito lo scorso 9 giugno, NdR), prodotto da John Parish con ospiti del calibro di Adrian Utley dei Portishead e Stephen O’Malley dei Sunn O))). Cosa ci puoi rivelare al riguardo?
Ho scelto John perché sono fan delle sue produzioni, che mi affascinano per purezza e ruvidità, e sentivo che aveva le qualità perfette per dare un seguito ai miei precedenti lavori con David. John ha molto gusto ed è premuroso in quel che fa, oltre a essere una persona divertente. Sa non sopraffare una canzone e come supportare un gran pezzo con ciò di cui ha esattamente bisogno. In studio si ha sempre la tentazione di aggiungere strati su strati perché si hanno a disposizione tempo e grandi musicisti, ma per sapere quando fermarsi per lasciar respirare un brano ci vogliono esperienza e moderazione. Credo che l’album sia venuto bene.

 

IN ITALIA
13 luglio 2017 – Rocca di Carmignano, Carmignano (Prato)

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