Cristallo

La trasparenza del nero

Con l’omonimo EP del loro nuovo progetto, sempre avvolgente ma maggiormente elettronico, Francesca Pizzo e Angelo Casarrubia – ovvero, i Melampus – risplendono in veste inedita, in lingua italiana. Roba preziosa.
CRISTALLO - Se i Melampus risplendono in italiano

Cristallo 

(chim., min.) aggregazione di atomi o molecole allo stato solido secondo una precisa struttura interna, che determina all’esterno una forma poliedrica.

Cristallo è il nuovo progetto nato dall’unione di Francesca Pizzo e Angelo “Gelo” Casarrubia, già fianco a fianco nei Melampus. La prima alla voce e al basso, il secondo diviso tra chitarra, synth, sample e percussioni. Dalla mitologia greca, dal nome di “colui che ha un piede nero” alla mineralogia, insomma. Che – tradotto in musica – sta a significare lo slittamento dalla dark wave di tre album ottimi e personali, magicamente misteriosi (Ode Road, N. 7 ed Hexagon Garden, pubblicati tra 2012 e 2015), a un songwriting atmosferico, moderno eppure atemporale. Che – tradotto in parole – segna il passaggio dalla lingua inglese a quella italiana. Tratti comuni denominatori, il minimalismo, OK, ma soprattutto una classe che oggidì è sempre più raro riscontrare.

 

Cristallo

(lett.) corpo lucente; astro.

Il biglietto da visita, in attesa di ulteriori sviluppi, si materializza in un EP omonimo di quattro brani, stampato dalla cordata di etichette formata da Asteria, Khalisa e Cane Nero Dischi. Incise nello studio casalingo del duo durante l’estate 2017, Eco (un clarinetto baritono ad accompagnare le scansioni dei battiti sintetici, mentre il ricamo raffinato delle corde elettriche sconfina in distorsione nell’ossessività narcotica del ritornello), Primavera (groove dark che striscia con charme Essaie Pas su ugge Bad Seeds), Tutto passa (l’austerità di un post-punk che si ibrida con un dream pop dalle ritmiche xx) e Come pioggia (il fascino dei cinematici intarsi strumentali che si sposa alla perfezione con un canto evocativo per quanto sempre estremamente chiaro, deciso) si lasciano scoprire poco a poco e conquistano con stile. L’ascolto si rivela così, naturalmente, brillante.  

Come è avvenuto l’avvicendamento da Melampus a Cristallo, perché, sulla base di quali input e obiettivi artistici?
La nascita di Cristallo è avvenuta quasi senza accorgercene, per una lunga serie di motivi, tra cui il principale era la volontà di provare a scrivere pezzi in italiano. Molte volte ci è capitato di sentirci chiedere cosa significassero i testi in Melampus, e stava diventando difficile ripetere sempre che ogni brano è liberamente interpretabile dall’ascoltatore del caso. Poi ci fu l’episodio saliente di un amico musicista che dopo un concerto ci disse “Quello che fate voi, in lingua italiana non lo fa nessuno”. E così abbiamo colto la sfida.

Ho molto apprezzato il fatto della seconda identità creata ex novo: questo significa che i due progetti rimangono attivi e indipendenti, e che quindi i Melampus non sono archiviati?
Esattamente. Ci sono differenze sostanziali tra un progetto e l’altro, e in questo momento non ci sentiamo di chiudere il percorso con Melampus. Chiaramente, riuscire a portare avanti due band distinte è molto delicato quindi capiremo poco per volta come fare.

Di contro, Cristallo si svilupperà oltre, nella direzione live e di un primo album? Mi pare di capire che non si tratta solo di un’uscita a latere…
Con l’uscita dell’EP l’idea è quella di cominciare a girare dal vivo appena possibile. Ma, sì: ci sarà un disco sul quale stiamo già lavorando, anche se è ancora presto per immaginare quando sarà pronto. E con esso il conseguente tour.

Nello specifico, come avete differenziato le due band? Anche se la strumentazione resta più o meno la stessa, Cristallo sembra meno influenzato da rock, new wave, ecc, e teso a un songwriting più elettronico con un sound minimale e contemporaneo… L’attenzione alla forma-canzone c’è comunque sempre stata, e l’inserimento dell’elettronica era già influente in Hexagon Garden. Volevate fare, quindi, un’altra cosa oppure sviluppare ulteriormente un determinato discorso?
Forse volevamo semplicemente divertirci. A modo nostro, certo, visto che le atmosfere restano spesso quelle sospese che ci caratterizzano. Siamo partiti dall’idea di destrutturare al massimo ogni bozza che avevamo registrato, con l’intenzione di creare ambienti sonori capaci di avvolgere, a volte di cristallizzare una data sensazione. Allo stesso tempo abbiamo accantonato una serie di sonorità che a me personalmente andavano strette (è Francesca a parlare, NdR). L’elettronica ci ha dato la libertà di osare, e ne avevamo bisogno.

Cristallo_Orizzontale
Foto: Alessandro Trapezio

E arriviamo appunto alla lingua italiana, la novità principale: come è stato rapportarcisi nello scrivere i testi e nel farla aderire alla musica? Dietro, c’è anche un desiderio di comunicare agli ascoltatori in maniera più diretta?
Iniziare a scrivere in italiano è stato un vero e proprio massacro. Ed è venuto fuori in un momento particolarmente difficile, in cui ci stavamo facendo un sacco di domande. Forse era necessario farci un po’ male cadendo con la faccia a terra e rialzarci parlando una lingua diversa. Il desiderio di comunicare in modo diretto c’è. Anche se alla fine la scrittura per me è sempre la migliore occasione per giocare con allusioni che risultino interpretabili in più modi.

I testi si soffermano su linee di suono, inchiostro, tempo, precipitazioni (reali e dell’animo) con uno spirito di osservazione malinconico, estatico… Sembra che queste canzoni si guardino attorno e facciano esperienza di ogni più piccola manifestazione amplificandone le sensazioni… Ci sono state delle ispirazioni specifiche, nell’arte o nelle passioni di tutti i giorni?
Dovrei rispondere con un puzzle di fotogrammi del nostro quotidiano. Quello attuale ma non solo, visto che le parole di Primavera risalgono a diversi anni fa. Angelo è fotografo e penso che questo condizioni a livello di ricerca estetica il suo suono e la sua sensibilità. Fino a qualche anno fa il mio lavoro principale era quello di artista visiva. Oggi faccio la tatuatrice e certamente tempo e inchiostro giocano un ruolo importante nelle mie giornate. La malinconia è qualcosa con cui dialogo bene e quindi entra nei brani molto spesso.

Tranne alcune eccezioni, la canzone italiana – intendo proprio quella in italiano – non sta vivendo un gran bel momento qualitativo, visto che dall’underground compiono lo scatto verso una certa visibilità soprattutto proposte ormai quasi in serie orientate a soluzioni banali e furbette. C’è qualcuno che vi piace parecchio attualmente? Ascoltando il vostro EP, pur con tutte le differenze del caso e un maggior tasso noir, mi è venuta in mente la stessa eleganza attitudinale di certi Baustelle o degli WOW…
Ascoltando alcuni artisti “underground” particolarmente di moda oggi, ci sarebbe da chiedersi di chi sia la responsabilità. Delle etichette? Del pubblico? Del momento storico che stiamo vivendo o dei musicisti stessi? Oggi ci piacciono molto La Rappresentante di Lista, IOSONOUNCANE, Giovanni Truppi e Angelo Sicurella. Artisti diversissimi tra loro ma con personalità da vendere e una dose di libertà che sarebbe bello avessero tutti. Nell’attitudine degli WOW ritroviamo qualcosa anche noi. Per quanto riguarda i Baustelle vorrei un giorno arrivare ad avere una simile capacità a livello di scrittura, ma come dicevo l’italiano è una continua sfida.

Dato che per adesso abbiamo ascoltato solo quattro pezzi, commenteresti brevemente ciascuno di essi?
Eco è la liberazione dalla memoria. È la possibilità, in date circostanze, di dimenticare qualcosa. Non sappiamo cosa perché, appunto, l’abbiamo dimenticato. Primavera è un novembre malconcio e travestito, una specie di demone che vuole convincerci a confessare qualcosa che forse in realtà non abbiamo fatto. Tutto passa è un tunnel comunicativo tra te e l’altro, in cui la sola via d’uscita risulta l’isolamento. Un felice isolamento. Come pioggia è un piccolo universo di gocce che cadono in un bicchiere (di Cristallo) e ci fanno addormentare sereni.

A livello di atmosfere dal nero vi siete via via aperti, se non a una vera e propria luminosità, diciamo a una trasparenza, intrinseca del resto al progetto. In questo Cristallo è speculare a Melampus? Oppure semplicemente parallelo?
Ancora non lo sappiamo… Cristallo è nato da così poco che anche noi dobbiamo ancora capirne le particolarità. Penso ci vorrà qualche tempo per farsi un’idea chiara. Tra i cristalli si trovano sia il quarzo ialino (trasparente) che l’onice (nero opaco)… forse Cristallo può essere entrambi.

 

 

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