Erlend Øye

Voglio solo ballare!

La metà dei Kings Of Convenience, chiusa la formazione dei The Withest Boy Alive, si cimenta nel secondo album “Legao”, che segna una decisiva svolta reggae.
Erlend Øye
Il nuovo disco, il reggae, Siracusa e i Kings Of Convenience

Lo raggiungiamo via telefono a Siracusa, in Sicilia, dove vive da anni con sua mamma e alcuni amici. Cosmopolita, viaggiatore incallito, grande amante della musica italiana, si è aperto in un’intervista fiume, raccontandoci dettagli della sua vita artistica e sentimentale. Ci ha fatto ridere e a tratti quasi piangere, a rispecchiare le due anime che convivono in lui. Ladies and gentlemen, Mister Øye!

Erlend, hai lavorato con Kings Of Convenience e The Whitest Boy Alive, e adesso arriva il tuo secondo disco da solista, Legao. Hai fondato la Bubbles Records, hai collaborato all’organizzazione del Traena Music Festival. Sembra che tu faccia tutto con grande naturalezza ed estrema facilità. Qual è il tuo prossimo obiettivo?
Beh, non è così facile come sembra. La realtà è che è sempre piuttosto difficile ma passo molto tempo su tutto quello che faccio e mi concentro molto, così a volte va bene. Il mio prossimo obiettivo? Vorrei imparare a guidare una macchina, sarebbe molto utile qui a Siracusa!  (ride, NdR).

Legao è il titolo del nuovo album e Garota quello del singolo, tutte e due parole brasiliane. Come mai questa scelta, hai un particolare legame col Brasile?
Sì, forse sono stato ispirato dal tempo che ho passato lì. Legao è una parola che mi piace molto, non si scrive così, è solo il modo in cui viene pronunciata. Non mi interessava che fosse corretta. Si dovrebbe scrivere “legal” come la parola inglese, ma la pronuncia è “legao”.

Al video di Garota ha partecipato anche la musicista e attrice coreana Ha-na Lee: come vi siete conosciuti?
L’ho conosciuta in un aeroporto ad Amsterdam nel 2009. Stavamo andando nello stesso posto, Bergen (la città natale di Erlend, NdR). Lei non sapeva bene l’inglese. È venuta da me e mi ha chiesto “Posso stare un po’ qui con te?“. Io non avevo niente da fare, stavo aspettando il mio aereo e così ho detto di sì. Le ho chiesto “Stai andando a Bergen?” e lei ha risposto ““. E io le ho domandato “Perché stai andando a Bergen?” e lei: “Per il tuo concerto“.

Sembra l’inizio di una bellissima storia d’amore!
All’inizio mi sembrava una specie di fanatica, una stalker! Una che non ha una vita propria, che gira il mondo viaggiando sola perché la band è tutto per lei. Questa è stata la mia prima impressione. Dato che non parlava bene l’inglese, facevo fatica a capire che tipo di persona fosse realmente. Quando siamo arrivati a Bergen, mio fratello è venuto a prendermi. Abbiamo dato un passaggio ad Ha-Na in città, e le ho scritto un bigliettino con tutti i posti dove andare a Bergen, tipo i luoghi per ascoltare musica. I giorni successivi ci siamo incontrati varie volte e sembrava che lei si divertisse. Due anni dopo, ero in Corea con i Kings Of Convenience e al concerto c’erano duemila persone. Dopo lo show venne da me il promoter e mi disse “Ci sono degli attori coreani molto famosi che vogliono salutarti“. E una di loro era lei! Così capii che non era pazza, che era una famosa attrice venuta in Europa per fare un’esperienza, a cui piaceva la mia band ed era venuta a Bergen per sentirci suonare (ride molto, NdR).

E quindi poi le hai chiesto di partecipare al video di Garota?
Ogni volta che vado in Corea, di solito una volta all’anno, ci rivediamo. L’ultima volta mi è venuta l’idea di chiedere aiuto a lei per il video. La cosa cool è che anche lei è una musicista, quindi la storia raccontata nel video è molto vicina alla realtà. Aveva proprio un concerto il giorno che abbiamo girato e poi è venuta al mio show. Dunque è stata necessaria poca recitazione da parte di entrambi.

Quindi il video è basato su una storia vera?
Direi che è vera all’80 percento (ride, NdR).

BUBBLESCD005La copertina del tuo disco è particolare, mi piace molto! Potresti raccontarci chi sono i personaggi intorno alla tua faccia?
C’è “Sigghi” (Sigurður Halldór Guðmundsson, NdR) della band Hjalmar, che ha suonato le tastiere nel disco; poi ci sono Ha-Na e Marcin Oz, il bassista dei The Whitest Boy Alive che ha fondato la Bubbles con me e vive anche lui a Siracusa. I paesaggi sono in parte dell’Islanda, in parte della Sicilia. Il vulcano e l’iceberg sono islandesi, invece i delfini sono di Siracusa.

Possiamo dire che l’album è decisamente reggae. Non sapevo tu fossi un fan di questo genere…
Volevo fare proprio un album reggae! Quasi tutte le canzoni che ho scritto sono canzoni molto lente, ma questa volta volevo fare canzoni per ballare. E l’unico modo per farlo era con il reggae! Spesso si fanno dei remix di tracce lente e sono terribili. A me piace ballare.

Lo so, lo so! Ti ho visto ballare sempre ai tuoi concerti. Forse mi sbaglio ma penso che tu abbia due anime: una piena di gioia e divertimento, mentre l’altra un po’ triste e malinconica. Lo avverto anche in Legao. È giusto?
Sì, ma credo che per tutti ci siano due anime, una allegra e una triste. Come potrebbe esserci la gioia se non c’è anche la tristezza?

Hai prodotto ben due dischi dei Kakkmaddafakka, che come te sono nati a Bergen. La scena norvegese mi sembra  varia e ricca: cosa dovremmo conoscere?
Penso che la migliore musica norvegese venga proprio da Bergen. C’è un sacco di musica norvegese che non mi piace perché è falsa. È un tipo di musica triste a cui non credo. Ci sono tante band con cantanti femminili e non credo in loro. Ma il punto è che adesso c’è tantissima musica ovunque, quindi c’è musica bella e anche brutta ovviamente. I Kakkmaddafakka sono una band molto particolare, anche se ai media norvegesi non piacciono. Non sono molto popolari in Norvegia e questo è un buon segno perché vuol dire che possono diventare famosi oltreconfine. In Italia c’è una situazione simile, ci sono molte band che possono piacere solo agli italiani e anche molte band che assomigliano ad altre più famose, per esempio versioni italiane di band americane.

Durante i tuoi concerti fai spesso cover di pezzi italiani. Quali sono i tuoi musicisti italiani preferiti?
In Italia c’è tanta musica che mi piace, la musica che preferisco è quella del passato. Negli anni ’80 c’è stato del buon rock. Mi piace ovviamente anche la musica degli anni ‘60 e ‘70 perché è molto melodica. Trovo che la lingua italiana sia davvero una lingua bellissima.

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So che hai preso delle lezioni di italiano per cantare il brano La prima estate, a che punto sei?
Nooo, ho seguito solo due settimane con un’insegnante italiana. La mia lezione preferita è imparare le canzoni italiane. È così che ho imparato la lingua. Per scrivere La prima estate ho dovuto fare ai miei amici tantissime domande e così qualcosa ho appreso.

Scriverai altri pezzi in italiano? Ho letto che forse farai un intero album di canzoni nella nostra lingua, è vero?
Mi piacerebbe molto registrare altre canzoni in italiano, ma ci vorrà ancora del tempo. Adesso mi sono dovuto fermare per Legao. Ma sicuramente continuerò a scrivere in italiano e prima o poi finirò l’album. Spero di farcela!

Tutti sanno che hai una casa a Siracusa, ma com’è nato il tuo amore per questi luoghi?
Nel 2008 sono venuto a Siracusa con mia mamma perché lei aveva sentito da qualcuno che era un bel posto. Il primo giorno abbiamo conosciuto molte persone in un bar e queste persone sono ancora oggi mie amiche.

Come mai è finito il progetto The Whitest Boy Alive? E farai altri dischi con i Kings Of Convenience?
È stato soprattutto un problema di tempo. Durante gli ultimi otto anni sono andato avanti e indietro fra The Whitest Boy Alive e Kings Of Convenience, ed era molto stancante per me.  È diventato sempre più difficile suonare con The Whitest Boy Alive. Le persone della band sono invecchiate, la collaborazione è diminuita e sono aumentati i litigi.  Per questo ci siamo sciolti, ma posso dirti che vorrei fare un altro album con i Kings Of Convenience.

Verrai in concerto a novembre in Italia.
Il 4 sarò a Roma, il 5 a Bologna e il 6 a Milano. Suonerò anche con il gruppo napoletano Fitness Forever. Sentiti Laura, è il mio pezzo preferito. Apriranno loro le date del tour europeo e alla fine del concerto suonerò ancora un po’ con loro. Ci saranno undici persone sul  palco. Abbiamo già fatto una data insieme l’estate scorsa a Roma, a Villa Ada, ed è stato bellissimo!

 

In Italia

04 novembre 2014, Roma, VENUE TBC
05 novembre 2014, Bologna, Teatro Antoniano
06 novembre 2014, Milano, Fabrique

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