J.C. Satàn

Bordate psych-pop

Tra ballate agrodolci e incursioni noise, la band italo-francese si sta ritagliando uno spazio sempre più importante sulla scena rock europea. In vista delle imminenti date italiane, abbiamo scambiato due chiacchiere.
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I J.C. Satàn sono una delle più belle realtà della scena rock europea degli ultimi anni. La formazione franco-italiana composta da Arthur, Paula, Dorian, Ali e Romain ha all’attivo quattro album, l’ultimo dei quali – l’omonimo J.C. Satàn dello scorso anno – raccoglie e sviluppa le diverse anime musicali del combo: gusto per la melodia, bordate rock di scuola Sonic Youth, trame psych. In vista delle prossime date italiane, abbiamo rivolto alcune domande alla cantante Paula.

 

La prima cosa che mi ha colpito, ancora prima di schiacciare “play”, è ovviamente il nome: come è nato?
C’è poco da dire. È nato senza pensarci troppo, quando il gruppo non esisteva ancora e non pensavamo di fare più di quattro canzoni. Io ho detto “chiamiamoci Satan”, e così è stato. Dopo il primo 7” (uscito per l’italiana Shit Music For Shit People), mi sono resa conto che cercare “Satan” su Google era impossibile, quindi ho deciso di aggiungerci J.C., come Jean Claude, Juan Carlos o Jesus Christ.

 

Nel nuovo, omonimo album si alternano bordate noise-rock e momenti pop. Come conciliate il vostro lato più ruvido con quello maggiormente melodico, e quale – secondo voi – tende ad avere il sopravvento sull’altro? E come nascono le vostre canzoni?
Da sempre abbiamo fatto canzoni più violente e ballate, nei nostri dischi. Lo facciamo perché è quello che ci piace fare: ci piacciono le canzoni d’amore romantiche ma anche l’opposto. Come in tutti, in noi risiede l’interesse per cose estreme l’una all’altra. Sicuramente nei live ha sopravvento il lato più noisy e ruvido, perché vogliamo che il concerto sia un’esperienza da cui uscire completamente sudati e coi lividi se possibile (eheh). Le nostre canzoni nascono da Arthur (chitarra, canto): lui compone tutta la parte strumentale e poi, una volta praticamente finite, me le fa ascoltare e io ci aggiungo le parole e la melodia. Perché sia più semplice per me comporre qualcosa di più o meno interessante, scrivo una mini-storia in italiano e poi cerco di dare un senso più musicale in inglese.

 

Sempre a proposito di sonorità abbastanza lontane tra loro: quali sono gli artisti che vi hanno ispirato, o comunque quelli con cui siete cresciuti?
Arthur parla sempre dei Beatles o delle Desert Sessions, io spesso cito Pixies, Sonic Youth o i gruppi della Motown come Ronettes e Supremes. Sono cresciuta con le cassette di Maria Elena Walsh, coi video di MTV a fine anni ’90, poi con i concerti punk-hardcore negli squat torinesi e verso il 2005 mi sono più interessata ai gruppi “garage” di oggi, In The Red, Slovenly e compagnia varia.

 

Avete girato l’Europa e siete stati in tour anche in America. Com’è andata di là dall’Atlantico, e avete notato differenze sostanziali nell’organizzazione dei locali e nella risposta del pubblico?
È  riconosciuto che le condizioni negli USA non siano come quelle qui in Europa, motivo per cui tutti i gruppi americani vengono dalle nostre parti un paio di volte l’anno. Qui sei pagato più o meno correttamente, hai da mangiare, hai da dormire. In America come in Inghilterra il booker o l’organizzatore della serata si presenta cinque minuti prima del concerto e se ne sparisce subito dopo, non gli importa se hai bisogno di un posto dove dormire e se hai mangiato e generalmente sei pagato in base all’affluenza. Detto questo, a noi è andata benissimo! Abbiamo incontrato gente veramente in gamba, i gruppi locali hanno sempre deciso di darci tutto l’incasso della serata e spesso siamo stati ospitati o abbiamo trovato dei motel economici. Abbiamo quasi sempre suonato con gruppi di amici (King Dude, LAMPS, Ty Segall, Grave Babies, Meatbodies) e il pubblico ha reagito bene. Ci sono state soltanto due serate un po’ meno gloriose, ma è normale così.

 

IN ITALIA:

27 Febbraio – Firenze, Flog – Annibale Night

28 Febbraio – Pesaro, Stazione Gauss

29 Febbraio – Dueville (Vi), Viaroma 17

1 Marzo – Venezia, Spazio Aereo

2 Marzo – Fontanafredda (PN), Astro Club

3 Marzo – Milano, Lo Fi

4 Marzo – Torino, Spazio 211

5 Marzo – Ravenna, Bronson

 

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