Junkfood

Il terrore e l'incanto

Un titolo che rimanda al verso conclusivo del “Novembre” di Giovanni Pascoli, un album dal carattere oscuro e magmatico, capace di trasformare il rigore geometrico in dilatate istanze post-rock. In anteprima un video per i lettori del Mucchio.
7320

The Cold Summer Of The Dead è una delle opere più interessanti di questo primo scorcio di 2014 italiano. E, allo stesso tempo, i Junkfood si stagliano come una delle assolute rivelazioni della scena tricolore: abili strumentisti, certo, ma anche insospettabili registi di una trama sonora tanto estroversa quanto impeccabile. In vista della loro performance al “Primavera Sound” di Barcellona, cogliamo l’occasione per addentrarci ulteriormente nel loro mondo.

The Cold Summer Of The Dead sembra essere un collage di momenti diversi tra loro che fluiscono perfettamente come in un unico moto: verrebbe da pensare a una scrittura corale. È così? Come è stato realizzato il disco?
Generalmente partiamo da composizioni dei singoli membri per affrontare il processo di arrangiamento in modo collettivo, squadernando i brani e rimaneggiando gli elementi anche pesantemente. Nell’ottica del disco, questo è stato fatto non solo all’interno delle singole composizioni ma rispetto all’intera economia dell’album, concependone i momenti come capitoli di un’unica narrazione, armonizzandoli tra loro e scrivendo appositi link tra un pezzo e l’altro, ove ritenuto necessario.

Parlavamo di “momenti”, ma forse dovremmo definirli stati d’animo che coprono uno spettro molto ampio, a grandi linee dall’angoscia alla redenzione. Qual è la chiave di lettura di questo album, e qual è secondo voi il sentimento predominante?
Potrebbe essere visto come il ciclo di vita di un organismo senziente e autocosciente, quale potrebbe benissimo essere l’uomo. I sentimenti predominanti sono probabilmente l’inquietudine e l’angoscia derivanti dalla condizione di gettatezza tipica dell’esistenza: la rabbia, la frustrazione e la tristezza conseguenti la condizione umana. Ma anche lo stupore per i brevi e fugaci momenti in cui l’ordine delle cose sembra rivelarsi, salvo poi svanire altrettanto rapidamente come sabbia tra le dita. Potremmo definirlo una corda tesa tra il terrore e l’incanto. Ovviamente, trattandosi di musica strumentale, ci sono margini interpretativi molto ampi

Come nasce la collaborazione con il produttore Tommaso Colliva? E il sodalizio con Simona Gretchen?
Conosciamo Tommaso ormai da un po’ di anni. Paolo, il nostro trombettista, collabora stabilmente con i Calibro 35 in studio e per alcuni eventi “speciali” come il bellissimo “Indagine sul cinema del brivido in Italia” dell’anno scorso. Quando si è trattato di scegliere un produttore, abbiamo subito pensato a lui. Con nostra grande gioia ha accettato con entusiasmo: il disco suona magnificamente ed è venuto esattamente come volevamo che fosse. Per quanto riguarda Simona, essendo concittadina di due di noi, i rapporti sono ancora più stretti: è sempre stata una grande sostenitrice del progetto e ha espresso l’interesse di partecipare attivamente dai tempi della fondazione di Blinde Proteus. È sembrato a tutti che l’album avrebbe avuto un sua ragion d’essere all’interno del catalogo di Blinde, che potremmo tranquillamente definire crepuscolare.

Quali sono state le fonti di ispirazioni musicali e letterarie alla base dell’opera? Una la conosciamo già, Giovanni Pascoli.
A parte il già citato Pascoli, citeremmo anche Nietzsche, quantomeno per la struttura ellittica dell’album. In particolare, i titoli della prima e dell’ultima traccia (In e In Circles) si riferiscono esplicitamente alla sua concezione circolare del tempo e all’eterno ritorno all’uguale. E un po’ tutto il Novecento, che di certe riflessioni è figlio. Discutendone, ci è sembrato – a ragione o a torto – di parlare di autori diversi ma di percorrere uno stesso filo rosso con coordinate temporali ben definite e una spiccata direzionalità e consequenzialità. Dal punto di vista strettamente musicale le influenze sono, come al solito, molteplici. Si va dal post-rock al metal più sperimentale, alla dark ambient, all’avant jazz. Non riusciamo a citare un artista o un disco in particolare, abbiamo cercato di restituire una visione personale e speriamo di esserci riusciti.

Come suoneranno i Junkfood in versione live?
I Junkfood live suoneranno esattamente come su disco, al netto degli aspetti improvvisativi della nostra musica. È uno degli assiomi base di questo progetto, ed è il motivo per cui questo album – come il precedente – è stato registrato in presa diretta. Non ci piace l’idea di documentare qualcosa che nella realtà sarà diverso. Ci sono artisti che fanno cose meravigliose utilizzando le potenzialità di uno studio di registrazione fino alle estreme conseguenze, ma noi siamo in primo luogo una live band e vogliamo che i nostri dischi siano un’istantanea – la migliore possibile in termini di qualità – di quello che siamo dal vivo. E cercheremo di dimostrarvelo: il tour parte l’8 di marzo e toccherà le principali città italiane per sfociare nella settimana del “Primavera Sound Festival 2014” di Barcellona. Gli interessati troveranno tutte le date e i dettagli all’interno del nostro sito o sui social network in cui siamo presenti.

 

IN TOUR

8/03 Cesena, Magazzino Parallelo

9/03 Senigallia (AN), Gratis Club

13/03 Montichiari (BS), B-Rain

14/03 Bologna, TPO – Enolibrì

15/03 Milano, 75 beat

27/03 Torino, Spazio 211

28/03 Rimini, Velvet

29/03 Faenza (RA), Clandestino

3/04 Roma, Circolo degli Artisti

)

Commenti

Altri contenuti Musica
jeff-buckley

Tutto per una canzone

Musicista per Casio

Ho un ricordo di me che ascolto questa canzone e la amo nel 1994; ho un ricordo...
GettyImages-885676404_gorillaz_1000-920x584

Gorillaz

Lucca, 12 luglio 2018

Al Lucca Summer Festival l'unica tappa in Italia dei Gorillaz.
Yakamoto Kotzuga_intervista

Yakamoto Kotzuga

Il fascino della dissolvenza

Il secondo album "Slowly Fading", la partecipazione alla prossima Red Bull Music Academy: parliamo con il giovane...
Pink Floyd_accadeva 50 anni fa

Pink Floyd

L'esercito della Salvezza racconta

Nell’estate di 50 anni fa Syd Barrett si congedava dai Pink Floyd con una canzone folle nata...
Efrim Manuel Menuck_intervista

Efrim Manuel Menuck

Il fondatore dei Godspeed You! Black Emperor affronta la sua carriera a cerchi concentrici: dalla solitudine del...
Eleanor Friedberger_intervista

Eleanor Friedberger

In viaggio con l’ex Fiery Furnaces, inconfondibile songwriter al quarto album con "Rebound". Dagli U.S.A. alla Grecia,...
Cat Power_Ode a Chan Marshall

Cat Power

Ode a Chan Marshall


“A volte ricordo che il pubblico è lì davanti e vado nel panico. Allora mi dico: forza,...
100x140-PRINT-CONTORNO.indd

TRI-P

Musica indisciplinata

Dalla rivelazione Moses Sumney ad un veterano come Mark Lanegan, ce n’è per tutti i gusti in...
Medimex 2018_Cartolina da Taranto

Medimex 2018

Cartolina da Taranto

Da giovedì 7 giugno a domenica 10 giugno siamo volati al Medimex, evento Puglia Sounds,...
breeders 1

The Breeders

@Cortile Castello Estense, Ferrara (05/06/2018)

Prima data italiana, in assoluto, per la celebre band delle sorelle Deal, a inaugurare la 23esima edizione...
Yorke Firenze

Thom Yorke (+ Oliver Coates)

@Teatro Verdi, Firenze (28/05/2018)

Prima data del nuovo tour europeo da solista, per il leader dei Radiohead, con il violoncellista Oliver...
Bruno Belissimo_intervista

Bruno Belissimo

Il party del musicista italo-canadese entra nel vivo con il secondo album “Ghetto Falsetto”, all’insegna della disco...
The Breeders_intervista

The Breeders

Icona indie rock, assente di lusso nel nuovo corso discografico dei Pixies, Kim Deal ritorna alla sua...
Greil Marcus racconta Lester Bangs

Lester Bangs

Greil Marcus ricorda l'amico e collega

35 anni fa moriva Lester Bangs. Ce lo racconta il critico rock Greil Marcus, suo amico e...
Downtown Boys_intervista

Downtown Boys

Lottare per la libertà

Spirito DIY, dinamismo a mille, ritornelli killer sparati a pieni polmoni, contenuti di protesta per un mix...