Neko Case

Amore e guerra

Voce inconfondibile e un sempre maggior desiderio di comunicare per Neko Case, che in occasione del suo sesto album assesta carezze pop, ganci rock e ricordi folk, chiama vari amici a collaborare e vizia l’ascoltatore con piacevolissime melodie. Senza mai arrendersi.
Neko Case
Amore e guerra

L’interminabile titolo The Worse Things Get, The Harder I Fight, The Harder I Fight, The More I Love You esprime il desiderio di combattere e amare a dispetto delle difficoltà. Sembrerebbe, insomma, che la passionalità sia la principale fonte di ispirazione.
È una sensazione di “sopravvivenza con dignità”. Stavolta non avevo molta scelta su ciò che avrei scritto, dato che stavo attraversando un paio di anni davvero depressi… Roba tipica degli adulti: la perdita della famiglia, la necessità di affrontare il dolore… Niente che tutte le persone non debbano affrontare, ma non riconoscere me stessa per la prima volta è stato davvero spaventoso.

Nel corso degli anni hai attualizzato l’approccio alla materia folk.
A essere onesta non ho mai realmente compreso il termine “folk”. Possiedo soltanto alcune nozioni generali sul suo significato… Non che mi dispiaccia essere considerata “folk”, ma ho sempre pensato me stessa semplicemente come una musicista “homemade”, sin da quando sono arrivata in delle rock band grazie alla scuola d’arte… Ma forse è esattamente ciò che si intende, no?

Dopo il successo di Middle Cyclone del 2009, il tuo percorso si è fatto via via più accessibile. Quanto è importante comunicare con gli ascoltatori?
È sempre stato molto importante, ma non ho preso una decisione consapevole nell’essere “più” immediata. Mi sono semplicemente ritrovata con parecchi ritornelli nel disco. Detto questo, non mi freno nel fare cose strambe durante il processo di registrazione né mi preoccupo di suonare accessibile, ma penso costantemente a “confortare” e supportare il mio pubblico.

Come componi le tue canzoni?
Si tratta sempre di un collage. I testi qui, la melodia là. Mai tutto in una volta. Compilo scarti, realizzo demo e poi trascorro qualche mese focalizzandomi a mettere insieme i pezzi con la band.

The Worse Things Get, The Harder I Fight… è uno dei tuoi lavori più vari, tra sonorità acustiche ed elettriche. Come hai messo insieme i vari ingredienti?
Sono ancora troppo coinvolta per fornire una buona testimonianza su “come” è avvenuto. È come se avessi lasciato lo studio con le orecchie bruciate. Non in senso cattivo, ma nel senso che è stato stancante.

I tuoi testi sono diretti e a volte sfacciati. Riflettono le tue esperienze o sono frutto dell’immaginazione?
Penso di essere stata più diretta nel nuovo album perché il tutto per una volta tanto riguardava soprattutto me: non che lo volessi, ma come ho già detto è stato inevitabile. Non avevo voglia di fingere e non mi sentivo diversa da qualsiasi altro essere umano. Desideravo che gli ascoltatori percepissero che mi fido di loro così tanto da essere chiaramente onesta.

Tra i brani autografi, spunta una cover di Nico, Afraid. Perché proprio questa scelta?
Avrei voluto inciderla da tempo, ma ho ritenuto che si accordasse finalmente bene con queste nuove canzoni. L’ho fatto per consolare me stessa. Amo l’album Desertshore. È così spoglio, originale e schiacciante.

Non a caso sei un’interprete eccezionale e molto richiesta dai colleghi. Come sta procedendo il rapporto di lunga data con i New Pornographers?
Con i New Pornographers sta andando alla grande! Al momento siamo nella fase di portare a termine nuove registrazioni. Non so ancora, però, quale sarà la data di uscita.

Nel tuo album figurano come ospiti membri degli stessi New Pornographers, di My Morning Jacket, Calexico e Los Lobos, oltre a M. Ward, Howe Gelb e Steve Turner. Come hai messo insieme un simile team?
Stavolta io ho suonato di più la chitarra, ma finisco sempre per apprezzare maggiormente quel che fanno gli altri e chiedo alla gente che stimo di suonare per cui ci sono poche battaglie in salita. Conosco gran parte delle persone in uno “stile familiare” ma a volte sono coraggiosa a sufficienza da coinvolgerne di nuove, ahah!

Di recente hai anche collaborato con Laura Veirs, nel suo nuovo album Warp And Weft.
La adoro, adoro il suo songwriting, la sua voce… l’intero pacchetto! Non ho ancora ascoltato il suo album per intero salvo i brani che abbiamo fatto assieme, ma devo tuttora togliermi Sun Song dalla testa!

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