Ronin

Ciak, si suona

Parliamo con l'eclettico Bruno Dorella di "Adagio furioso", ultimo album dei suoi Ronin, e del relativo tour, ma anche di OvO, Bachi da Pietra e cinema.
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Bruno Dorella ha iniziato a suonare nel 1997 con i Wolfango. Nel 1999 ha fondato la casa discografica Bar La Muerte. Le sue musiche sono state scelte come colonna sonora del mediometraggio Rocca Petrosa di Cosimo Terlizzi, dei film Tu devi essere il lupo di Vittorio Moroni e Vogliamo anche le rose di Alina Marazzi. Suona la batteria negli OvO, con cui ha pubblicato quattro album. Nel 2004 ha fondato insieme a Giovanni Succi il duo Bachi Da Pietra, che ha all’attivo ben cinque lavori in studio. L’inarrestabile Dorella ha passato gli ultimi vent’anni a suonare sui palchi italiani e esteri. È chitarrista e anima dei Ronin e ci presenta il loro ultimo disco, Adagio furioso (recensione sul Mucchio n. 724).

Per Adagio furioso avete cambiato formazione. A te si sono uniti tre musicisti nuovi: Cristian Naldi (chitarra), Diego Pasini (basso) e Matteo Sideri (batteria). Come mai hai preso questa decisione?
In realtà non è stata una mia decisione, io tendenzialmente non caccio nessuno. I Ronin come caratteristica anche insita nel nome hanno quella di essere molto liberi di andare e venire all’interno del gruppo. Ronin è fondamentalmente la band che esegue la musica che scrivo, quindi ovviamente tutti gli altri quando hanno altri progetti da seguire sono liberi di andarsene. In questo caso nel 2012, per l’uscita di Fenice, abbiamo fatto un tour molto lungo e intenso, alla fine del quale gli altri si sono resi conto che non potevano permettersi di usare un anno intero per suonare con i Ronin e non seguire i loro altri impegni. Quindi separarsi è stata una decisione unanime e graduale, molto amichevole. Adesso i componenti della band sono della zona in cui vivo anch’io, quindi anche questo aiuta, mentre prima invece erano più sparsi. Mi ritrovo con tre musicisti giovani, molto preparati ed entusiasti e questa per me è la situazione ideale.

Nel disco ci sono molte collaborazioni: Nicola Manzan (Bologna Violenta), Claudia Muratori, Glauco Salvo (Comaneci), Nicola Ratti e Matt Howden (Sieben) e Francesca Amati alla voce per la bellissima Far Out. Come sono nate?
Ognuna ha un po’ una storia a sé, in alcuni casi mi serviva un elemento, un suono ben preciso, per esempio il flauto traverso di Claudio Muratori. Comunque sono tutte persone che ho conosciuto durante una carriera più che ventennale in giro per i palchi di tutta Italia. Mi viene piuttosto facile: quando mi serve uno strumento o un timbro particolare di voce, so chi chiamare soprattutto se si tratta di uno strumento come il violino e il flauto traverso, che non sono così comuni nel mondo del rock. Alla fine sono una dozzina i musicisti che si muovono tra il mondo della classica e l’ambito rock.

Spesso la tua musica è stata scelta come colonna sonora per film e documentari. Con i Ronin hai anche reinterpretato la colonna sonora di Twin Peaks e rimusicato L’Isola di Kim Ki Duk. Leggendo i titoli di Adagio furioso e poi ascoltando il disco mi sono fatta un viaggio immaginandomi le scene di un film. Se fosse davvero un film, che film sarebbe? Ci hai mai pensato?
Prima di tutto è bellissimo che ti sei fatta un viaggio cinematografico, era il nostro scopo! In passato con un nostro disco che io amo molto, L’ultimo re, avevo tentato di dare una piccola traccia per una pellicola immaginaria, attraverso i titoli che suggerivano un po’ l’idea di un film. La cosa non fu troppo apprezzata, giustamente ognuno voleva farsi il suo di viaggio, quindi stavolta lascerei la faccenda in sospeso. L’unica cosa che ti posso dire è che già dal titolo, Adagio furioso, si capisce che questo è un album di contrasti. Siamo circondati da una realtà liquida, che dà tantissimi input e alo stesso tempo pochissime certezze, e questo ci rende tutti schizofrenici ma è anche bello centrifugare tutte queste influenze e cercare di ottenerne qualcosa di creativo.

C’è un film del passato a cui sei particolarmente legato e per cui magari ti piacerebbe riscrivere la colonna sonora? So che sei un grande appassionato di cinema, che guardi moltissimi film.
Sempre meno di quanto vorrei, perché mi manca il tempo. Suonando circa 650 sere all’anno e avendo anche una moglie che ogni tanto vorrebbe vedermi, in realtà non vado così tanto al cinema, ma cerco di tenermi il più informato possibile magari da casa, senza godermi il grande schermo. Cerco di guardarne più che posso, anche perché sono appassionato soprattutto di musica per il cinema. Un titolo te lo dico perché è un film a cui sono molto legato e che tra l’altro ha una colonna sonora molto bella, per forza perché è un film muto: L’Atalante di Jean Vigo, un grande classico.

Adagio furioso è stato mixato da Tommaso Colliva presso i Toomi Labs di Londra: pensi che questo abbia influito sulle sonorità e aggiunto qualcosa?
Tommaso è una sicurezza sul suono dei Ronin, aveva già mixato il disco precedente. Il suo tocco lo sentivo davvero necessario per questo disco, tanto da sobbarcarmi un viaggio a Londra, nonostante tutti gli studi che ci sono in Italia, proprio per avere lui al mix. Non so se questo si possa avvertire, anche se qualcuno ha parlato di una certa aria londinese. Io sinceramente sono un po’ scettico, sicuramente però in quei giorni che eravamo da soli in studio c’era un clima frizzante, dovuto al fatto di essere in una situazione per lui semi-nuova perché si era trasferito a Londra da poco, per me nuovissima perché era la prima volta che mi fermavo in città per una settimana intera. Quindi è stata sicuramente un’esperienza positiva e diversa dal solito.
Per curiosità, ti posso chiedere che stagione era?
Era fine maggio, inizio giugno scorso.

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Lavori anche con OvO e Bachi da Pietra, anche se con loro suoni “solo” la batteria: come riesci a far stare in piedi questi tre progetti tenendoli sempre ben separati?
È una domanda che effettivamente mi fanno spesso, ma a cui tengo molto. Se si fanno tante cose trovo assolutamente necessario che siano molto diverse tra di loro. Una cosa che non mi piace è chi fa tantissime cose ma ripete sempre se stesso. Ho tre gruppi che sono molto attivi, però il rischio di confondersi o di “impazzire” non c’è. Intanto in uno suono la chitarra e negli altri la batteria, quindi si tratta proprio di uno strumento diverso. Nei Ronin scrivo la musica da solo, negli OvO scrivo la musica insieme all’altra componente del duo, nei Bachi da Pietra suono e basta: a livello di scrittura, mi trovo dunque a essere in ruoli diversi. E infine i generi musicali sono completamente differenti. È più che altro la logistica a essere difficile, ma in questi anni ho sviluppato un sistema paragonabile all’agricoltura. Un campo viene coltivato appieno con il frutto intensivo di quella stagione, uno viene lasciato a maggese cioè a riposo, il terzo invece suona a livello intermedio. Adesso è fuori il disco dei Ronin e quindi suoneremo tantissimo, saremo impegnati fino all’estate e forse oltre, poi uscirà il disco dei Bachi da Pietra e toccherà a loro avere la priorità e così via.

A proposito del tour, aggiungerete delle date magari anche fuori dall’Italia?
Non sono ancora state annunciate la date di gennaio, marzo e aprile. Siamo solo all’inizio del tour e credo che suoneremo fino ad aprile compreso. Ci sarà anche una parte europea prevista nel mese di febbraio, staremo in giro tutto il mese suonando tutte le sere. Faremo un giro dell’Europa continentale, il classico giro che parte dall’Austria, passa un po’ dall’Est Europa e poi torna indietro attraverso Germania, Olanda, Belgio, Francia, Svizzera. Quando faccio un tour europeo di solito il primo giro è quello, poi quando posso aggiungo anche luoghi più esotici o più all’estremo del continente, cerco di coprire più paesi possibile.

 

In tour

3/12 Bologna, Locomotiv Club

5/12 Prato, Controsenso

6/12 Roma, Le Mura

7/12 Loreto (AN), Reasonanz

13/12 Padova, Circolo Mame

20/12 Pesaro, Dalla Cira

21/12 Ravenna, Bronson (con Bombino)

26/12 Acquaviva delle Fonti (BA), Marquee Moon Club

27/12 Fasano (BR), Circolo Arci Eliogabalo

28/12 Molfetta (BA), C.S.O.A. Le Marcerie Baracche Ribelli

29/12 Itri (LT), Muviments Festival, Castello

26/01/2015 Trento, Teatro Sambàpolis

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