Soviet Soviet

Stilettate post-punk

Tra i protagonisti indiscussi della nuova scena indipendente italiana, i pesaresi Soviet Soviet sono portatori di un post-punk dal piglio veloce e capace di trasmettere emozioni. Dopo l'uscita di “Fate”, pubblicato a fine anno da Felte, scambiamo due chiacchiere con i diretti interessati a pochi giorni dalla loro partecipazione al Mi Ami Ancora.
Soviet Soviet
Stillettate post punk al Mi Ami Ancora

Il cammino dei Soviet Soviet è fatto di piccoli-grandi passi: split, ep, infine album tout-court. Ci raccontate come è nato il progetto, e quali obiettivi si prefigge?
Ale F: Il progetto è nato semplicemente dalla voglia di suonare e di trascorrere del tempo facendo quello che amiamo fare. Senza obiettivi o traguardi. Penso sia stato tutto estremamente spontaneo e istintivo.
Ale C.: Il progetto è nato da un incontro casuale con Andrea. Eravamo in un periodo in cui avevamo smesso di suonare con i nostri gruppi precedenti e, incontrandoci, Andrea mi chiese se avessi voglia di suonare e se conoscessi un batterista. Contattai Ale e ci formammo come band.

La vostra musica unisce l’urgenza espressiva con una maturità stilistica e dei riferimenti ben precisi. Come nascono le canzoni, e quali sono i modelli?
Ale F: Sarò ripetitivo ma mi ricollego alla risposta precedente: é tutto basato sulla spontaneità e sull’istintività. La maggior parte delle volte Andrea (bassista e cantante) si presenta alle prove con un giro di basso e inizia a suonarlo. Io e Ale (chitarrista) iniziamo a suonarci sopra. Ma non è una regola fissa. Può capitare che il riff parta dalla chitarra. Ognuno ci mette del suo. Punti di riferimento ce ne sono tantissimi. Inutile dirti che sicuramente band come Joy Division o The Cure ci hanno influenzato molto e ci influenzano tuttora. Ci sono anche influenze musicali più odierne come gli A Place To Bury Strangers – con cui abbiamo avuto la fortuna di fare un tour – che sono state molto importanti per noi. Inoltre ognuno ha i propri ascolti, spesso molto differenti tra loro e penso che questo fattore sia molto importante perché può sempre portare alla nascita di qualcosa di originale.

Quale caratteristica deve possedere ciascuna delle canzoni dei Soviet Soviet?
Ale F: Parlando in prima persona, ti dico che l’unica caratteristica che secondo me deve avere una nostra canzone è che mi deve divertire suonarla. Se suoni una canzone e ti diverte farlo significa che “funziona”, che ti prende, ed è una sensazione molto bella.
Ale C.: Quando componiamo una canzone nuova in sala prove mi immagino di suonarla dal vivo e, se l’idea mi diverte, esce tutto più spontaneo.

Post-punk è un’etichetta che racchiude un certo periodo storico, un certo modo di vedere la musica e di suonarla, un’attitudine. Che cos’è, per voi, il post-punk e perché vi rifate a quel preciso ambito?
Ale F: Il perché ci rifacciamo a questo preciso ambito è dovuto alla spontaneità e all’istintività. Scrivere questo tipo di musica è stato un processo naturale per noi, abbiamo iniziato a suonare insieme e ci siamo ritrovati a scrivere questo tipo di canzoni legato a questo filone. Sinceramente non ci piace nemmeno parlare di “categorie musicali” o “filoni” perché la nostra musica non è strettamente legata a un genere ma possiede moltissime sfumature.

Il 15 febbraio sarete tra i portagonisti del Mi Ami Ancora a Milano, ma avete aperto i concerti di diversi nomi grossi della scena mondiale, e vi siete esibiti in diverse occasioni all’estero. Qual è stata la data più bella, o emozionante, e quale artista vi ha maggiormente impressionato?
Ale F: Ogni concerto importante di apertura mi ha lasciato qualcosa di bellissimo. Quando abbiamo aperto ai The Horrors mi ricordo l’emozione e la professionalità di una band affermata seguita da uno staff davvero efficiente. In quanto ai P.I.L., mi ha colpito molto conoscere Johnny Rotten e constatare quanto fosse umile e alla mano. Ricevere i suoi complimenti è stato un momento che non penso ci dimenticheremo mai. Il tour con gli A Place To Bury Strangers è stato davvero unico e emozionante. Abbiamo imparato molto da questa esperienza e abbiamo conosciuto delle persone gentili ed eccezionali.
Ale C.: Le date che ricordo maggiormente sono quelle che hanno in qualche modo sancito l’inizio di qualcosa. La prima data all’estero a Nizza, per esempio. Ricordo che, mentre raggiungevamo la città, mi domandai che senso avesse fare quello che stavamo facendo e qualche ora dopo eravamo sul palco di fronte a quasi quattrocento persone che, pur non conoscendoci, ci acclamavano come se fossero lì solo per noi.
Andrea: Più che la miglior data, le emozioni che ricevi, che inglobi, le esperienze… E penso che suonare con i PIL e aver avuto la possibilità di avere Johnny Rotten e il suo manager a trenta centimetri e sentirsi dire certe cose non può essere spiegato. Come per gli APTBS. Penso siano, personalmente parlando, il gruppo che mi sta influenzando di più. Averli conosciuti come persone e non solo come musicisti mi ha fatto aprire la mente su tante cose. Sono incredibili.

La scena pesarese è una delle più attive e chiacchierate d’Italia. Crescere in una città così musicalmente attiva è stato un vantaggio per voi? Quali altri gruppi (pesaresi, ma anche italiani) apprezzate particolarmente per il loro modo di fare musica?
Ale F: Crescere musicalmente a Pesaro in mezzo a tanti gruppi validi sicuramente è stato uno stimolo aggiunto. Condividere con tante persone e molti amici una passione in comune è qualcosa che ti dà ancora più forza. Apprezzo molto band come Be Forest e Brothers In Law per quanto riguarda la scena pesarese. Se dovessi pensare ad altre band italiane ti farei il nome di Giardini di Mirò, Offlaga Disco Pax, Lantern e M+A.
Ale C.: La scena musicale pesarese è molto attiva dal punto di vista produttivo, ma non si può dire lo stesso per quanto riguarda l’interesse da parte di chi ci vive nei confronti di ciò che viene prodotto. Ne deriva che la situazione non è particolarmente vantaggiosa, ma è comunque uno stimolo. Ti spinge a guardare oltre la realtà in cui vivi anche durante la realizzazione di un album. Per quanto riguarda i nomi di altre band italiane che ascolto ultimamente ci sono Ex-Otago e The Sleeping Tree.

 

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