Barbagallo – In My Better Cup

Video in anteprima da Blue Record

barbagallo

carloBarbagallo-Blue-recordNon è uno che si risparmia, Carlo Barbagallo. Musicista e compositore ancora giovane, eppur con alle spalle lunghi e trasversali trascorsi in formazioni del sottobosco italiano (Suzanne’Silver, Albanopower, La Moncada) nonché autore di diversi album in veste solista, produttore, curioso sperimentatore che all’avanguardia sa abbinare le lezioni di ambiti non necessariamente convergenti. Caratteri che spiccano nel Blue Record (Noja Recordings) dell’artista siciliano ormai torinese d’adozione, in otto canzoni figlie di un insaziabile eclettismo.

Ogni brano fa storia a se, conduce in una precisa direzione e poi disorienta con una fitta trama strumentale mai fine a se stessa. Il rock incontra il jazz in SoulSelf, la lezione morriconiana si fa onirica in Radion, funk e soul convivono nella rilettura di For The Turnstiles di Neil Young, la musica popolare è un semplice refrain che esce da una grammofono in Jewish, mentre gli anni Novanta emergono nei moti alt-rock di In My Better Cup e negli Alice in Chains (il binomio Staley-Cantrell è stato uno degli incontri fondamentali nell’apprendistato musicale di Barbagallo, e si sente) che fanno capolino dietro alle raffinate trame acustiche di Rainbow. Nel piccolo, grande universo rappresentato in Blue Record, la quiete è disturbata (Rats & Mosquitoe), il frastuono è razionale (Hiss Of Hush). Caos e cosmo, o forse viceversa.

Fabio Guastalla/8

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