Baustelle

Montepulciano, Piazza Grande – 12/7/2014

“Titoli di coda”, ovvero la tranche conclusiva di un tour, quello a supporto del capolavoro “Fantasma”, che per il trio toscano ha decretato il raggiungimento della perfezione live.
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Un tour iniziato nel febbraio del 2013, con l’accompagnamento dell’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Enrico Gabrielli, e proseguito in formazione ridotta con brani appositamente riarrangiati, spostandosi dai teatri alle piazze e viceversa. Per le ultime tre date in assoluto, incaricate di chiudere il sipario sull’esistenza dal vivo di un disco giocosamente concepito come una sorta di film horror (l’horror della nostra epoca, va da sé), Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini si fanno supportare da Ettore Bianconi (tastiere ed elettronica), Alessandro Maiorino (basso), Diego Palazzo (chitarre), Sebastiano De Gennaro (percussioni orchestrali), Alessandro Minetto (batteria), Roberto Romano e Paolo Raineri (fiati).

A seguire Rimini e Roma, l’avventura giunge così a termine nella natia Montepulciano, location ideale che chiude un cerchio e assicura uno scenario da sogno: la suggestiva Piazza Grande è gremita, il palco è montato sulle scalinate della Cattedrale. Location che finisce per esaltare il fascino di Fantasma, un album dopotutto classico nelle sonorità ma in grado di catturare appieno il sentimento del tempo.

La resa dei pezzi procede con meccanismi strumentali oliati e interpretazioni intense. Partenza toccante con Il Futuro, seguita da un 1-2 che scava subito a fondo: Nessuno e Radioattività, a fare staffetta tra le voci di Francesco e Rachele, sono due ballate da manuale. Sempre da Fantasma arrivano Cristina, Conta l’inverni, Monumentale e La morte non esiste più. Viene poi resa abbondante giustizia alla memoria de La Malavita (I provinciali, Il corvo Joe) e La moda del lento (la stessa title track, La canzone del parco, La canzone di Alain Delon, EN).

Proprio quando mancherebbero pochi episodi e gli immancabili bis di rito, dal cielo iniziano a cadere alcune gocce, che si trasformano ben presto in un vero e proprio acquazzone. La band, però, sa amare e sa come farsi amare e, poco dopo aver interrotto la performance, ricompare per eseguire unplugged Le rane, La guerra è finita, Sergio, Gomma e Charlie fa surf sotto i loggiati del chiostro, nell’abbraccio degli spettatori che si uniscono gioiosamente ai canti. Rappresentanti della miglior forma-canzone italiana della loro generazione, i Baustelle insegnano persino cosa voglia dire saper comunicare con il pubblico e regalano a tutti i presenti una serata indimenticabile suggellando un periodo di grandi soddisfazioni. Li aspettiamo al prossimo capitolo della loro bellissima storia.

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