Benjamin Clementine

Festival Ferré, San Benedetto del Tronto – 12/06/2015

Standing ovation per una delle rivelazioni dell'anno, che riceve la speciale Targa Ferré del ventennale e regala un'esibizione memorabile.
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Al Festival Ferré, che quest’anno festeggia il ventennale, brilla la stella di Benjamin Clementine, artista prodigioso passato, nel volgere di pochi mesi, dai concerti come busker sul metrò parigino alla pubblicazione del primo album lo scorso gennaio e all’acclamazione da parte di critica e pubblico.

Presenza che ammutolisce, voce che dilania, Benjamin arriva al Festival per onorare il suo grande idolo Léo Ferré e propone il suo repertorio con una forza ipnotica davvero strabiliante. Gone, The People And I, Adios, Condolence sono brani che nella versione piano e violoncello (ad accompagnare Benjamin c’è Barbara Leliepvre) acquisiscono una spiritualità nuda, pulsante, quasi violenta. Parole e note portano dentro la solitudine delle periferie in cui Benjamin è nato e cresciuto, le ferite della giovinezza e un dolore che viene da ancora più lontano, “dalla superba Africa”, come ha scritto il direttore artistico del Ferré, Giuseppe Gennari, citando a sua volta Baudelaire.

River Man è una rilettura del primo Nick Drake toccata dalla grazia, Cornerstone un grido di dolore vestito di quella rara forma di eleganza che, al giorno d’oggi, i soli Antony Hegarty e Rufus Wainwright riescono a sfoggiare e, in passato, Nina Simone aveva codificato in modo aspramente autentico. Il set si chiude con l’ennesima meraviglia, London, scritta da Benjamin durante gli anni parigini per ricordare la vita e gli affetti lasciati nella sua città natale. La magia si tocca con mano, quando le luci si accendono il pubblico del Teatro Concordia è in piedi.

Solo pochi istanti e Benjamin è di nuovo in scena, pronto a concedere altri due brani, tra cui la sua versione di Avec le temps, uno dei capolavori di Ferré. Si chiude così, con l’artista commosso nel ricevere la targa Ferré dalle mani di Maria, la moglie di Léo presente in teatro come ogni anno, un concerto che rimarrà nei cuori di tutti i presenti, che, siamo pronti a giurarci, ogni volta che sentiranno il nome di Benjamin Clementine mietere successi nei più grandi teatri del mondo, rischiariranno con un tremito e un filo di incredulità nella memoria quella serata del giugno 2015 in cui Benjamin stregò San Benedetto.

Foto di Davida Ruggieri

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