Disappears

Firenze @ Glue - 5 dicembre

Quinto dei sei concerti nel nostro Paese per la band americana, fra brani dal loro album dello scorso anno, "Irreal", e cover di David Bowie.
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Dopo il set d’apertura impeccabilmente pop di His Clancyness, sul palco del Glue Alternative Concept Space cala il sipario dell’oscurità, in attesa di accogliere una band che il Mucchio ha avuto il piacere di intervistare da poco: i Disappears. La sala è gremita di gente quando Brian Case e i suoi tre compagni danno inizio alle danze con le schitarrate corrosive di Joa, tratta dal terzo album Pre Language. L’aria si carica subito di ossessive vibrazioni post-punk mentre il gruppo si scatena saltando dal 2012 direttamente nel 2015 con l’annebbiata frenesia di Another Thought, seguita dalla coldwave dilatata di I_O, entrambi contenuti nel quinto e più recente lavoro di studio, Irreal. Non c’è tempo per gli applausi, i brani si rincorrono febbrili: dai dieci minuti della monumentalità esacerbante di Ultra alle atmosfere più alt-rock di Replicate, fino ad arrivare al beat dirompente di Elite Typical.  La voce, dallo straniante accento quasi brit, ha una consistenza densa, e si inserisce tra gli interstizi pulsanti di ogni pezzo, caricandolo di una sensualità sporca. Vedendo i quattro sul palco sembra di tornare indietro nel tempo, tra le sanguinose performance degli Stooges e i freddi automatismi dei Suicide. Si avvertono impressioni di modernità incastonate in uno spirito d’antan, tra linee di basso ballerine e ritmi metallici. La precisione scolpita di Halcyon Days serpeggia con fare psichedelico, seminando una crescente follia schizo-paranoide che si conclude con una furtiva uscita di scena della formazione.

Dei sei appuntamenti in Italia, questa è la penultima data. La reazione che si è andata creando fra gli spettatori del locale è di quelle potenti, sinergiche. Aspettiamo in silenzio: quando i quattro tornano per il bis, insieme agli applausi, li accompagna lo spirito cangiante del Duca Bianco e si lanciano in un’atmosferica versione krautrock di A New Career In A New Town, stregando il pubblico in un ondeggiante saluto finale. Da Chicago con furore, in terra di Cesare i Disappears hanno fatto il loro dovere: sono venuti, hanno visto e hanno conquistato.

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Foto di Sara Mautone

 

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Foto di Sara Mautone

 

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