Paolo Conte

Gardone Riviera, Anfiteatro del Vittoriale - 27/06/2015

L'Avvocato astigiano fra "Le Stelle del Jazz".
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In un sabato sera gardesano costantemente minacciato da una pioggia che arriverà copiosa soltanto a concerto finito, sono le Stelle del Jazz le uniche a brillare nella sontuosa cornice dell’Anfiteatro del Vittoriale, la cui stagione estiva Tener-a-mente (al solito carica di illustri ospiti, da Paul Weller a Patti Smith, da Franco Battiato a Goran Bregovic) inaugura ancora una volta con l’artista più amato dall’esigente platea bresciana. Paolo Conte, ça va sans dire. È lo storico brano dell’Avvocato astigiano, uno dei più amati dal pubblico di tutto il mondo, ad aprire il sipario su una serata carica di emozioni. Perché sì, d’accordo, il Nostro è ormai di casa sul palco all’ombra della dimora dannunziana, ma non c’è verso di abituarsi a un concerto del bardo piemontese, a quelle canzoni incastonate nella memoria personale e collettiva, alle versioni che rendono ogni esecuzione unica. Sembrerà retorica, ma è davvero così.

Due set da tre quarti d’ora ciascuno, il secondo illuminato da tuoni e lampi mentre i formidabili musicisti, indifferenti alle minacce di prossimi cataclismi, accompagnano il Maestro il quale, da parte sua, assiste al turbinio di assoli con aria sorniona e compiaciuta.

Del recente Snob, pubblicato lo scorso inverno, vengono estratte soltanto la title track e il singolo Tropical con cui si chiude il live. Il resto dell’esibizione si snoda in un’imprevedibile carrellata attraverso alcuni dei più fulgidi capitoli di una carriera straordinaria. Si incontrano per strada la malinconia d’antan di Una giornata al mare e Madeleine, la grazia trascendentale de Alle prese con una verde milonga, i miraggi sudamericani di Aguaplano e quelli francesi di Le chic et le charme, la sensualità di Gioco d’azzardo e gli ancheggiamenti di Dancing e Come di, l’irresistibile ritornello di Via con me. Manco a farlo apposta, l’unico antipasto di pioggia arriva sulle note de Gli impermeabili, salvo dileguarsi sull’arrembante epopea di Diavolo rosso. Si incontrano man mano – anche contemporaneamente – il Conte jazzista, swing, pop, chansonnier, istrionico e melanconico, popolano e poeta. Il Sudamerica e l’Italia, l’Africa e la Francia, luoghi vicini e lontani che si caricano di atmosfere magiche. Emozioni alle quali risulta impossibile abituarsi, come testimonia la sfilza di sold out fatti registrare dall’Avvocato nella location di Gardone Riviera.

Foto di M. Andreola

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