Public Service Broadcasting

Spazio Alfieri, Firenze - 14/05/2015

PUBLIC SERVICE BROADCASTING � stefano masselli-4

È una Firenze quasi deserta quella che accoglie il concerto dei Public Service Broadcasting, più preoccupata dalla remuntada della Fiorentina contro il Siviglia che curiosa di andare a sentire uno dei migliori gruppi in circolazione. Per nostra fortuna tutto questo non intimidisce i PSB, reduci da un’affollata data romana.

Dopo un primo pezzo di introduzione i PSB, è proprio il caso di dirlo, scaldano i motori. Diciamo subito che è proprio nella dimensione live, che unisce la musica agli stupendi visual con il montaggio di vecchi documentari inglesi, che tutta la potenza della band ha modo di dispiegarsi al meglio. A farla da padrone sono ancora le canzoni del primo disco Inform Educate Entertain. I PSB ci prendono per mano e ci guidano nella loro fascinazione per la capacità umana di costruire macchine meravigliose. Tecnologia che si trasforma in musica: l’aereo in Spitfire, le telecomunicazioni in Theme From PSB, l’automobile in Signal 30, il treno in Night Mail e la televisione in ROYGBIV. Video dopo video, ci rendiamo però conto che non è tanto la passione per la tecnologia, magari di stampo un po’ nerd,  a guidare la loro poetica. I Public Service Broadcasting sono in realtà attratti dalla sfida dell’uomo nei confronti dei propri limiti. In questo senso, dopo Inform Educate Entertain, dedicato agli anni ’50 e ’60, i Public non potevano che rivolgere il proprio sguardo alla sfida più grande di tutte, quella che vede l’uomo superare il limite dell’orizzonte con The Race For Space.

Se i brani ipercinetici di Inform Educate Entertain ci avevano incantato con un concentrato di beat e ritmi veloci, in The Race For Space i tempi si dilatano. Lo sguardo rivolto verso le dimensioni siderali del cosmo diventa anche musicalmente più lento e riflessivo. Da segnalare durante il concerto una strepitosa Gagarin, dal nome del primo astronauta della storia, durante la quale si fa davvero fatica a stare seduti,  mentre commuove l’esecuzione di Valentina.  È guardando il dolce sorriso della prima donna ad andare nello spazio, la russa Valentina Vladimirovna Tereškova, che ci domandiamo come questi giovani eroi siano riusciti a guardare in faccia le loro paure e a superarle in nome del raggiungimento di un obiettivo così alto: spingersi oltre il conosciuto, portare l’essere umano a scoprire l’ignoto.

Il set si chiude con la bellissima Everest, sempre da Inform Educate Entertain, un pezzo che racconta la storia al pari emozionante e terrificante dei primi esploratori che raggiunsero la vetta della montagna più alta del mondo. Viene spontaneo chiedersi a questo punto cos’abbiano in mente J. Willgoose, Esq. e Wrigglesworth per il prossimo capitolo della saga. Forse dall’”infinitamente grande”, potrebbero rivolgersi all’”infinitamente piccolo”, concentrandosi per gli anni ’80 e ’90 sull’arrivo di Internet e di quella tecnologia digitale che avrebbe cambiato per sempre la nostra vita. Chissà, mentre aspettiamo il nuovo disco siamo almeno certi di una cosa: nel nostro futuro tre parole sono scritte a chiare lettere e sono “Public Service Broadcasting”.

 

Foto di Stefano Masselli

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