RoBOt, day 3 – Bologna

Giunti ormai alla terza serata di festival, la penultima del RoBOt 2014 e la prima in assoluto a svilupparsi anche nei locali di Bologna Fiere, siamo costretti a fare delle scelte.
robot

Il programma è così ampio che difficilmente riusciremo a vedere tutto. Complice pure una certa stanchezza rimediata la sera prima sacrifichiamo i dj-set della piccola Sala del Capitano per concentrarci sul palco centrale, quello posto nello splendido Salone del Podestà: il primo a suonare è il napoletano K-Conjog, un nome particolare, che nella sua carriera, nonostante la giovane età, ha già collaborato con etichette storiche come Snowdonia o piccole realtà internazionali come Abandon Building Records. Il suo live mixa attitudine lo-fi, densi wall-of-sound di chiara ispirazione shoegaze e tutta una serie di inedite e spiazzanti incursioni in territori UK-rave che si sposano perfettamente con i visual scelti per accompagnare la musica.

Dopo di lui abbiamo giusto il tempo di provare il cuscus vegetariano della RoBOsteria, prima dell’esibizione del francese Valentin Stip che, fresco d’esordio, propone un set in crescendo: l’algida ambient dei primi brani lascia spazio sempre maggiore a scansioni ritmiche imprevedibili ed aggressive.

Arriva così il momento di uno dei live più attesi di questa settimana edizione del RoBOt: James Kelly, in arte Wife, suonava con gli irlandesi Altar Of Plagues, formazione dedita al black metal meno convenzionale, prima di accasarsi presso la chiacchieratissima label Tri-Angle e inventarsi, appunto, il progetto Wife, una strada personale ed elusiva al soul contemporaneo e digitale. Al netto della difficoltà di rendere su palco una musica tanto spoglia quanto evocativae, la performance di James è valida e coinvolgente: se il timbro vocale si dimostra autentico e saggiamente sfruttato, le scarne e plumbee atmosfere riescono nel difficile compito di far convivere isolazionismi e struggimenti.

È poi il turno del tedesco Lawrence, ma noi scegliamo (complice un inizio lento e prevedibile) di lasciare Palazzo Re Enzo e recarci in Fiera dove, su due palchi, si alterneranno ben nove artisti. Per scelta, dettata dal gusto e l’interesse personale (e ovvi motivi logistici), ci concentriamo sullo Stage Red Bull Music Academy, tralasciando la sala principale (dove torneremo soltanto prima di uscire per seguire un poco il set di Villalobos, sempre giocoso e massiccio, nonostante una certa prevedibilità): arriviamo in tempo per il live di Inga Copeland che insieme al compagno Dean Blunt formava il duo Hype Williams, prima d’intraprendere la carriera solista. Nell’ora scarsa della sua esibizione assistiamo ad una discesa industriale in territori hauntologici, con brevi concessioni ad una interpretazione tutta europea e spigolosa dell’altrimenti morbido incedere dub.

Se la formazione a tre dei Livity Sound, che suona dopo la musicista russa, ci consegna un breve trattato, potentissimo e ben dosato, sulla storia della bass-music senza mai dimenticare la cassa dritta, è soprattutto con Falty DL che tutti ci lasciamo andare, trasportati dalla sua maestria nell’affiancare ritmi latini e sterzate cosmiche, irresistibili sincopi e bassoni sensuali.

Il vertice di una serata già ottima viene però raggiunto con il live-set dell’olandese Legowelt, una vera istituzione nel mondo elettronico: tra groove acidi e visioni sci-fi, pura ignoranza techno e indomito spirito funk Danny Wolfers conferma l’unicità della propria visione e consegna agli spettatori momenti indimenticabili.

Chiude la nottata, sul palco RBMA, il misterioso inglese Actress che, incappucciato, si dimostra un dj con ostentata antipatia verso qualsiasi tecnica di missaggio, proponendo una selezione di brani che spaziano dal post-punk all’r’n’b americano anni novanta, dalla techno più implacabile a naturali immersioni dub: insomma tutto quello che forma l’immaginario sonico di Actress, proposto candidamente e senza alcuna soluzione di continuità. Una testimonianza sfocata, ma preziosa: forse la riflessione più sincera sul tema del festival, la memoria e il suo filtrare le nostre esperienze.

Commenti

Altri contenuti
locandina

Il cittadino illustre

La recensione del film

L’arte deve scuotere gli animi, nel bene o nel male. La letteratura e il cinema, in questo...
HDADD
Il nuovo album "Sense Of Wonder", l'etichetta Queenspectra, le collaborazioni: Marco Acquaviva si racconta

HDADD

La rinascita dello spirito

Per gli ascoltatori più attenti HDADD è una delle realtà più visionarie e al contempo concrete dell'elettronica italiana:...
new gen

AA. VV.

Caroline Simionescu-Marin, la ventunenne editrice della webzine inglese grmdaily.com, ha impiegato ben nove mesi per assemblare i cocci...
foto di Francesca Sara Cauli

Preoccupations

Locomotiv Club, Bologna, 27/11/2016

È il Locomotiv Club di Bologna a ospitare la terza e ultima data italiana dei Preoccupations, dopo...
free-fire-ben-wheatley-poster-2

Free Fire

34° Torino Film Festival

Da un certo punto in poi, in Free Fire – il nuovo film di Ben Wheatley che...
Lou-Castel-set-A-pugni-chiusi-2827

I pugni chiusi di Lou Castel

Intervista all’attore, protagonista del documentario di Pierpaolo De Sanctis - 34° Torino Film Festival

Attore icona di una generazione isterica e disperata per Bellocchio. Attivista maoista dentro e fuori dall’industria cinematografica....
551491794

Sono Guido e non Guido

Alla scoperta di Guido Catalano. E di Armando - 34° Torino Film Festival

Un poeta ai tempi di Facebook e YouTube. Una figura ibrida tra cabarettista e poeta. Un performer...
1280x720-J60

Nessuno ci può giudicare

I musicarelli secondo Steve Della Casa - 34° Torino Film Festival

Ha impiegato 10 anni per poter realizzare il film: Steve Della Casa, critico cinematografico e storico del...
locandina

Snowden

La recensione del film

Se nel finale di un film basato su fatti e persone reali, il protagonista affronta il sole...
carlo barbagallo

Carlo Barbagallo

Anteprima del video "11 Dreams”

In esclusiva, il video della versione acustica di 11 Dreams, brano tratto da 9, il nuovo album...
maxresdefault

Author: The JT LeRoy Story

34° Torino Film Festival

Social prima di te. Parafrasando Enrico Ruggeri, una biografia di JT LeRoy potrebbe avere questo titolo: c’è...
SOVIET SOVIET
Nuovo album, nuovi concerti

Soviet Soviet

In attesa dell'imminente secondo album "Endless", il power trio marchigiano ha ripreso a macinare concerti. L'occasione giusta...
19'40"
La nuova scommessa di Enrico Gabrielli e Sebastiano De Gennaro

19’40”

Divulgazione divertente

La collana di dischi congegnata da Sebastiano De Gennaro, Enrico Gabrielli e Francesco Fusaro parte col botto...
between-us-indie-movie

Between Us

34° Torino Film Festival

A  Rafael Palacio Illingworth riesce un’operazione niente affatto semplice: rendere toccanti e coinvolgenti dei cliché narrativi, fargli superare...