L’apocalisse prossima ventura ha messo al tappeto l’umanità, quasi spazzata via dal virus T-113, in evidenza pandemica nelle prime scene, e attecchito in questo secondo capitolo del reboot de Il pianeta delle scimmie, ripartito nel 2011 con L’alba del pianeta delle scimmie. Un buon film, di cui Apes Revolution diretto da Matt Reeves è la continuazione ambientata dieci anni dopo. Sparito James Franco, resta Caesar, il primate evoluto diventato sovrano della foresta attorno a San Francisco. Ora anche padre e marito. Quando un gruppetto di umani, guidati dal giovane Malcolm (Jason Clarke), s’addentra nel bosco per far ripartire una centrale elettrica e incontra le scimmie, può manifestarsi soltanto l’ovvio caos. Chi era dato per estinto, torna alla carica per ripartire da zero (l’emozione di ascoltare un vecchio cd o di sfogliare un tablet potrebbe intenerire), ma appare allo sbando: una mandria di gente da spedire in gabbia o essa stessa bellicosa. La comunità di scimmie invece marcia fiera a cavallo come fosse una pelosissima legione romana. E caccia fuori suoni gutturali che risultano l’ABC di un nuovo ordine naturale. Insomma: non apes revolution, ma apes evolution. In attesa di assistere alla guerra vera contro gli umani, conclamata alla fine di due ore emozionanti, che vedremo però a partire dal capitolo tre. Pellicola che la Fox pare voglia affidare ancora al regista Matt Reeves.

Due gli schieramenti netti in Apes Revolution. Umani contro primati? Macché. Ci sono le scimmie guidate dal nobile Caesar, che degli uomini vorrebbe forse fidarsi mantenendo la pace, ma tiene (giustamente) famiglia; e ci sono le scimmie bellicose aizzate dal vendicativo Koba. Sabotatore ideologico con qualcosa di vagamente shakespeariano nel rovesciare il potere fregando a puntino il figlio di Caesar. Niente senato infingardo, niente tu quoque fili mi. Non ancora. Ci sono le scimmie come le conosciamo in questo capitolo secondo, a cui manca solo il monolite di Kubrick per l’estasi gnoseologica definitiva (le armi però le afferrano con la stessa grazia assassina delle cugine di 2001: Odissea nello spazio). Ci sono le scimmie come le conoscono gli umani del film, quindi avversarie nel dominio della Terra, ritratte con piglio deciso e valoroso, anche se non mancano occasionali slanci ironici: gli “stupidi” umani che ancora si dilettano a vedere una scimmia giocherellare faranno la fine… degli stupidi.

La meraviglia visiva che tiene in scacco lo schermo, in realtà ci sarà soltanto più chiara ammirando i backstage di Apes Revolution. Le scimmie sono umanissime. Hanno i volti, gli occhi magnetici e le posture di Andy Serkis (Caesar) e Toby Kebbell (Koba). Umani che diventano strumento digitalizzato di riproduzione dei pelosi primati con una efficienza tecnica superiore rispetto al capitolo precedente. L’universo distopico del film, tra guerra e pace, premia soprattutto la sontuosità del disfacimento urbano, la gloria della foresta servendosi di immagini affascinanti e ancestrali. E sontuoso è il ring per il prevedibile duello finale, dove la cacciata dal paradiso terrestre degli umani al cospetto dei loro successori avviene in quella torre semidistrutta che riporta a una lingua sola. Quella della guerra imminente.

 

Commenti

Ultime recensioni Cinema / Visioni
locandina
Janus Metz Pedersen

Borg McEnroe

6

Si dice che il tennis sia uno sport poco adatto al cinema. Per cercare di smentire questa...
gospel_604_alk_s_binder2_016-h_2017
Jennifer Lebeau

Trouble No More

6.5

“Puoi chiamarmi Bobby, puoi chiamarmi Zimmy /Puoi chiamarmi in ogni modo ma non importa quello che tu...
v1.bTsxMjMyNzU0OTtqOzE3NTEyOzEyMDA7Mjg0OzQwNQ
Philippe Van Leeuw

Insyriated

5.5

La guerra in Siria, o in un luogo analogo, fa parte dell’oppressione quotidiana, non è una tensione...
54108
Paolo e Vittorio Taviani

Una questione privata

5

È il 1943. Sulle colline delle Langhe le brigate dei partigiani combattono i fascisti. Gli scontri sono...
screen-shot-2017-09-05-at-1-22-03-pm
Scott Cooper

Hostiles

7.5

È più moderno che classico Hostiles (e di sicuro non classicista), più crepuscolare che mitologico. Il film...
locandina
Andy Muschietti

It

7.5

E alla fine arrivò It. L’abbiamo sognato, temuto a lungo. Ci ha indottrinato a meraviglia grazie ai...
locandina
Jonathan Dayton, Valerie Faris

La battaglia dei sessi

6

È interessante il modo sottile, quasi “subdolo”, con cui La battaglia dei sessi racconta un personaggio per...
locandina
Leonardo Di Costanzo

L'intrusa

8

“Succede che per salvare qualcuno devi escludere altri.” E’ partito da qui Leonardo Di Costanzo, da un...
locandina
Denis Villeneuve

Blade Runner 2049

8

“Hai mai visto un miracolo?” chiede Dave Bautista a Ryan Gosling all’inizio di Blade Runner 2049. La...
Outrage-0-Coda-620x329
Takeshi Kitano

Outrage Coda

6.5

Con Outrage Coda Takeshi Kitano conclude la trilogia iniziata nel 2010 con Outrage e proseguita nel 2012 con Outrage Beyond, campione d’incassi,...
HANNAH-Charlotte-Rampling-2017-1
Andrea Pallaoro

Hannah

5.5

Lunga vita a chi cerca nuove strade e toni originali per raccontare le storie al cinema, purchè...
lou_luttiau_shain_boumedine_ophelie_bau
Abdellatif Kechiche

Mektoub, My Love: Canto uno

7

Ci sono infiniti modi di essere curiosi della vita e di volerla esplorare cinematograficamente. Osservare i personaggi...
morelli-e-rossi-ammore-e-malavita
Manetti Bros

Ammore e malavita

7.5

‘Parigi ha la Tour Eiffel, Roma ha il Colosseo e Napoli ha le vele di Scampìa’: comincia...
sakamoto-coda
Stephen Schible

Ryuichi Sakamoto: Coda

6.5

In conferenza stampa Ryūichi Sakamoto continua a muovere le dita. A Venezia74 per presentare il docufilm girato...
coverlg
Frederick Wiseman

Ex libris

7.5

“Così può essere l’uomo: esternamente un lupo, ma nell’anima un unicorno”: siamo alla New York Public Library,...
coverlg
Paolo Virzì

The Leisure Seeker

7.5

Alla prima di The Leisure Seeker, in concorso a Venezia74, gli applausi per Paolo Virzì scattano già ai...