Social prima di te. Parafrasando Enrico Ruggeri, una biografia di JT LeRoy potrebbe avere questo titolo: c’è una foto, tra le molte che scandiscono Author: The JT LeRoy Story, in cui Speedy – l’”assistente” di LeRoy – è a una cena di lusso e fotografa il cibo. Poco prima del 2000. È un esempio paradossale di come Laura Albert, in maniera del tutto istintiva e non premeditata, sia riuscita a sfruttare i meccanismi virali della celebrità per creare uno dei casi letterari di fine secolo scorso.

Jeff Feuerzeig racconta questo caso e la frode che nasconde facendo parlare direttamente Albert, ovvero la donna che creò LeRoy, uno pseudonimo divenuto poco a poco un personaggio, un avatar che raccoglie dentro di sé una vita, anzi un mondo. Perché Feuerzeig nel documentario da lui scritto parte dalla vita di Laura e del suo alter ego artistico e approda alla ricostruzione di un inganno colossale che, però, è lo specchio della comunità artistica e culturale che ha permesso, con le sue dinamiche, quello stesso inganno.

In primo o primissimo piano, sullo sfondo di un romanzo di LeRoy e di una musica continua che ne accompagna le parole, Albert racconta in parallelo le cause (una vita non facile, anzi) che hanno portato alla nascita di LeRoy e le conseguenze: ma ciò che colpisce sono le porte che apre, le filigrane di questa storia incredibile. Innanzitutto la descrizione ironica e sferzante del microcosmo glamour losangelino e statunitense – da Billy Corgan a Courtney Love che sniffa in diretta telefonica – che ha contribuito in modo fondamentale all’escalation di LeRoy e alla trasmutazione da fenomeno letterario a culto pop; e più a fondo una riflessione su come l’autenticità in arte sia mera costruzione, in cui più l’artificio diventa grande e globale (spassosi i momenti con Asia Argento che dirigerà il film tratto da “Ingannevole è il cuore sopra ogni cosa” o con Bono Vox) più sia indistinguibile dalla verità che lo crea.

E Feuerzeig, con uso ossessivo di fotografie e registrazioni audio, immortala con evidenza come le strategie di consenso e comunicazione della celebrità siano le stesse su cui nasceranno i social network più di 10 anni dopo, la condivisione, evidenziare la propria presenza, far sentire al mondo e soprattutto a sé stessi la propria esistenza, il proprio essere arrivati, anche se solo davanti a un piatto al ristorante. Frenato solo da una messinscena ridondante in cui i suoni e le immagini si raddoppiano con le parole, Author: The JT LeRoy Story è un film appassionato e appassionante, che con intelligenza e coerenza non svela del tutto l’ambiguità di Albert e della sua mente manipolatrice: provate voi a credere alla sua ultima confessione dopo aver seguito tutto il processo.

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