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Rafael Palacio Illingworth

Between Us

7

A  Rafael Palacio Illingworth riesce un’operazione niente affatto semplice: rendere toccanti e coinvolgenti dei cliché narrativi, fargli superare lo status di banalità per coglierne il senso universale. La sua opera seconda Between Us, film d’apertura del Torino Film Festival 2016, lo fa prendendo il racconto dell’esplosione di una coppia e guardandola dal di dentro, auscultandone i sussulti, le grida, gli spasimi d’amore che provano a emergere dalla noia e dal rancore.

Tutto accade quando i due protagonisti, dopo una vita di coppia serena e sincera, a tratti felice, decidono di sposarsi: questo manderà in crisi le loro certezze costringendoli a fare i conti con loro stessi e con le persone che li circondano. Scritto dal regista, Between Us è una commedia drammatica che omaggia il cinema del Cassavetes più “sentimentale” e cerca di aggiornarla alla società contemporanea, al senso di precarietà esistenziale e materiale su cui pare fondarsi.

Nel raccontare il prima e il dopo la frattura di una coppia, le cause e gli effetti, Illingworth si concentra sulla coppia, ne prende il punto di vista per poi sdoppiarlo, mette il dito tra futuri moglie e marito non solo per comunicarne gli spostamenti dell’amore e del desiderio verso altre persone ma soprattutto per mettere a nudo sentimenti e psicologie, per riflettere attraverso di loro anche sul modo in cui quella frattura riscrive il nostro rapporto con gli altri, e come anche le pressioni sociali siano tra le cause di quella frattura.

Il regista sceglie la precisione del chirurgo in sede di scrittura, scavando evidentemente nella propria vita e in quelle di chi lo circonda, trovando nelle parole e nei gesti minimi dei personaggi il minimo comun denominatore con lo spettatore; ma allo stesso tempo come regista si cala nei panni di chi sta raccontando con calda naturalezza, lasciando a Olivia Thirlby e Ben Feldman la possibilità di conoscersi e di improvvisare, regalando dialoghi e sequenze (come quella finale) in cui la recitazione diventa regia e il pubblico può sentirsi parte, e non solo spettatore, di una famiglia e dei suoi romantici disagi. È un film in cui non mancano inciampi e sbavature, ma è anche un film che preferisce una nube di inquietudine alla perfezione, perché sa perfettamente che in quell’incertezza sta il segreto dell’amore.

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