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Jean-Pierre e Luc Dardenne

Deux jours, une nuit

8

Sono i beniamini del festival di Cannes, con due palme d’oro in carriera e molti riconoscimenti. E sono i beniamini degli amanti del cinema d’autore e impegnato. Il che potrebbe far storcere il naso a molti davanti a Deux jours, une nuit, il nuovo film dei fratelli Dardenne in concorso a Cannes 2014. Ma guardandolo senza pregiudizi e con l’attenzione che merita non si può non restare ammirati.

La protagonista è una Marion Cotillard in grande spolvero, nel ruolo di una donna da poco uscita da un esaurimento nervoso che lotta per tenere il lavoro, che sarà deciso in votazione segreta dai colleghi: dovrà convincerli durante il weekend a scegliere lei rinunciando al bonus che il suo licenziamento garantirebbe loro. Scritto dagli stessi Jean-Pierre e Luc Dardenne, Deux jours, une nuit è un teso dramma sociale e politico, che ricorda nei temi alcuni dei film di Ken Loach.

Con una costruzione quasi da western urbano, concentrata nei due giorni e una notte del weekend che danno il titolo al film e lo riempiono di “duelli” verbali, il film racconta la guerra tra poveri che è diventata il lavoro contemporaneo, in cui tra 80 euro al mese (tale è il bonus mensile, 1000 all’anno, promesso dall’azienda) e una persona senza salario, non ci si pensa due volte e si sceglie per sé. Ma anziché comizi solidaristici, i Dardenne scelgono la strada della moralità, in cui la protagonista lotta per sé, per la sua famiglia, per fare la cosa giusta a dispetto di tutti. Senza retorica, con la speranza tinta sempre di amaro.

Se lo stile dei fratelli (camera a mano attaccata alla protagonista, fotografia sgranata e lunghe inquadrature) è un copiato marchio di fabbrica dagli autori europei, bisogna riconoscere che i Dardenne lo fanno meglio. Il ritmo, la tensione, la lucidità, la forza del loro cinema è unica nel contesto internazionale dei festival e arriva in Deux jours, une nuit a un’economia espressiva incredibile: ogni scena è girata con una sola inquadratura che per composizione, posizione, dinamismo dà il meglio e rende possibile l’espressione degli attori. Magnifici tutti.

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