o-DOPO-AMORE-1-570
Joachim Lafosse

Dopo l'amore

8.5

La sequenza chiave di Dopo l’amore – nelle sale dopo i successi riscossi a Cannes e a Torino – è situata quasi perfettamente a metà film, come l’imbuto di una clessidra in cui si ferma il tempo prima di tornare a scendere: Bérénice Bejo, Cédric Kahn e le loro figlie, dopo una serata di divertimento nel mezzo di una separazione dolorosa e rancorosa, in cui tutti i rimossi di una vita vengono fuori aggravati dal peso dei soldi e del poter stare al mondo, si mettono a ballare Bella di Maitre Gims (perché, si sa, ogni film sulle emozioni che si rispetti ha la sua canzone pop come momento di emotività condivisa). Nella coreografia i due si guardano, si sorridono, mettono a letto le figlie e riscoprono la passione. Per poi il giorno dopo ritornare nell’inferno dell’incomprensione.
È un momento centrale, come una specie di flashback al presente, in cui vediamo ciò che è stato della coppia protagonista, li percepiamo attraverso lo sguardo delle figlie e sentiamo cosa pulsa ancora in quel corpo agonizzante che è il loro amore. Attorno a questo «corpo», Lafosse dispiega una veglia funebre, un dramma carcerario tutto chiuso nella casa dove i due hanno vissuto, in cui l’altro diventa ossessione, in cui la presenza del partner è una catena oppressiva da cui è impossibile liberarsi, forse perché non lo si vuole fino in fondo.
Una lezione di economia del cinema attraverso quella di coppia (come recita il titolo originale, L’économie du couple), in cui lo scontro tra vita e amore è raccontato con precisione di sguardo e di tono, con un tocco caloroso e affilato, con la capacità di creare un intero microcosmo umano – che culmina con un finale di strazio sottile e liberatorio – attraverso due magnifici attori: indimenticabile per capacità di sottrazione e lavoro recitativo sul non detto la scena in cui nella notte, lei e lui si alternano nello stanzino di lui, senza parlare, tradendo un amore sotto la cenere.

Commenti

Ultime recensioni Cinema / Visioni
Tonya-poster
Craig Gillespie

Tonya

8

Questa è la storia di Tonya Harding, pattinatrice americana, e del suo tonfo professionale avvenuto nel 1994...
locandina
Steven Spielberg

Ready Player One

7.5

Sembra voler rispondere a una precisa domanda Ready Player One, il nuovo film di Steven Spielberg che...
locandina
Alex Garland

Annientamento

8.5

Il lavoro che Alex Garland fa sulla fascinazione in Annientamento è fortissimo, tanto da diventare un futuro...
locandina-2
Adina Pintilie

Touch me Not

5

È Touch me not di Adina Pintilie ad aggiudicarsi, a sorpresa, l’Orso d’oro per la 68° edizione della Berlinale....
locandina
Damiano D'Innocenzo, Fabio D'Innocenzo

La terra dell'abbastanza

6.5

Sembra uno spin-off di Gomorra, La terra dell’abbastanza, l’esordio dei gemelli D’Innocenzo presentato con un notevole riscontro all’ultimo...
locandina
Paul Thomas Anderson

Il filo nascosto

9

Reynolds Woodcock è un abile sarto che veste l’aristocrazia della Londra degli anni Cinquanta. I suoi abiti...
locandina
Steven Soderbergh

Unsane

8

Ci pensava già da un paio d’anni, Steven Soderbergh, a girare un film con l’iPhone e l’occasione...
locandina
José Padilha

7 Days in Entebbe

7

La vicenda è nota: nel 1976 il Fronte per la liberazione della Palestina dirotta un aereo francese...
locandina-ver
Laura Bispuri

Figlia mia

7.5

“E perché la devi curare? É malata?” Ecco, Figlia mia sta tutto qui, in questo confronto tra due donne...
locandina
Christian Duguay

Un sacchetto di biglie

7.5

Nella Parigi invasa dai nazisti, Joseph Joffo e il fratello Maurice si divertono spensierati. Il padre Roman...
locandina
Woody Allen

La ruota delle meraviglie

4.5

“Ho qualche guaio tra fantasia e realtà”: lo diceva Alvy/Allen in Io e Annie. Era il 1977...
locandina
Julien Temple

My Life Story

7

Più che un film, My Life Story è una testimonianza di cosa sia un entertainer, di cosa...