Sotto una placida coltre di neve si nasconde una valigetta colma di guai. Sotto la quieta stasi di una cittadina del Minnesota si cela l’avidità di chi cerca sempre una scorciatoia. E la via più facile, in quest’America carica di rabbia rappresa, si chiama denaro sporco. Sporco di sangue. Nel 1996 Fargo usciva nelle sale di tutto il mondo e i fratelli Coen raggiungevano l’apice della loro notorietà. Con pochi tratti, quella “storia vera” – invece totalmente fittizia – dipingeva alla perfezione l’orrore del quotidiano, in maniera non dissimile da quanto mostrato da David Lynch nel suo Velluto blu. Tutto questo oggi ritorna, con una forma diversa, nell’omonima serie prodotta da FX e ideata da Noah Hawley. La serie, pensata per narrare una storia diversa con attori differenti in ogni stagione, trae ispirazione proprio dal film dei Coen, i quali figurano tra i produttori esecutivi. Rispetto alla pellicola, la trama si discosta cambiando sviluppi e personaggi, mirando più ad avvicinarsi all’atmosfera generale che ai dettagli. Il film diventa così solo un punto di partenza.

Proprio quest’anno Robert Rodriguez ha “gonfiato” il suo Dal tramonto all’alba in forma seriale e progetti simili sono in cantiere. Anche se non sono molti i casi di film trasformati in serie tv – va ricordato senz’altro M*A*S*H -, questa, però, sembra essere una tendenza
in divenire nei palinsesti televisivi. Ma si può trarre qualcosa di nuovo da pellicole già note e molto amate? Questa era la scommessa principale per Hawley: cercare di creare una storia nello stile del film ma che fosse, a sua volta, qualcosa di differente. Non mancano
gli ammiccamenti, le citazioni e i legami narrativi diretti con il modello di partenza, tuttavia la sensazione più forte è quella di una serie tv con una sua autonomia e un’anima ben definita. La scommessa, dunque, può considerarsi vinta.

Le serie televisive si dividono in due categorie: quelle che non vorresti mai concludere e quelle che sembrano non finire mai. Esiste però un’eccezione: le serie tv che vorresti terminare il prima possibile. Non per curiosità, ma perché la prolungata esposizione agli episodi crea sofferenza. Fargo appartiene a questa rara categoria. Assistere alle vicissitudini di questo microcosmo suburbano che arranca tra insoddisfazioni, desideri da piccola borghesia e folle violenza improvvisa, è quanto di più disturbante oggi la televisione
possa offrire. “Il guaio è che per tutta la vita sei stato convinto che ci fossero regole da seguire. Ma non ci sono regole. In origine eravamo gorilla.” Gorilla in grado di vedere più tonalità di verde rispetto a qualsiasi altro colore, così da poter individuare i predatori nella giungla.

Fargo,-Billy-Bob-Thornton_980x571

La filosofia nichilista del killer Lorne Malvo, interpretato da un ottimo Billy Bob Thorton, non ha nulla da invidiare a quella del Rust Cohle di True Detective. Con la differenza che uno dei due è un essere umano, l’altro è il diavolo. Oscillando tra Anton Chigurh di Non è un paese per vecchi e G.H. Dorr di Ladykillers, il personaggio di Malvo è la quintessenza del male. Il malvagio che si nasconde nella vita quotidiana, trascinando le nostre esistenze da uomini mediocri – tale è Lester Nygaard (un sublime Martin Freeman) – e cittadini idioti in una direzione inaspettata. E se ai piani superiori delle case si massaggiano prosciutti, dentro gli scantinati si nascondono fucili a pompa. In questo panorama d’imbecillità e violenza, qualcuno però sa che un buon lavoro non conosce scorciatoie, così si mette all’opera per stanare il diavolo. E proprio qui, nel rapporto tra gli agenti di polizia Molly e Gus con i propri cari, Fargo fa più male: perché il dolore è vero, non è coperto dall’inconsapevolezza
beota che scorgiamo nello sguardo degli altri personaggi. Tutti, infatti, credono d’essere i più furbi, ma in pochi conoscono la risposta a quella frase letta su un manifesto: “Cosa succede se hai ragione e loro torto?”. La vita di Molly e Gus è la risposta a quella domanda.

Commenti

Ultime recensioni TV / Visioni
fargo-fx-tv-series-poster

Fargo

8

Sotto una placida coltre di neve si nasconde una valigetta colma di guai. Sotto la quieta stasi...
Real_Humans_1

6.5

L’androide è vivo e combatte insieme a noi, fin quando non si ribella. Real Humans, serie tv...
The-Newsroom-poster-HBO

The Newsroom

8

Arriva in chiaro su rai3 la serie sul giornalismo firmata da Aaron Sorkin.
30069

Rectify

7

Dopo "Top Of The Lake", una nuova serie firmata Sundance Channel.
uktv-the-village

The Village

9

Com’era la vita nell’Inghilterra di un secolo fa nel nuovo drama britannico firmato da Peter Moffat, ricordando...
tumblr_mh4gyuEVVm1qa6obyo1_1280

Top Of The Lake

8

C’è un motivo per cui Top Of The Lake può essere ragionevolmente considerata la migliore sorpresa di...
Les-revenants-serie-canal+

Les Revenants

5.5

Si dirà che è interessante toccare con mano la sensibilità europea all’opera sugli zombie. È innegabile, infatti,...