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Ben Wheatley

Free Fire

6.5

Da un certo punto in poi, in Free Fire – il nuovo film di Ben Wheatley che chiude il Torino Film Festival 2016 – nessuno è più in grado di camminare, perché ferito agli arti. Strisciano letteralmente come vermi, ma continuano a spararsi e cercano comunque di ammazzarsi. È un immagine che ricorda molto del cinema d’azione contemporaneo di cui Free Fire è uno specchio giocoso e forse involontario.

Il film parte da un traffico di armi: in una fabbrica abbandonata i trafficanti devono consegnare le armi ai criminali e prendere i soldi. Ma uno screzio tra due di loro darà il via a una sparatoria infernale in cui le sorprese non mancano. Scritto dal regista con Amy Jump, Free Fire è una tarantinata fuori tempo massimo (gangster anni ’70 azzimati e dalla battuta facile), un gioco sul gangsterismo divertente e ben condotto.

Wheatley è bravo nel ritmo, nel montaggio, nel calibrare con attenzione i colpi di scena che costeggiano e arricchiscono l’infinito duello, nel giocare sui corpi dei personaggi con le armi del paradosso, nel costruire un crescendo credibile nel suo ascendente fumettistico. E’ però anche interessante per lo sguardo che sottende al cinema di genere contemporaneo, sugli action movie di serie A, B o altro: in Free Fire non ci sono buoni o cattivi, ci sono solo figure criminali che sparano. Ovvero, non c’è il discorso morale di molto noir moderno, in cui la mancanza di una figura di bene è un’indicazione nichilista sul mondo, ma c’è una rappresentazione amorale del mondo in cui ciò che conta è lo spettacolo, è vedere figure stilizzate che fanno di tutto per ammazzarsi di botte o pallottole, vermi che strisciano sanguinando ma cercando comunque di uccidersi nei modi più originali e divertenti.

Che siano le Civil War fumettistiche (fateci caso, la tendenza è far picchiare i buoni tra di loro) o l’astrazione plastica di Edwards nei 2 The Raid e via dicendo, il cinema d’azione contemporaneo è arte gladiatoria all’ennesima potenza, all’ultimo sangue, con il pubblico sempre pronto con il pollice verso senza il bisogno di testi o contesti per godersi lo spettacolo. Free Fire sembra voler esplicitare la tendenza, rappresentarla in una giostra ricca di humour e trovate spassose con un pizzico di compiacimento, guidata da un gran bel cast in cui, a sorpresa, la figura del leone la fa il gangster fascinoso e compassato di Armie Hammer. Intrattenimento a prova di zeitgeist.

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