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Pablo Larraìn

No

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9

La libertà è allegria. Andatelo a raccontare a chi per quindici anni ha vissuto una dittatura militare. Eppure è l’idea che ha fatto crollare il regime di Pinochet. Questo è lo spunto da cui parte No, quarto film di Pablo Larraìn, uno dei migliori registi sudamericani contemporanei che sul ruolo della dittatura e del colonnello ha costruito una carriera e con questa nuova pellicola sembra voler chiudere un capitolo corposo.

Il protagonista è René, pubblicitario cileno di grido che viene coinvolto nel referendum che nel 1988 ha chiesto al popolo se voleva Augusto Pinochet per altri otto anni: lavorare sul fronte del no è compito arduo perché oltre a dover convincere la popolazione a rigettare il modello del dittatore, significa anche aiutarla a non avere paura.

Scritto dallo stesso Larraìn sulla base di una pièce di Antonio Skàrmeta, No è un bellissimo film che racconta come è cambiato un paese, in maniera concreta e non velleitaria, attraverso la comunicazione e la pubblicità, ma anche come è cambiata la politica con le analisi, i sondaggi, il tastare “scientificamente” il polso del popolo, e nel capire come parlargli.

Il regista mette in scena con acume le differenze tra un controllo dei media verticale (censure, imposizioni, manipolazione di immagini e parole) e uno orizzontale, che si rivolge allo spettatore in maniera ruffiana, si apre a forme di linguaggio differenti, dalla diretta in primo piano al video clip, dalla creatività pubblicitaria – il materiale dal grande valore documentaristico, esposto in molti musei del Cile si trova quasi interamente in Rete), alla parola sguardo negli occhi.

No fonde il grande racconto popolare con la semiotica, ma non si lascia mai andare in trionfalismi e vene hollywoodiane (nonostante un divo funzionale come Gael Garcìa Bernal) ed è puntuale e ironico nel raccontare un mondo in rivoluzione. Per fare il suo film più bello e maturo Larraìn apre il suo stile rigoroso, doloroso e soffocante al pubblico, parlando, comunicando e facendo dire allo spettatore un convinto sì.

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