Ogni storia di vampiri che si rispetti è anche una storia di decadenza, emarginazione, tossicodipendenza, talvolta di sesso, non di rado d’amore. Un bagaglio di temi universali e di umane miserie che al Jim Jarmusch che si accingeva a lavorare al suo decimo film in sessant’anni di vita (aspettate…quanti!?) deve essere parso incredibilmente famigliare: lo stesso ordine del giorno viene regolarmente squadernato anche da una certa musica, che è il filo rosso di tutta la sua produzione cinematografica (e non di solo quella: a tempo perso, il regista milita nei rumorosi SQURL, in questa sede firmatari della colonna sonora). Da qui al far indossare al protagonista di Only Lovers Left Alive, Tom Hiddleston, i panni del musicista – rocker “ad alta fedeltà”, per la precisione – il passo deve essere stato breve. È un modo come un altro di avvicinare un immaginario per tradizione così poco affine al cineasta che, prima ancora che le famigerate creature si palesassero, già ci eravamo divisi tra scettici e paurosi (tipico, quando si parla di vampiri).

Da una parte si schieravano i cultori di horror e affini, diffidenti dall’ennesimo auteur prestato al cinema di genere; dall’altra – se possibile ancor più maliziosi – gli estimatori di Jarmusch, che temevano di ritrovarselo alle prese con una versione di Twilight appena più gotica e snob. Dopo la visione le diffidenze e i timori non trovano più fondamento. Dovevamo immaginarcelo che all’autore di Daunbailò di prelievi di sangue e canini aguzzi fregasse meno di niente, e che di mostri ci avrebbe parlato solo quando avesse voluto parlarci di noi… E in fondo, non è proprio questo che deve fare in ogni storia di vampiri che si rispetti?

Adam e Eve, dunque, amanti in saecula saeculorum. Lui delillianamente recluso in una villa a Detroit, si procura sangue dagli ambulatori e si fa recapitare a casa amplificatori e strumentazione d’antan. Toccherà a lei (Tilda Swinton), da brava fidanzata in apprensione, lasciare la Tangeri che fu rifugio di scrittori e poeti in autoesilio dagli Stati Uniti e raggiungerlo con il primo aereo. Notturno. Nelle gite di coppia dopo il tramonto i due vagano per una Detroit che è un fantasma di città. Nei nostri tempi ci si muovono goffi, costretti a tenersi in contatto attraverso la Rete, a prenotare voli con scali improbabili, a fare tappezzeria durante le serate nei pub (in uno di questi suonano pure i White Hills!) e girare al largo dalle giugulari: sanno che “siamo nel ventunesimo secolo” e certi costumi non si portano più.

L’elìte decaduta che rappresentano era una nobiltà tutta culturale, fatta di belle arti e alte letture, che li ha lasciati unici superstiti in mezzo agli zombie, ovvero le creature senza cervello – a sentire Adam pare che soprattutto la mondana L.A. ne sia affollata.
La controversa prospettiva di una storia che attraversa i secoli la scontiamo con qualche ingenuità di sceneggiatura (una valigia improvvisa con dentro Cervantes e Wallace; appesi alla pareti i ritratti di Hendrix e Bach, manco fossimo all’Hard Rock Cafè di Vienna…) e qualche furbizia nello stile filmico: come già nel precedente Limits Of Control, la regia tende
al preziosismo, quando non al capriccio, generosa di riprese dall’alto e di movimenti
di macchina spettacolari. Qualche volta le dice bene, qualche altra molto meno, ma sono particolari di forma e non devono distrarre da un tutto che avvicina la poetica del newyorchese nella sostanza. I suoi amanti sopravvissuti, dichiara lui, sono “outsider inconsueti, e per questo hanno una visione più ampia sulla storia”. Come due reduci si corrono incontro e si riabbracciano davanti a un’umanità al crepuscolo. Anche il loro, quindi, è una sorta di Twilight, ma vi garantiamo che la vista da qui è tutt’altra cosa.

Commenti

Ultime recensioni Cinema / Visioni
53917
Yorgos Lanthimos

Il sacrificio del cervo sacro

6.5

Indubbiamente l’unica salvezza di un film che pare non dare scampo a nessuno dei suoi personaggi è...
31170285_383905158779450_5862019829438873600_n
Yann Gonzalez

Knife + Heart

5

Di materiale per divertirsi nel nuovo film di Yann Gonzalez ce ne sarebbe parecchio: un assassino mascherato...
30420767-160224807978263-4557987999146023396-o_187a
Matteo Garrone

Dogman

8

In una storia che trasuderebbe vendetta, violenza, disagio mentale, atrocità fisiche degne del migliore (o peggiore) torture...
locandina (2)
Ron Howard

Solo: A Star Wars Story

7

L’universo di Star Wars è talmente pieno di immaginari – tra trilogie ufficiali, spin-off, serie animate, romanzi...
locandina
Ramin Bahrani

Fahrenheit 451

5

Saranno in molti a rimanere delusi dopo la visione di Fahrenheit 451, remake del film diretto da...
locandina (1)
Lars von Trier

The House That Jack Built

6

Primo titolo alternativo facile facile per The House that Jack Built, il nuovo film di Lars von...
Lazzaro_Felice_Poster_Film_FestivalCannes2018
Alice Rohrwacher

Lazzaro Felice

7

Il tempo si è fermato in Lazzaro felice, per Lazzaro e per la sua comunità. E il...
coverlg
Paul Dano

Wildlife

7

Montana, anni ’60. Una giovane famiglia americana come tante si è da poco trasferita in una nuova...
locandina
Asghar Farhadi

Everybody Knows

5.5

Una vecchia regola dell’analisi del film dice che dalla prima sequenza, a volte dai titoli di testa,...
loro-2-silvio-servillo
Paolo Sorrentino

Loro 2

8

“Essere buoni conviene”. Una filosofia di vita, di economia e soprattutto di politica: la bontà come merce...
121430920-a984694f-d13d-4700-a5a4-199d673d0ae0
Paolo Sorrentino

Loro 1

SV

Tutto documentato. Tutto arbitrario. Tutto vero e tutto falso. Ma anche tutto troppo. Paolo Sorrentino ci tiene...
Tonya-poster
Craig Gillespie

Tonya

8

Questa è la storia di Tonya Harding, pattinatrice americana, e del suo tonfo professionale avvenuto nel 1994...
locandina
Steven Spielberg

Ready Player One

7.5

Sembra voler rispondere a una precisa domanda Ready Player One, il nuovo film di Steven Spielberg che...
locandina
Alex Garland

Annientamento

8.5

Il lavoro che Alex Garland fa sulla fascinazione in Annientamento è fortissimo, tanto da diventare un futuro...