locandina
Fabrizio Boni e Giorgio de Finis

Space Metropoliz

7.5

Quadrante stellare di Tor Sapienza, data astrale 2011: un gruppo di terrestri decide di rompere il lucchetto dell’ex-salumificio Fiorucci sulla Prenestina. Ci sono italiani, peruviani, rom, tunisini, ucraini e africani, tutti privati di un tetto sopra la testa, ora ripreso – ricreato – con le proprie mani: Metropoliz, la città meticcia. Occupazione fa rima con incertezza, ma si va avanti: quell’Occidente, sinonimo di libertà, avanzando riporta al punto di partenza, un mero sopravvivere, ora impedito nei diritti fondamentali: casa, lavoro, salute. Non rimane che guardare verso il cielo, il tetto dell’umanità. E alla Luna.

Questo l’avvio per la storia immaginata dai due registi, in questo film documentario: costruire un telescopio, poi un razzo per andare a vivere sulla Luna. Davanti allo spettatore, la pellicola dà vita a uno straordinario cantiere artistico, dove l’arte diviene l’occasione per riscoprirsi capaci di provare stupore in un luogo dove si fa fatica a “sbarcare il lunario.” La Luna, “un foglio bianco dove tutto è ancora possibile”, viene colorata da architetti, artisti, filosofi, informatici, astrofisici e altri mentre all’iniziomacchie di bianco si delineano nelle scene in fabbrica. Questi tratti si sovrappongono al colore dellafotografia, in caschi e “scafandri immaginari”, come recita la canzone omonima del film, suonata da i Bicchiere Mezzo Pieno, scintilla per la collaborazione tra i registi e la casa di produzione di Luca Argentero, voce narrante del film.

Tuttavia la vera forza del documentario sta nei metropoliziani stessi, che vincono una doppia sfida: quella contro la società, a dimostrare che immaginazione e sogno sono territori di tutti e simbolo di un’esigenza di cambiamento e riscatto, nonostante le difficoltà quotidiane; quella per l’attenzione dal pubblico, catalizzata più dal metropoliziano in tuta spaziale, che non dalle spiegazioni intorno ai suoi passi. In fondo la Luna “Non è di nessuno e nessuno la può comperare.” E forse nemmeno spiegare.

Ultime recensioni Cinema / Visioni
okja-poster-1
Bong Joon-ho

Okja

7.5

La pietra dello scandalo. Il film che al recente festival di Cannes ha fatto scattare la fatwa...
locandina
David Michôd

War Machine

6

Un paio di gambe storte sorregge un corpo rigidamente costretto in una postura dall’aria innaturale: è la...
mucchio_blame_poster
Dal 20 maggio su Netflix

Blame

6.5

Almodovar, pietà. Il cinema made in Netflix è una figata. Soprattutto se recapitato per tutti, nello stesso...
8o8
Lynne Ramsay

You Were Never Really Here

7

Il cinema di Lynne Ramsay è un cinema psico-patologico, in cui il delirio dei personaggi si rispecchia...
yju545
François Ozon

L'amant double

4

Non si può dire che L’amant double, il nuovo film di François Ozon, non sia chiaro fin...
kkkk
Ben Safdie, Joshua Safdie

Good Time

7.5

La vitalità del cinema nasce spesso dalle sue contraddizioni: Good Time dei fratelli Ben e Joshua Safdie...
grrere
Eugene Jarecki

Promised land

7.5

“Mister I ain’t a boy, no I’m a man\and I believe in a promised land”. E’ il...
vfewry
Sean Baker

The Florida project

8

Dall’iPhone al 35 millimetri, per Sean Baker il sogno americano e le sue declinazioni passano anche dal...
locandina
Fabio Grassadonia, Antonio Piazza

Sicilian Ghost Story

6

In un bosco che somiglia a quello delle fiabe, due giovani adolescenti si scambiano un bacio affettuoso....
tyutyu
Robert Campillo

120 battements par minute

8

Un cuore accelerato o un ritmo travolgente che possono essere sinonimi o contrari. Per Robin Campillo i...
locandina
Todd Haynes

Wonderstruck

8

Questo è un racconto che richiede pazienza e lentezza. Lo scrive Julianne Moore al piccolo protagonista di...
locandina
Terrence Malick

Song to Song

8

«Non c’è nessuna forma d’arte come il cinema per colpire la coscienza, scuotere le emozioni e raggiungere...
622506603
Rossella Schillaci

Libere

8

La Resistenza raccontata da Rossella Schillaci in Libere, documentario in uscita il 20 aprile nelle sale italiane,...