Di fronte a Star Wars – Episodio VII: Il risveglio della forza il critico deve farsi spazio tra tanti modi diversi di vivere e intendere il film, deve superare attese e pressioni, ma anche empiti – o rigetti – dovuti alla propria condizione di fan o detrattore: ma l’operazione di J. J. Abrams, che ha preso da George Lucas l’incarico di una nuova trilogia, fa cadere molte barriere e restare alcune conferme e certezze.

Il film si apre 30 anni dopo le vicende della trilogia originaria: la Resistenza sta cercando disperatamente Luke Skywalker, l’ultimo Jedi rimasto e l’unico capace di aiutare la Repubblica a sconfiggere il Primo Ordine. Scritto da Abrams con Michael Arndt e Lawrence Kasdan, Star Wars – Episodio VII: Il risveglio della forza è un appassionante film d’avventure spaziali, in cui la space opera si mescola con il fantasy cavalleresco, recuperando afflati e spirito che la nuova trilogia aveva accantonato.  Questo nuovo inizio decide di affidarsi inizialmente al sicuro approdo del primo film della serie come base ispirativa per i percorsi narrativi e drammaturgici. Questa base però evolve e il film diventa un prodotto in cui Abrams ha preso possesso di una mitologia e l’ha rielaborata secondo la propria statura di narratore, con intelligenza e personalità: basti pensare a come racconta i viaggi tra luce e oscurità di vari personaggi, a come queste traiettorie si incontrino e scontrino, o come prende scelte narrative radicali e impreviste, facendo crescere tensione e fascinazione su moduli già narrati. Ma, soprattutto, il talento di Abrams lo si coglie nella consapevolezza con cui riflette sul rapporto tra nuovi spettatori e vecchi adepti tessendo un racconto corale in cui il calore e il carisma di Han Solo, Leia o Chewbecca non oscuri l’impatto dei nuovi personaggi. Il resto è un intreccio di rimandi e invenzioni, di scene spettacolari e una regia che usa il movimento, gli spazi filmici e i movimenti di macchina da erede di Spielberg, di momenti di grande potenza visiva ed epica. Certo, Abrams non ha la grandezza demiurgica di Lucas ma è un abile defibrillatore, che sa con passione, tenacia e acume far tornare a battere i cuori di appassionati di un cinema in cui la frenesia e l’eccesso devono lasciare il posto al cuore umano dell’avventura.

 

Emanuele Rauco

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