Forse la fantascienza ha davvero smesso di dire tutto 20 o 30 anni fa, con l’apparizione del cyberpunk e dell’epica della nuova carne. Si spiegherebbe così perché il genere, al cinema o in letteratura, abbia perso forza e spessore e soprattutto capacità immaginifica. Ennesima prova, stavolta quasi lampante, è Transcendence, film con cui Wally Pfister, direttore della fotografia di Christopher Nolan (altro paladino della fantascienza contemporanea) esordisce alla regia.

Il film racconta di uno scienziato che in un futuro prossimo crea una macchina senziente capace di riprodurre la coscienza animale, come un enorme hard disk in cui immettere i dati cognitivi e non solo di un essere umano. Per questo, cade vittima di un attentato da parte di fondamentalisti. Si salverà caricando i suoi dati nella macchina, ma il nuovo sé che nascerà sarà più pericoloso che messianico.

Scritto da Jack Paglen, Transcendence è un dramma fantascientifico, dalle sfumature apocalittiche, che sembra un romanzo di Michael Crichton (il modo in cui agiscono le nano particelle ricorda Preda) infiltrato con tutte le riflessioni narrative o scientifiche degli ultimi 30 anni, partendo da un Johnny Depp in versione Max Headroom.

Cuore del film, e unica idea originale, è quella di un Internet delle persone, dopo il previsto Internet delle cose, una versione della connettività 4.0, in cui gli esseri umani attraverso intelligenze artificiali e connettori diventano un’unica rete fisica e senziente, oggettiva e soggettiva, organica e inorganica: Pfister parte dalla riproducibilità della coscienza e arriva all’essere umano totale e totalizzante.

A ben vedere però non ci si scosta dalla poetica dell’Invasione degli ultracorpi (1956, Don Siegel), non arrivando più in là di una banale e manichea contrapposizione tra natura buona e tecnologica cattiva, portando quasi a giustificare le azioni criminali dei terroristi di inizio film. Ma al di là delle carenze di approfondimento e della discutibile morale, Transcendence fallisce in sostanza perché a spunti e risvolti già visti, trattati, immagazzinati nell’immaginario non fa corrispondere un modo forte o nuovo di raccontarli, gli immaginari raccontati non si aprono a nuove possibilità, né vengono reinventati. Restano spenti e vuoti.

Esattamente come personaggi e attori, senza spina dorsale narrativa, senza vita e senza espressività, proprio come Johnny Depp, atteso al varco dopo anni di baracconate disneyane e qui costretto a (non) recitare a fare l’immagine di se stesso, la statua di cera di un attore, segno di un declino coinciso con la possibile rinascita. Una rinascita a cui nessuno, dal regista agli spettatori, hanno creduto.

Commenti

Ultime recensioni Cinema / Visioni
locandina
Christopher McQuarrie

Mission: Impossible - Fallout

7

Giungono fondamentali conferme dall’ultimo episodio di Mission: Impossible. Una, neanche tanto sorprendente, riguarda il sempre gagliardo Tom...
locandina
Ari Aster

Hereditary

8

Meno male che l’hanno intuito tutti che Hereditary – Le radici del male marcia a un altro...
locandina
Gary Ross

Ocean's 8

6

Pace all’anima di Danny Ocean. In tutti i sensi. Più che giusto quindi che a ereditare il...
locandina
Rodrigo Cortés

Dark Hall

4

Il nuovo film di Rodrigo Cortés (Buried) ha un sottotitolo. Non immediatamente visibile: a volte ritornano. Un...
53917
Yorgos Lanthimos

Il sacrificio del cervo sacro

6.5

Indubbiamente l’unica salvezza di un film che pare non dare scampo a nessuno dei suoi personaggi è...
31170285_383905158779450_5862019829438873600_n
Yann Gonzalez

Knife + Heart

5

Di materiale per divertirsi nel nuovo film di Yann Gonzalez ce ne sarebbe parecchio: un assassino mascherato...
30420767-160224807978263-4557987999146023396-o_187a
Matteo Garrone

Dogman

8

In una storia che trasuderebbe vendetta, violenza, disagio mentale, atrocità fisiche degne del migliore (o peggiore) torture...
locandina (2)
Ron Howard

Solo: A Star Wars Story

7

L’universo di Star Wars è talmente pieno di immaginari – tra trilogie ufficiali, spin-off, serie animate, romanzi...
locandina
Ramin Bahrani

Fahrenheit 451

5

Saranno in molti a rimanere delusi dopo la visione di Fahrenheit 451, remake del film diretto da...
locandina (1)
Lars von Trier

The House That Jack Built

6

Primo titolo alternativo facile facile per The House that Jack Built, il nuovo film di Lars von...
Lazzaro_Felice_Poster_Film_FestivalCannes2018
Alice Rohrwacher

Lazzaro Felice

7

Il tempo si è fermato in Lazzaro felice, per Lazzaro e per la sua comunità. E il...
coverlg
Paul Dano

Wildlife

7

Montana, anni ’60. Una giovane famiglia americana come tante si è da poco trasferita in una nuova...
locandina
Asghar Farhadi

Everybody Knows

5.5

Una vecchia regola dell’analisi del film dice che dalla prima sequenza, a volte dai titoli di testa,...
loro-2-silvio-servillo
Paolo Sorrentino

Loro 2

8

“Essere buoni conviene”. Una filosofia di vita, di economia e soprattutto di politica: la bontà come merce...
121430920-a984694f-d13d-4700-a5a4-199d673d0ae0
Paolo Sorrentino

Loro 1

SV

Tutto documentato. Tutto arbitrario. Tutto vero e tutto falso. Ma anche tutto troppo. Paolo Sorrentino ci tiene...