I Beatles facevano schifo, gli Stones facevano schifo e anche i Led Zeppelin. Ma noi facciamo più schifo di tutti”, parola del leader dei Ragnarok, gruppo black metal norvegese. Una delle decine di band che ogni anno si riuniscono a Wacken per dare vita al più grande festival metal del mondo. Quel festival è al centro di un documentario evento che è nelle sale per due giorni, il 24 e il 25 novembre, dal titolo Wacken – Louder than Hell, per la regia del tedesco Norbert Heitker.

Wacken è un paesino di nemmeno 2000 persone, che ogni anno dal 1990 fa arrivare decine di migliaia di persone per sentire tutto il meglio dell’hard-rock e dell’heavy metal mondiale: il film racconta il concerto del 2013 mostrando le immagini delle più importanti band sul palco (Alice Cooper, Rammstein, Deep Purple, Motorhead e molti altri), i gruppi emergenti che si sfidano nella metal battle e lo spirito del pubblico che ogni anno da tutto il mondo  va a vederlo e costruisce il suo anno nella preparazione dell’evento facendo registrare il tutto esaurito un anno prima dell’evento.

Heitker sceglie di concentrarsi sul pubblico, di far vivere il festival dal punto di vista degli spettatori: ne prende alcuni di loro e li segue nei diversi modi che ognuno di loro ha di vivere il Wacken Open Air, riuscendo così a restituire, in bilico tra spottone di lusso e reportage, il senso di un festival – il luogo, la logistica, la gente che lo frequenta, l’atmosfera – trasmettendone l’odore tipico di erba (da calpestare e da fumare), sudore, birra e gioia e soprattutto del genere musicale a cui si consacra. In quasi 2 ore, Wacken – Louder than Hell racconta cosa è l’heavy metal e perché resiste imperterrito alle crisi e alle mode. Al di là dei suoni e dei vari stili, nell’heavy metal c’è uno spirito comunitario che aiuta a superare ogni tipi di impasse creativo, culturale e finanziario, per cui vedi gli Anvil che bevono birra con degli sconosciuti musicisti dando loro dei consigli, noti i Saxon sotto il palco degli emergenti per capire cosa sarà il futuro del metal, senti Scott Ian degli Anthrax riflettere su come il metal, con la sua voglia di distruggere e ricostruire, la sua fedeltà a se stessi e ai propri ideali musicali, la capacità di sondare tutti i lati della musica, sia un salvavita.

E’ chiaro poi che al fan, sulla cui misura è costruito il film di Heitker, interessa soprattutto la musica: abbondante in ogni caso, anche per la scelta inconsueta di concentrarsi per la parte centrale sulla gara tra emergenti (segnaliamo i Barbarian Horde, metal folk dalla Romania). Ovviamente, anche per sfruttare l’altrimenti inutile stereoscopia, il meglio viene dai gruppi che uniscono musica e parte visuale, come i contundenti Rammstein (Du Hast) e il sempre grand-guignolesco Alice Cooper in una splendida versione di School’s Out che diventa Another Brick in the Wall. Ma per chi vuole due ore di suonie poetiche “estreme”, Wacken – Louder than Hell e l’ideale, a prescindere se amate il riff di Smoke on the Water, la filosofia di Henry Rollins o lo screaming di Black Messiah.

05_Wacken_Copyright ICS Festival Service GmbH, Foto_ Dirk Illing

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