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Peter Decherney

Hollywood

Il Mulino / pp. pp. 160 / € euro 13,00
6.5

Sono tanti i libri dedicati a Hollywood e al suo cinema, pochi quelli di cui vale la pena ricordarsi. Oltre ai saggi di Franco La Polla, insuperabile americanista e docente all’Università di Bologna scomparso troppo presto, scomoderei i lavori di Kristin Thompson e sicuramente un classico straordinario come L’America e il cinema di Michael Wood. Libri che discutono di film, autori e attori all’interno di quel sistema industriale dell’intrattenimento chiamato appunto Hollywood. Un medesimo coinvolgimento fa parte del mood di Hollywood scritto da Peter Decherney, professore di Cinema Studies all’Università della Pennsylvania. Una ragionata e cronologica successione di film, autori e attori in quel sistema chiamato Hollywood, ma con una precisazione: tutti, film-autori-attori, al servizio di quella prodigiosa macchina, e non come mera decorazione estetica. Hollywood padre-padrone, in sintesi, a dominarli tutti.

Da lontano, il volumetto di Decherney sembra una sintetica “storia di”. Forse meno appassionante di quel Introduzione al cinema di Hollywood, per restare in argomento, dello stesso La Polla. Forse meno agguerrito in termini di critica o di appropriata sventagliata di titoli per meglio rischiarare il panorama. In realtà, Hollywood del professor Decherney ha un’altra valenza storica e un valore scientifico più pratico, più immediato. I film citati da La Polla o Wood nei loro libri li puoi amare, ricercare e capire, ma occorre talvolta qualcosa di più di una banale contestualizzazione da manuale storico. Il saggio in questione entra invece nella testa di Hollywood, fin dagli albori della sua storia e della storia del cinema (e per albori intendiamo dal fonografo in avanti). Decherney definisce il suo libro una breve storia di Hollywood “dai tempi prehollywoodiani di Thomas Edison al mondo degli onnipresenti video in rete”. Sarà pure così. Eppure è innegabile il diverso sapore della sua trattazione, rispetto agli autori menzionati. Nella forma ridotta con cui si presenta al lettore o allo studioso, i contorni dell’industria hollywoodiana appaiono in effetti definiti secondo molteplici variabili: essa è sempre industria e multinazionale dello spettacolo da esportare fuori dai confini degli States, ma è anche fenomeno sociale, culturale, un mostro economico che muove individui, istituzioni e intere masse. Un fenomeno di cui Decherney è abilissimo a raccontare e ricostruire l’habitat. Il suo è un viaggio per fondamentali tappe storiche in grado di restituire immagini vivide, sensazioni e umori dell’epoca (tipo: come fruivano il mondo delle immagini in movimento i nostri antenati-spettatori?). Ricolloca personaggi emblematici di quel mondo (Edison, Chaplin, John Ford e via citando) e li descrive mentre sono all’opera facendo la storia del cinema e di Hollywood.

Dunque, una “breve storia di” che su un ipotetico grafico nella sua brevità offre al contrario picchi elevati di informazioni, strumenti e aggiornamenti utilissimi. Il vantaggio di essere uno specialista della materia (un paio di libri non ancora pubblicati in Italia), consente all’autore di fornire al lettore italiano un valido sostegno nello studio e nella conoscenza del cinema americano e del suo padre-padrone. Un mondo parallelo a quello di autori stimati come La Polla con una sua forte e rispettabile personalità.

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